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AGENTI DELLA DISINFORMAZIONE, I SOCIAL NE SONO PIENI

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di Marco Pugliese


Nel mondo dell’intelligence, c’è un’arma più sottile della forza bruta: l’influenza. Questo potere silenzioso manipola percezioni e decisioni senza lasciare tracce visibili, permettendo agli Stati di raggiungere obiettivi strategici senza sparare un colpo.

Agenti d’influenza, consapevoli e non

L’agente d’influenza è un operatore furtivo che non viola leggi, ma manipola idee e orienta opinioni secondo precise direttive. Questo agente può essere un esperto consapevole, capace di sfruttare la propria posizione per spingere un’agenda nascosta, ma può anche essere un agente inconsapevole, il più pericoloso di tutti: un individuo talmente ignaro (e debole) della manipolazione subita da credere sinceramente di agire per il bene del proprio Paese. Questi “stupidi utili”, come vengono talvolta chiamati, vengono reclutati per la loro posizione sociale o politica e sfruttati per raggiungere obiettivi nascosti, spesso hanno anche elevata cultura (settoriale) ma vengono scelti per l’incapacità di creare collegamenti tra materie diverse, insomma non colgono sfumature, sono lineari e metodici, sono infatti convinti “specialisti” e “battono” giornali e social da mattina a sera con l’idea dominante, in pratica fungono da megafono. Quando poi le informazioni si rivelano errate lo apprendono dai media e vengono “scaricati”, visto che per mesi hanno veicolato una narrazione per lo più falsa. Operano sui social, la caratteristica principale è l’aggressività verbale, non argomentano e tendono a denigrare il proprio interlocutore. Sono considerati come “bot umani”, i social sono pieni, di norma non hanno grande seguito ma popolano fino a 100 post al giorno interagendo ore (soprattutto la notte)con una media 30 messaggi per post seguito. Spesso taggano altri agenti “inconsapevoli” nelle loro discussioni o le “vittime”, che a volte subiscono uno stalkeraggio.

Casi di studio celebri

La storia è piena di esempi di agenti d’influenza che hanno cambiato il corso degli eventi. Benjamin Franklin usò la sua posizione a Parigi per convincere la Francia a sostenere le colonie americane contro la Gran Bretagna. Eli Cohen, spia israeliana in Siria, raggiunse i vertici del governo siriano, influenzandone le decisioni fino al suo arresto.

Oggi, in un mondo tecnologicamente avanzato e geopoliticamente complesso, l’Italia deve imparare a usare l’influenza in combinazione con i tradizionali strumenti di potere per proteggere i propri interessi nazionali. L’influenza diventa quindi un’arma essenziale per il futuro, capace di plasmare il mondo senza bisogno di combattere battaglie visibili, soprattutto in economia dove “agenti inconsapevoli” danneggiano il nostro asset comunicativo fino a creare danni in borsa, veicolando informazioni false che danneggiano aziende e cittadini.

L’agente d’influenza, sia consapevole che inconsapevole, è al centro di questa strategia.

Autore

  • Redazione

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