
di Alessandro Roazzi
Si sostiene che l’autonomia differenziata sia il contrario dello status quo che ha congelato per decenni l’Italia a due velocità.
Sbagliato, sono state scelte politiche e delle classi dirigenti a creare questa diseguaglianza. Le cattedrali del deserto? Il mutamento dalle mafie tradizionali a macchine di affari gestite da colletti bianchi? Il consenso ricercato con il reddito di cittadinanza? Sono temi politici o frutto di carenze “legislative e istituzionali“? Come pure ha responsabilità’ il cambiamento avvenuto al tempo “Calderoli”. In realtà il rischio è proprio quello di cristallizzare oggi la situazione con una serie di Vandee meridionali che oscurano fra l’altro le eccellenze nel sud, nelle quali la competizione è di stampo assistenzialista e la peggiore conseguenza diventa un ripetuto via libera alle giovani generazioni di fuggire all’estero come sta già‘ avvenendo.
Le opposizioni strepitano ma non si comprende cosa vogliono. Eppure sarebbe facile ribaltare la logica: dalla “cortesia” alla traballante Lega al rimettere al centro i temi necessitati, peraltro alla luce di profondi cambiamenti: sanità’ pubblica, scuola, recupero di una strategia industriale…
Finora i gruppi dirigenti delle opposizioni hanno responsabilità evidenti su quel che avvenuto, ma la proposta politica per il futuro non è pervenuta. Anzi il rischio è che a balbettarla si ritrovino divisi…
L’errore della destra è chiaro, ma la risposta non c’è, tranne i rumori di fondo.
Il nord però dovrebbe stare attento: finora guardava al resto d’Europa per essere il più simile ed integrato. Oggi quel “resto” è tale, ovvero in declino. Servirebbero altre idee, ma costruttive. La destra ha scelto una strada pericolosissima, il vuoto Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni non è certo rassicurante.
Pronti ai referendum? Bella scelta, vuol dire solo autocandidarsi al potere. E la gente? Non ha diritto a sapere cosa si propone in alternativa, oltre i no?





