Home Opinioni MA ESISTE DAVVERO UNA GUERRA GIUSTA?

MA ESISTE DAVVERO UNA GUERRA GIUSTA?

0

di Achille Nobiloni
DA NOI INTANTO SI CONTINUA A CERCARE CHI HA COMINCIATO PER PRIMO 
Sono passate più di tre settimane dall’attacco terroristico di Hamas e quasi due anni dell’aggressione russa dell’Ucraina e ciò di cui si legge e si sente parlare sempre più nei giornali e nei talk-show che quotidianamente si occupano di questi due eventi sono le polemiche e lo scambio di accuse tra i sostenitori nostrani delle parti che in un crescendo di morte, distruzione e crudeltà si scontrano in queste due guerre assurde.
Cercare di capire l’origine lontana dello scontro sia politico sia, soprattutto, armato che anima questi conflitti viene ormai automaticamente considerato come l’essere schierati dalla parte dell’aggressore o dei terroristi e così al conflitto militare fra le forze sul campo viene ad aggiungersi il conflitto ideologico tra schieramenti opposti all’interno di ogni singolo Paese occidentale e tra Paesi interi sparsi tra il Nord e il Sud e l’Est e l’Ovest del mondo. L’obiettivo di un nuovo assetto globale, almeno di pacifica convivenza se non di vera e propria collaborazione, viene perso di vista (in realtà credo non sia mai stato nemmeno preso in considerazione) e tutto ciò che politici, opinionisti e media ci propinano in continuazione sono i duelli tra loro, spesso strumentali e pieni di intolleranza e insulti, mirati solo a dimostrare quanto ottuso e in malafede sia chi la pensa in modo diverso dal loro.
Orbene, credo sia stato Newton a enunciare il principio secondo cui “a ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria” mentre un famoso detto popolare recita: “A brigante, brigante e mezzo” e il Rigoletto canta: “Sì vendetta, tremenda vendetta”. Queste tre citazioni mi sembrano descrivere bene il modo in cui si è sviluppata e si sta sviluppando l’escalation che ci ha condotto alla situazione attuale e chissà fin dove potrà condurci ancora.
A me sembra che cercare di capire cosa ci sia stato prima dell’aggressione russa all’Ucraina e dell’attacco terroristico di Hamas non serva necessariamente a stabilire chi fra i contendenti abbia “cominciato prima” o comunque abbia torto o ragione ma sia invece un mezzo utile per capire come funzionano certi meccanismi e per provare a cercare soluzioni adeguate.
Accanirsi nel voler “sconfiggere Putin” e riportare l’Ucraina alla situazione ante 2014 ostinandosi a ignorare la situazione del Paese e le spinte separatiste al suo interno o, peggio ancora, pretendere di “distruggere Gaza” come afferma l’ex-ambasciatore israeliano a Roma (e quindi un diplomatico!) il quale si dichiara “non interessato ai discorsi razionali” ma solo alla distruzione di Gaza, non mi sembrano proprio la strada migliore per raggiungere la pace, anche perché cercare di battere il terrorismo con la teoria secondo cui “a brigante, brigante e mezzo” sarebbe come un invito a nozze per i terroristi e quand’anche si fosse ucciso anche l’ultimo di essi (e questo un diplomatico dovrebbe saperlo bene) non si sarebbero comunque “distrutti” l’ideologia e i propositi che stanno dietro al terrorismo stesso che anzi risorgerebbe più forte di prima.
Cionondimeno tutti i giorni qui in Italia giornali, opinionisti, politici e canali televisivi continuano a confrontarsi a suon di insulti rivolti a chi non la pensa come loro… e quindi insulti estesi implicitamente anche a lettori, elettori e ascoltatori delle rispettive parti.
Parlare del trattamento riservato alle minoranze ucraine russofone e del comportamento dei coloni israeliani o ricordare l’ampliamento della Nato nonostante lo scioglimento del Patto di Varsavia e le dichiarazioni dell’allora senatore Biden quando nel 1986 diceva che tre miliardi di dollari di aiuti militari a Israele erano per gli Usa il miglior investimento possibile per tutelare i propri interessi nell’area e se Israele non fosse esistito gli Usa sarebbero dovuti andare lì e inventarlo non significa dire che Putin abbia fatto bene ad aggredire l’Ucraina o che Hamas abbia fatto bene a fare l’assalto terroristico che ha fatto: serve solo a contribuire a capire meglio almeno parte di quel che è accaduto prima dell’aggressione russa e dell’attentato di Hamas e forse anche a trovare soluzioni migliori e sperabilmente più durature di quelle basate solo sulla reazione a questi ultimi due eventi terribili: le due crisi c’erano già da prima, duravano da decine di anni e la verità è che tutti, Occidente compreso e magari anche per primo, avrebbero dovuto fare di tutto perché questi due eventi non si fossero mai verificati.
Ora è inutile stare lì tutte le sere in TV a litigare con arroganza e supponenza su quanto sia stupido o ipocrita chi dice o non dice una cosa o la pensa in modo diverso: lo spettacolo offerto è indecoroso e intanto nelle zone di guerra le persone, in grandissima parte donne, anziani e bambini, continuano a morire giorno dopo giorno mentre nessuno sembra pensare al “dopo”, a quale mondo uscirà da queste due guerre… sempre che le cose non degenerino al punto tale che la guerra diventi una sola, molto più grande ed estesa, e allora sì che lo scenario finale appare assai più prevedibile e tremendo.
Nel mentre i nostri talk-show di approfondimento sembrano continuare a interessarsi ad approfondire solo la ricerca di chi ha cominciato per primo!

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui