Home Opinioni A 5 ANNI DI DISTANZA IL PROCESSO AL FIGLIO DI GRILLO E’...

A 5 ANNI DI DISTANZA IL PROCESSO AL FIGLIO DI GRILLO E’ ANCORA IN ALTO MARE

0

di Raffaele Romano

Perché? E’ la prima domanda.

Che ci sia qualcosa di “strano” nel nostro sistema informativo dei media è ormai certo ed acclarato ma, in alcuni casi, diventa quasi certezza allorchè la giustizia, quella che dovrebbe avere la G maiuscola, tocca alcuni noti personaggi.

Il caso emblematico è, senza ombra di dubbio, quello di Ciro Grillo figlio, dell’ormai ex comico, Beppe Grillo.

Su tutte le reti televisive nei pomeriggi e, spesso, anche in serata siamo costantemente assaliti e bombardati da trasmissioni che trattano di tutti i tipi di violenze e di omicidi sulle donne. Questo, ad onor del vero, vale sia per la Rai che per Mediaset e tutte le altre che di queste “passioni” si nutrono e si alimentano per aumentare gli ascolti ed incrementare spot pubblicitari.  

Quello che, però, le accomuna è il metodo “persecutorio” con cui orde di inviati inseguono microfono in mano fin dentro le loro case “poveri cristi” appartenenti alla foltissima schiera di anonimi sconosciuti. Mentre analogo trattamento persecutorio non viene effettuato e né nemmeno tentato per alcuni casi famosi come quello relativo ai Grillo.  

Orbene proprio ieri, un altro simile caso con figli di personaggi famosi ma meno di Ciro e Beppe, è stata emessa una sentenza di condanna in primo grado per Mattia Lucarelli, figlio dell’ex calciatore Cristiano, e di Federico Apolloni a 3 anni e 7 mesi per violenza sessuale.

L’indagine della Procura di Livorno aveva ipotizzato un presunto stupro di gruppo che risale alla notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022.

Al di là del legittimo appello a cui faranno ricorso i condannati c’è da dire che in due anni si è giunti a verdetto, tempo abbastanza lungo ma accettabile. Invece, per un simile caso avvenuto la notte fra il 16 ed il 17 luglio dell’ormai più che lontano 2019 in una villetta del Pevero sulla famosa Costa Smeralda della famiglia Grillo, avveniva secondo l’accusa uno stupro di un gruppo da parte di quattro elementi guidati, sembra, dal figlio del celeberrimo ex comico Beppe Grillo.

La domanda che sorge spontanea è rivolta al tribunale di Tempio Pausania nell’amata Sardegna che ad oggi, 14 giugno 2024, è ancora imballata a quasi cinque anni dai fatti.  

Il tempo, nella giustizia, è un fattore determinante sia per le vittime che per i presunti colpevoli che li tiene entrambi sospesi in un alone di incertezza che certamente non aiuta nessuno.

Siamo entrati nel sito di codesto tribunale e, ad onor del vero, ci siamo smarriti in pubblicazioni incomprensibili a comuni mortali.

La speranza, ultima a morire, è che nelle udienze di questi giorni di giugno accelerino l’arrivo ad una conclusione che a cinque anni è ancora di là da venire.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui