La solidarietà’ europea sull’Expo 2030 indubbiamente c’è’ stata…per Riad.
Francia in testa l’Europa e’ diventata espressione geografica e Roma pareva la parente povera anche se per dirla con gergo inutile del Pd guidata da progressisti alla Gualtieri.
Si dirà’…Governo debole, vero, verissimo, ma il resto non fa la differenza. Roma e’ imparagonabile a Riad, ma se l’asse del mondo si sposta e ci rende periferici o i nostri beneamati leader ci sveniamo o ci restano le Fiere de paese.
Ora tocca al patto di stabilità: Francia e Germania sono vulnerabili come mai, ma solo se trovano un Paese unito e che sa cosa vuole cosa deve fare.
Le furbizie di Meloni-Giorgetti e le litanie oppositrici di Schlein-Conte-Bonelli e soci vanno in tutt’altra direzione.
Il nostro Expo e’ questo: lo spettacolo di una classe politica che gioca al suo interno a …”rubamazzo” e riesce a perdere perché le carte le danno sempre gli altri, anche quando tengono scartine.
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