Home Politica RENZI E CALENDA: IL NARCISISMO ELEVATO A POTENZA

RENZI E CALENDA: IL NARCISISMO ELEVATO A POTENZA

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di Bruno Chiavazzo

Lunedì prossimo è in programma la riunione dei senatori renzian-calendiani. Probabilmente l’ultima, prima dello strappo definitivo con la creazione di un gruppo autonomo di Italia Viva e l’emigrazione verso il gruppo misto di quei pochi senatori rimasti fedeli a Calenda (fino a quando?) che si ritroveranno insieme ai verdi e ai comunisti.

Quando si dice la nemesi. Ancora una volta il “ragazzaccio” di Rignano sull’Arno, ha dato prova della sua demoniaca capacità di usare la politica come i vietcong o Che Guevara usavano la guerriglia per fiaccare anche l’avversario più potente. L’aveva fatto con Berlusconi e con Bersani e i rispettivi partiti, era riuscito con un capolavoro machiavellico a portare Draghi a Palazzo Chigi e far sbattere le corna a Salvini sui tavolini del Papeete Beach.  Per non parlare di Giuseppe Conte con il quale ha giocato a palla, ma diciamo la verità, non era difficile.

Con un soggetto simile il povero Calenda poteva soltanto fare il raccattapalle. Lui, ex aiutante di Luca Cordero di Montezemolo, pariolino con la cadenza romanesca strascicata, tipica del quartiere romano dove si arroccano i “potentoni” e i palazzinari, che passano la vita tra un rinfresco, una festa e il golf di cui non sanno niente, ma fa tanto fico far vedere il sacco con le mazze firmato Gucci, sulla decappottabile da 100.000 euro, che poteva fare? Ma, soprattutto, chi glielo ha fatto fare?

Credo, come è successo a tante meteore della politica, la vanità, i microfoni dei giornalisti (sic!) sparati in faccia, i palchi dei comizi, gli inviti ai talk-show che a un certo punto ti fanno perdere il senso della realtà. Cominci a credere di essere un “leader”, di poter incidere sui destini mondiali e non ti accorgi che, gira e rigira, sei sempre dentro il Raccordo Anulare.

Con una semplice mossa da pokerista senza scrupoli, Matteo Renzi, gli ha sottratto il piatto, lasciandolo solo sul tavolo verde a giocare con il morto. Calenda gliene ha dette tante, ma ne ha prese tante. “Prende due milioni e mezzo all’anno dagli arabi” e Renzi non se l’è filato di pezza. Anzi, in un solo giorno, gli ha sfilato due senatori e l’intero direttivo del partito.

Ha detto bene Maria Stella Gelmini, anche lei illusa dalle sirene di Calenda: “Renzi è come lo scorpione con la rana, deve per forza ammazzare qualcuno per sentirsi bene”. La differenza con il finale della favola di Esopo, però, è che nel caso di specie, lo scorpione ha ammazzato la rana, ma non è affogato insieme a lei. Anzi, lo scorpione Renzi, trova nuova forza dopo ogni “delitto” e, infatti, adesso ha messo nel mirino la nuova capa del PD, Elly Schlein, forse la prossima “rana” armocromista destinata ad allungare la lista dei trofei del tupamaros fiorentino.

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  • Redazione

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