
Malta ospita ieri e oggi la conferenza sulla Formula di pace dell’Ucraina a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale e la politica estera, una piattaforma giunta al terzo incontro dopo quelli già tenutisi a Copenaghen lo scorso giugno e a Gedda ad agosto. Assente la Cina.
Un incontro tutto sommato inutile, se si considera che la guerra è di fatto congelata, al netto di qualche puntata russa che non sposta la situazione.
Si tratta, in buona sostanza, dell’ennesima opportunità per le autorità di Kiev di presentare e discutere con i funzionari delle nazioni partecipanti soluzioni concrete per raggiungere una pace giusta e sostenibile, come ha spiegato il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak che ha aggiunto: “Nel mio intervento ho ricordato che sempre più Paesi che rispettano il diritto internazionale e la Carte delle Nazioni Unite prendono parte allo sviluppo della Formula. E la Russia – ha spiegato Yermak – dovrà cedere alla comunità internazionale. Dovrà accettare le nostre condizioni comuni”.
Sognare è consentito, ma la realtà preme in tutta la sua ferocia e così il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina è costretto a spiegare che “con la partecipazione del Qatar, un Paese coinvolto nell’attuazione di alcuni punti della Formula di pace, siamo riusciti a riportare a casa quattro bambini ucraini”. “Altre migliaia di bambini rimangono in ostaggio della Russia, ma questo successo dimostra che insieme possiamo farcela”, ha affermato Yermak.
Nel corso della prima riunione della piattaforma a Malta, ha reso noto il funzionario ucraino, si è discusso delle questioni relative alla sicurezza nucleare, a quella energetica, a quella alimentare, alle questioni umanitarie e al ripristino dell’integrità territoriale del Paese, tutte contenute nella Formula di pace.
All’incontro sono oltre 60 i rappresentanti da tutto il mondo arrivati a Malta per partecipare alla riunione, anche se un’assenza in particolare rischia di inficiare la possibilità che l’evento produca dei risultati concreti: quella della Cina, che secondo l’emittente “Bloomberg” non invia alcun proprio funzionario nell’isola del Mediterraneo. Pechino, nella visione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rappresenta un attore fondamentale nella costruzione di uno scenario di pace, vista l’influenza cinese sul Cremlino. Il leader ucraino vede questo tipo di conferenze come un modo per parlare non ai tradizionali partner occidentali, con i quali sono ormai numerosi i momenti di confronto, ma con i Paesi del “sud” del Mondo, molti dei quali ormai coinvolti nella futura piattaforma dei Brics allargata. In questa prospettiva, è evidente come la Cina abbia un peso decisivo nel determinare il successo dell’iniziativa diplomatica di Kiev. Di conseguenza, pur con la partecipazione dei rappresentanti delle nazioni del G7, del Qatar, del Sud Africa, dell’India e della Turchia, l’incontro di Malta rischia di non avere particolare impatto sulle sorti del conflitto, soprattutto se si considera la volontà ucraina di assicurarsi una serie di garanzie in un eventuale tavolo negoziale. Da notare, a questo proposito, come la Cina avesse inviato un proprio delegato alla precedente riunione, quella di Gedda, e che evidentemente non sia stato ritenuto opportuno ripetere la decisione anche nella sede scelta per il 28 e 29 ottobre.





