
di Eugenio Baresi
La bandiera della pace, una enorme bandiera della pace sventola sul palazzo municipale.
Brescia nella sua rappresentanza di maggioranza municipale ha perso la dignità della Leonessa per cui è conosciuta.
Ha dismesso quel profondo legame con il miglior pensiero cattolico, amorevole, ma determinato.
L’esempio delle Fiamme Verdi cattoliche ne fu un fulgido esempio nella Resistenza, certo non quello di chi oggi si auto attribuisce una rappresentanza che ha solo nella sua convinzione.
Ma tutto ciò è un bene perché finalmente i cittadini di Brescia comprendono il vero volto di chi li amministra oggi, di chi li informa, di chi purtroppo detiene grande parte di una e dell’altra cosa grazie al suo potere economico.
Un documento del PD di una grande cittadina di provincia inizia con simili parole: ”Non possiamo assistere inermi a questa ulteriore carneficina che si sta consumando nello scontro tra Hamas e Israele, come non lo siamo stati in occasione dell’invasione della Russia in Ucraina”.
Per loro stupratori, assassini di bambini, di anziani, di chi apre la pancia di donne in cintainsomma il peggior terrorismo non si condanna.
Loro stanno equanimi, non stanno inermi, ma così stanno con chi nega ogni valore della dignità umana.
Sempre a Brescia incredibilmente apprendiamo che non è vero che quaranta bambini sono stati sgozzati.
Lo comunica con enfasi un sacerdote per denunciare la falsità di chi difende Israele.
Sono stati solo uccisi!
L’ipocrisia della parte che amministra la città… anche se gli aggettivi corretti per definirla sarebbero ben altri.
Il mondo cattolico si è molto speso per sostenere la vittoria dell’attuale amministrazione e quindi nulla appare strano.
Che poi le chiese siano sempre più vuote pare non interessi.
Che i valori della cultura giudaico cristiana meritino rispetto pare non interessi.
Quello che conta è vincere e governare grazie a quelli che ci mettono i mezzi per convincere la maggioranza dei pochi al voto.
Le lobby che garantiscono quella parte dei pochi e che consentono di governare vanno così premiate.
E fra le lobby non ci sono solo quelle ben note in città che controllano banche, giornali e quant’altro, ci sono ormai anche quelle dei “nuovi cittadini” immigrati che eleggono consiglieri comunali per la sinistra.
Ma ripetiamo è un bene perché i bresciani possono capire dai fatti cosa hanno votato senza il filtro della mala informazione.
Ormai è un succedersi di fatti ed atti che fanno comprendere come una parte della società bresciana, abbia dismesso ogni criterio logico.
L’amministrazione comunale si è rifiutata di approvare la dichiarazione sull’antisemitismo che l’Europa, il Governo Italiano, la Regione Lombardia hanno approvato.
Una città medaglia d’argento della Resistenza per la lotta al nazifascismo, una città che ha avuto nelle chiese e nei conventi luogo di protezione e di rifugio per gli ebrei perseguitati non approva la definizione di antisemitismo.
Ho avuto l’onore di scrivere un libro intervistando una ragazza di allora che dismesso il ruolo di partigiana nella Fiamme Verdi è stata fra i primi iscritti dell’associazione Italia Israele di Brescia. Oggi sarebbe profondamente e amaramente indignata vedendo chi pretende di rappresentarla oggi comportarsi come si comporta.
Così è.
Ma ancora questa amministrazione ha intenzione di gemellarsi con una città lituana piena di vie e di monumenti dedicati a criminali nazisti… e si badi bene il parlamento lituano ha nei mesi scorsi approvato addirittura una legge perché vengano abolite simili ignominie.
Ma il Sindaco di Kaunas non ha alcuna intenzione di farlo, lo ha scritto al sindaco di Brescia, ma l’amministrazione cittadina racconta il contrario.
Ovviamente imbrogliando.
Se i fatti sono quelli che contano pare che siano già sufficienti.





