di Ugo Busatti
Piú tasse e meno servizi. Questo é il mantra in voga in Italia, e non solo. Per descrivere in modo semplificato (le cose non sono complesse come vogliono farci credere) la situazione attuale, dobbiamo aver ben presente che da quando per immettere denaro in una economia ci si deve indebitare, la trappola é diventata perfetta.
I debiti pubblici, indipendentemente dalle cause che li hanno creati, sono un toccasana per i cosí detti investitori istituzionali. Comprano titoli che rendono X, e guadagnano. Semplice no? Se non fosse cosí, banche, assicurazioni, fondi comuni, per guadagnare dovrebbero lavorare, invece, oltre alla normale attivitá d’impresa, guadagnano senza far nulla una quantitá impressionante di denaro. Che noi, cittadini, dobbiamo ripagare in due modi: con parte delle imposte che invece di andare in servizi vanno nelle casse di cui sopra, e con la riduzione dei servizi perché altrimenti i governi non possono pagare gli interessi.
A Bruxelles si tratta sul piano di stabilitá. Quello per intenderci del 3% e del 60%. Ovvero non superare il deficit annuale del 3% ed il totale del debito pubblico al 60% del PIL. Traguardi per l’Italia irraggiungibili. E che in realtá, nessuno pensa di raggiungere.
I debiti pubblici non esistono per i politici che li contraggono. Sará problema dei nostri figli e nipoti. Nessuno li restituirá mai. Basta pagare gli interessi, ovvero rinnovare il debito ad ogni scadenza. Ed ora, che gli interessi sono piú alti, piú soldi agli investitori istituzionali, piú tasse e meno servizi.
La politica regala soldi ai cittadini con i bonus, regala soldi alle imprese con le scuse della decarbonizzazione o di sostenere il sistema produttivo, regala soldi agli investitori istituzionali con i tassi di interesse piú alti, e si inventa sempre nuove guerre per poter mantenere alto il senso di insicurezza e foraggiare ancora di piú il settore delle armi. Nelle crisi si guadagna di piú. ( solo per certi, ovviamente)
E voi li votate.