
di Nino Orlandi
Certo che ci vuole una bella faccia tosta a sostenere che la magistratura, o quanto meno la sua fazione di sinistra, ben arroccata nelle procure, non ordisce complotti, non fa politica, non invade il terreno non suo, non mina con i suoi atti la volontà popolare, cioè la democrazia.
700 perquisizioni a Berlusconi dopo il suo ingresso in politica, processi come se piovesse, sezioni feriali per riuscire a infliggergli l’unica condanna. Non parliamo di Salvini rinviato a giudizio per un atto di governo. Non parliamo di Renzi massacrato perché aveva messo sotto la Ditta. Non parliamo di Craxi, Andreotti, Mannino e tutti gli altri a cui hanno rovinato la vita.
E hanno il coraggio di dire che loro non fanno politica? E, se gli ricordi le loro imprese, urlano che vuoi “delegittimare” la magistratura?
Ma non c’è nessun politico che – come solo l’avvocato Caiazza ha il coraggio di fare – gli ricacci in gola le loro falsità e loro lamentele, chiamandoli per nome e cognome? Per esempio, quello dei vari Zagrebelsky e Santalucia.
PS: Del “verminaio” di intercettazioni illegali denunciato da Crosetto e confermato da Cantone, nessuno parla più. E Laudati, quel magistrato che le ordinava, è a piede libero. E tutti zitti.





