Home Politica estera A KIEV CON I VERTICI IN CRISI ARRIVANO 50 MILIARDI UE

A KIEV CON I VERTICI IN CRISI ARRIVANO 50 MILIARDI UE

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La controffensiva dell’estate scorsa è fallita e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha trovato in Valeriy Zaluzhny, comandante in capo delle Forze armate di Kiev, il suo capro espiatorio.

Il quotidiano britannico Financial Times riferisce di un incontro fra i due, avvenuto lunedì, con la richiesta da parte di Zelensky di assegnare il generale a un nuovo incarico. Richiesta rifiutata da Valeriy Zaluzhny.

In questo contesto, Zelensky potrebbe comunque attendere nel rimuovere il comandante, anche a causa della reazione scatenata dalle prime indiscrezioni.

Nonostantele smentite, circolano giài nomi dei successori:Oleksandr Syrsky, comandante delleforze di terra ucraine, e Kyrylo Budanov, a capo del direttorato dell’intelligence militare.

Il cerchio magico che circonda Volodymyr Zelensky ha più volte scavalcano la catena di comando di Valeriy Zaluzhny, il quale non era molto propenso a mandare al massacro intere brigate per mantenere il punto politico, come a Bakhmut.

Il generale gode di grande stima nell’esercito e tra il popolo, cosa che è in calo deciso da tempo per quanto riguarda Zelensky.

I continui inviti che arrivano dagli Usa a chiudere la partita, rinunciando a parte del territorio (uno degli ultimi quello dell’ex segretario Nato) costituiscono per Zelensky un chiaro pericolo di vita, in quanto un suo cedimento significherebbe anche la sua fine. E tuttavia un cedimento si renderà necessario e allora ecco che il cerchio magico di Kiev cerca di scaricare le colpe sul generale.

In questo contesto di divisione interna e di resa dei conti l’Unione Europea ha varato un nuovo pacchetto di aiuti di 50 miliardi di euro.

Ad annunciare il nuovo pacchetto è stato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel:”Abbiamo un accordo. Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. In questo modo si garantisce un finanziamento costante, a lungo termine e prevedibile per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità del sostegno all’Ucraina”.

Affermazione che fa capire che gli Usa sono sempre più in fase di esfiltrazione dal sostegno a Kiev.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato di essere grato ai leader dell’Ue per aver creato un nuovo strumento da 50 miliardi di euro per il suo Paese. “È molto importante che la decisione sia stata presa da tutti e 27 i leader, il che dimostra ancora una volta la forte unità dell’Ue”, ha affermato Zelensky, per il quale “il continuo sostegno finanziario dell’Ue all’Ucraina rafforzerà la stabilità economica e finanziaria a lungo termine, che non è meno importante dell’assistenza militare e della pressione delle sanzioni sulla Russia”. 

“Accordo! Il Consiglio europeo ha realizzato le nostre priorità. Sostenere l’Ucraina – ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. Combattere la migrazione illegale. Sostenere la competitività europea. Una buona giornata per l’Europa”.

“Sulla base del rapporto annuale della Commissione sull’attuazione del pacchetto di aiuti per l’Ucraina, il Consiglio Europeo – si legge in un paragrafo delle conclusioni del vertice Ue – terrà un dibattito annuale sull’attuazione stessa con l’obiettivo di dare una guida. Se necessario, fra due anni il Consiglio Europeo inviterà la Commissione a presentare una proposta di revisione nel contesto della revisione del bilancio comunitario”.

Nell’intesa tra i 27 sul bilancio comune e gli aiuti all’Ucraina è stato aggiunto un passaggio, particolarmente caro a Viktor Orban: un richiamo alle conclusioni del Consiglio europeo di dicembre 2020 sul meccanismo di condizionalità, sulla base del quale Bruxelles ha congelato i fondi per l’Ungheria. Fonti Ue spiegano che, nello specifico, il richiamo fa riferimento al fatto che “le misure previste dal meccanismo dovranno essere proporzionate all’impatto delle violazioni dello Stato di diritto”. In quel testo, inoltre, si disciplina “un equo trattamento” tra i 27 nell’applicazione del meccanismo di condizionalità. 

Da Palazzo Chigi, a quanto si apprende, filtra intanto grande soddisfazione per l’accordo raggiunto dal Consiglio europeo straordinario, con un voto unanime inaspettato fino a poche ore prima. Il governo italiano – sottolineano fonti della presidenza del Consiglio – ha avuto un ruolo di primo piano e Giorgia Meloni è stata protagonista in prima persona delle mediazioni che hanno consentito di arrivare alla soluzione che ha messo d’accordo tutti. 

Prima dell’inizio del vertice straordinario a Bruxelles, c’è stato un incontro ristretto per provare a convincere Viktor Orban sull’intesa: alla riunione hanno partecipato oltre ad Orban, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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  • Redazione

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