I numeri dicono che il Governo Meloni è stato il migliore degli ultimi 20 anni, ma nel 2027 gli italiani le daranno ancora fiducia?
È davvero una cosa molto strana.
Oggi tutti criticano Giorgia Meloni e il suo governo, imputando loro di tutto, compreso il virus intestinale che li tiene seduti in bagno, ma sono davvero critiche meritate?
In quattro anni di Governo Meloni l’Italia ha guadagnato reputazione sui mercati finanziari e il nostro debito, da sempre ai limiti della spazzatura si appresta ad avere almeno una A da parte delle agenzie di rating, che visto con gli occhi di pochi anni fa sembra un vero miracolo.
Il Paese, agli occhi degli investitori esteri, non è solo più affidabile, ma anche più laborioso con oltre 1 milione di occupati in più rispetto al periodo del Governo Draghi.
I conti pubblici, malgrado abbiano dovuto scontare anni di precedenti disastri con la spada di Damocle del superbonus di Conte, sono sotto controllo e, di questo, beneficerà il Governo che verrà.
Questo almeno dicono i numeri.
Molti penseranno che sono numeri artefatti, ma come ho scritto su Melénchon, l’economia è l’arte dell’illusione, la verità non conta, l’importante è che il mondo intero accrediti questi numeri come verità.
Insomma, comunque la si voglia vedere Giorgia, che, per inciso, non apprezzo, ha “gestito” l’Italia molto meglio di tutti quelli che l’hanno preceduta.
Ho messo tra virgolette “gestito” proprio perché se una cosa si può imputare alla Meloni, è la mancanza di coraggio.
Lei ha gestito al meglio, ma in continuità, la politica dei suoi predecessori, specie nel sociale, rinunciando in toto al DNA della destra, e nel contesto complesso che le hanno lasciato in eredita, ha usato le stesse regole della sinistra che l’ha preceduta.
Pertanto Giorgia ha avuto ridottissimi margini di manovra, non ha potuto risolvere tutti i problemi che ha trovato al suo insediamento, e su molti di essi ci ha solo messo delle pezze aumentando il disavanzo e la spesa pubblica, esattamente come hanno fatto coloro che l’hanno preceduta.
Per questo in tema di politica interna Giorgia Meloni oggi risulta perfino più strumentalmente attaccabile che se avesse adottato una politica da “Motosega” come Milei in Argentina, che poi era quello che volevano coloro che l’hanno votata e che probabilmente non la voteranno più.
Il problema è che a sfruttare la oggettiva fragilità della premier, oggi è quella stessa sinistra “Brancaleone” che ha creato i disastri a cui Giorgia ha almeno cercato a modo suo di rimediare.
A ben vedere, l’unico aspetto veramente negativo della politica di Giorgia Meloni è proprio quello che i media, per motivi loro, si guardano bene dal mettere in evidenza: l’appoggio incondizionato a Zelensky con una politica di escalation guerrafondaia pagata dai cittadini italiani a suon di miliardi, invece di provare a stemperare gli animi con una posizione più equilibrata proponendosi come mediatore di pace.
E si capisce bene perché i media non calchino la mano su questo argomento: la guerra alla Russia è condivisa anche dal piccolo centro Renzi Calenda, e dal maggior partito di opposizione, il PD, quindi sarà certamente una costante anche nel prossimo Governo.
E allora per quale motivo dovremmo cambiare il colore del Governo tornando al Centro Sinistra colpevole dei maggiori disastri negli ultimi 20 anni della storia d’Italia?
Ragioni vere non ce ne sono, ed è solo una questione umorale.
Cosa può far pensare che con la sinistra al Governo i 5 milioni di poveri di oggi, che c’erano anche 5 anni fa, domani non ci saranno?
Come si può credere che un Governo del campo largo potrà far salire i salari che sono in discesa continua da 20 anni con lo stesso campo largo al Governo?
Ma soprattutto, come si può anche solo ipotizzare che da chi ha fatto disastri inenarrabili fino a 4 anni fa, possa magicamente emergere uno statista oculato capace di invertire il declino di questo paese?
Con quali bacchette magiche?
Eppure, molti italiani ci credono ed è assai probabile che l’anno prossimo Giorgia e la sua maggioranza cadranno.
Intendiamoci, io non ho mai lesinato critiche, anche feroci, a Giorgia, e purtroppo in questo post non può che emergere la logica del “meno peggio”, ma in questa logica i numeri dicono che il Governo Meloni è stato il migliore degli ultimi 20 anni.
Figurarsi gli altri, verrebbe da dire.
La realtà è che siamo un popolo immaturo, che si fa illudere da chi le spara più grosse, senza alcun senso del bene comune, un popolo che vive nel costante stereotipo calcistico dei “nostri” e dei “loro”, a prescindere dalla realtà dei fatti.
Abbiamo una Costituzione assurda, palesemente redatta da individui non in pieno possesso delle proprie facoltà intellettive, che, ad esempio, all’art. 10 pretende di estendere i nostri diritti costituzionali a tutti i Paesi del mondo, obbligandoci a ospitare ogni immigrato proveniente da Paesi in cui i nostri diritti non sono riconosciuti.
Soprattutto è una Costituzione che tiene un Governo legittimamente eletto dai cittadini, in ostaggio di poteri indipendenti dalla sovranità popolare e slegati dal supremo interesse del Paese.
E se i “nostri” provano a modificare questo abominio, i “loro” bocciano la modifica a prescindere dal suo contenuto e dalla sua logica.
È chiaro che con questo quadro generale, il solo Governo che possiamo sperare è quello del meno peggio, ma è comunque complicato perché questo paese è ostaggio di una politica abile più a giocare con le terga degli italiani, che a governare.





