
Lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino ha informato ieri che le forze russe continuano a condurre operazioni offensive sul fronte di Bakhmut e i combattimenti per la città contesa – vero e proprio epicentro del conflitto, nell’Ucraina orinetale – continuano. “Il nemico continua a concentrare i suoi sforzi principali nel condurre azioni offensive sui fronti di Kupiansk, Lyman, Bakhmut, Avdiivka e Mariinka. Nel complesso, su questi fronti si sono verificati 53 scontri in un giorno; le città di Bakhmut e Marinka rimangono l’epicentro delle ostilità”, si legge in un comunicato ufficiale.
Il portavoce del gruppo orientale delle forze armate ucraine, Serhiy Cherevaty, ha affermato di non escludere che l’esercito ucraino possa ritirarsi da Bakhmut.
In dichiarazioni alla Rbc-Ucraina, il portavoce ha detto che “Il ritiro dalla città o la sua difesa saranno decisi solo tenendo conto dell’opportunità e preservando le nostre forze e mezzi. Sono possibili varie opzioni, ma questo resta solo alla valutazione del comando, che per più di un anno di guerra ha dimostrato di prendere sempre le decisioni giuste”, aggiungendo che l’esercito ucraino ha un modo sicuro per un possibile ritiro da Bakhmut.
Ed ecco che arrivano i soliti modi per prendere le distanze da una possibile sconfitta.
Secondo Cherevaty, Mosca attribuisce troppa importanza simbolica a Bakhmut. “La Russia attira l’attenzione su questa Bakhmut come se avessero preso il Dnipro. In effetti, non l’hanno presa fino alla fine. La città è distrutta, non porta loro alcun vantaggio militare o politico. Non hanno preso il distretto del centro in 9 mesi, stiamo cercando di pressare sui fianchi, di non dar loro pace e, se possibile, di contrattaccare”.
Da parte sua, la viceministra della Difesa ucraina Hanna Maliar ha detto che le forze ucraine hanno “semi-circondato” Bakhmut, che la Russia ha rivendicato ieri di aver catturato. “L’avanzata delle nostre truppe nei sobborghi lungo i fianchi, che è ancora in corso, rende molto difficile per il nemico rimanere a Bakhmut. Le nostre truppe hanno preso la città in semi-accerchiamento, il che ci dà l’opportunità di distruggerli. Pertanto, il nemico deve difendersi nella parte della città che controlla. I nostri difensori mantengono il controllo sulle strutture industriali e infrastrutturali e sul settore privato nell’area Litak”.
Dopo le dichiarazioni di ieri del capo del gruppo Wagner, Yevgeny Prighozin, secondo il quale i suoi uomini hanno preso “il pieno controllo della città”, durante la notte il ministero della Difesa russo ha annunciato la “liberazione” di Bakhmut. “Nella direzione tattica di Artyomovsk (il nome russo di Bakhmut, ndr), le squadre d’assalto della compagnia militare privata Wagner, con il supporto dell’artiglieria e dell’aviazione del gruppo tattico meridionale hanno completato la liberazione della città”, ha dichiarato il ministero. E il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con le squadre d’assalto del gruppo di mercenari Wagner per la “liberazione di Artyomovsk”, in dichiarazioni citate dalla Tass.
L’Istituto per lo studio della guerra (Isw), nel suo rapporto quotidiano sull’andamento del conflitto, sostiene che l’annuncio della cattura di Bakhmut da parte della Russia non ha alcun significato strategico, poiché non permetterà alle forze esauste di Mosca di creare una testa di ponte per ulteriori operazioni offensive, sostiene da parte sua. Il centro studi statunitense ritiene inoltre che la dichiarazione di Prighozin sulla partenza dei suoi mercenari dalla città contesa potrebbe essere un tentativo di fuorviare le truppe ucraine.
“La vittoria di Prygozhin sui restanti distretti di Bakhmut è puramente simbolica, anche se fosse vera – scrive il think tank -. Gli ultimi isolati di Bakhmut orientale, che secondo Prigozhin sono stati catturati dalle forze del gruppo Wagner, non sono importanti né dal punto di vista tattico né operativo. La loro cattura non fornisce alle forze russe un territorio operativamente significativo per continuare le operazioni offensive o alcuna posizione particolarmente forte da cui difendersi da possibili contrattacchi ucraini”. Gli esperti del centro studi sottolineano poi che i continui contrattacchi ucraini a nord, ovest e sud-ovest di Bakhmut complicheranno qualsiasi ulteriore avanzata delle truppe russe oltre la città nel breve termine.
Rimane una domanda. Se Bakhmut non è strategica e se è puramente simbolica pr quale motivo si sono sprecate migliaia di vite umane?





