
di Nino Orlandi
La lettera scritta dalla professoressa dell’Università di Torino Daniela Santus in risposta all’appello inviato agli accademici a firmare per la richiesta di un cessate il fuoco a Gaza sta originando un discreto clamore. La Santus ha spiegato perché non avrebbe firmato quella lettera.
Dice: “Avrei accolto la proposta se aveste chiesto l’immediata firma di un trattato di pace con Israele, per far finalmente decollare il progetto ‘due Stati per due Popoli’ e l’immediata liberazione di tutti gli ostaggi”. Ricorda che in Israele “hanno ucciso donne, bambini, neonati, sopravvissuti alla Shoah, hanno bruciato vive intere famiglie, hanno cavato gli occhi a padri e tagliato i seni a madri, hanno mutilato bambini di 6-8 anni delle mani e dei piedi prima di ucciderli”.
E poi spiega. “Non firmo” scrive la prof, “perché non voglio che la mia firma contribuisca a dare il tempo ad Hamas di riorganizzarsi e compiere altri attentati, come due giorni fa ha promesso un alto funzionario di Hamas – Razi Hamed – che in un’intervista riportata anche da Repubblica ha affermato: ‘Ripeteremo le azioni del 7 ottobre finché Israele non sarà distrutto’. Non firma la prof, perché “è chiaro che si tratta di propaganda”: “Definite Israele come Stato in cui vige l’apartheid e forse non a tutti/e è chiaro il significato del termine. In Israele gli arabi vivono in ogni distretto, ma particolarmente a nord.
A Nazareth, ad esempio, nel 2017 vivevano 76.551 persone, 40 mila delle quali erano di fede islamica. Oggi sono decisamente aumentati. Ma anche a sud vi sono importanti insediamenti arabi, basti pensare alla città beduina di Rahat con i suoi quasi 70 mila abitanti. Più nello specifico va notato che vi sono 122 comuni israeliani composti interamente o per la maggior parte da cittadini arabi: l’apartheid, come si può evincere dai dati, esiste soltanto nella propaganda di chi vorrebbe la cancellazione dello Stato ebraico”.
Non firma la prof “perché parlate di 75 anni di ‘segregazione’ etnica e non avete nemmeno la decenza di ricordare che, tra il 1949 e il 1967 i territori di West Bank e Striscia di Gaza erano in mani arabe. Anzi, persino una parte di Gerusalemme era sotto occupazione araba”. Non firma la prof ”perché parlate di Convenzione di Ginevra, ma nulla dite sull’utilizzo da parte di Hamas delle strutture mediche nella striscia di Gaza per scopi terroristici o del fatto che terroristi armati di Hamas aprano il fuoco dalle finestre dell’ospedale Sheikh Hamad. Questo è permesso dalla Convenzione? E’ corretto sparare contro le ambulanze israeliane?”. Non firma, infine, “perché non soltanto non voglio la cancellazione del popolo palestinese, ma non voglio neppure la cancellazione del popolo d’Israele. Vorrei la fine del regime di Hamas e un futuro sicuro e di pace per palestinesi e israeliani. Peccato non poter condividere questa speranza con voi”.
Applausi.





