
di Anton Fox
Spesso ritorna nel dibattito del nostro Paese il problema del ruolo della Massoneria. Dato che viene considerata un potere deleterio per la democrazia si costruisce un’opinione distruttiva nei suoi confronti da parte dell’anti-massoneria.
Oggi, infatti, è ancora presente una spiccata forma di anti-massoneria ed è proprio una conseguenza dei tempi, del cosiddetto “pensiero unico” sia dal punto di vista finanziario, che economico, sociale e politico.
Nell’attuale società viene combattuto come la peste tutto quello che presuppone la possibilità, con azioni o con parole, di ridare centralità alla solidarietà, alla coesione, alla fratellanza, all’uguaglianza, alla libertà e alla tolleranza, alla cultura del dialogo e del rispetto del pensiero altrui. Per questo si continuano a mettere in discussione tutte le associazioni, compreso la Massoneria, che hanno queste finalità nel loro modo di operare e quindi ancora oggi vive l’anti-massoneria.
Naturalmente in ogni occasione, in ogni campo, in ogni regime, ed ancora di più, oggi, nell’era della finanza ancora di più uno dei presupposti che fa paura a chi governa in ogni campo è “il libero pensiero”, in quanto le persone, ragionando con la propria testa, rischiano, di conseguenza, di mettere in discussione qualsiasi impostazione dominante, non essendo acquiescenti, ma soprattutto esso può svolgere una funzione critica che risveglia le coscienze e per questo deve essere debellato. Libero pensiero che proprio in massoneria è uno dei valori dominanti. Per questo, a parer mio, nell’establishment ha sempre trovato terreno fertile l’anti-massoneria.
Questi atteggiamenti di una certa anti-massoneria si è adoperata nel tempo, con tutti i mezzi di propaganda, per considerare i massoni cittadini di serie B. In particolare, in Italia si sono contraddistinti su questa ottica sia i pregiudizi della destra autoritaria, sia quelli della sinistra comunista, che del centro clericale.[1]
Vi fu anche da parte delle sinistre italiane questa diffidenza verso la Massoneria, nonostante i tanti massoni presenti nei propri organismi e nelle proprie liste.
Per non parlare dell’anti-massoneria cattolica, proprio per la messa in discussione dei dogmi, ha combattuto sempre la Massoneria tanto da portare alla scomunica chi è affiliato ad essa.
Nella stessa Assemblea Costituente del Parlamento italiano, quando si stava stendendo il testo della nostra Carta Costituzionale, la discussione fu molto accesa fra coloro che volevano vietare l’iscrizione alla massoneria ritenendola una associazione segreta, paragonandola e unificandola addirittura ad altre formazioni associative che si prefiggevano il sovvertimento dell’ordine precostituito e chi, invece, tentava di dimostrare che era una semplice associazione, con tutti i diritti di riservatezza delle altre.
Passò, poi, un’impostazione non molto chiara che ancora oggi non si è esplicitata in modo univoco, per cui a detta di alcuni, la norma non configurerebbe la massoneria quale associazione come le altre con il diritto ad avere le sue regole, i suoi diritti ed i suoi obblighi.
Quello che più stupisce è che anche chi, in questi anni, ha tentato di dimostrare l’inconsistenza della diatriba ed ha cercato di difendere l’istituzione massonica, lo ha fatto, in modo poco incisivo e soprattutto timido, e per questo ha giustificato l’appartenenza da un lato, sminuendo il lavoro della stessa, tanto da giustificare il non luogo a procedere perché la Massoneria non sarebbe pericolosa, in quanto vive una tranquilla esistenza associativa. Dall’altro avrebbe perso il significato storico che ebbe in passato, adagiandosi su una posizione di scarsa valenza civile.
Ebbene di fronte a ciò si potrebbe ricordare la partecipazione molto impegnativa della Libera Muratoria direttamente o dei massoni singolarmente nelle battaglie per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli. Infatti, in ogni paese, dove questo concetto era seppellito e violato, essa ed i suoi aderenti si sono fatti paladini, sostenendole, delle lotte di liberazione dalle schiavitù. Si è battuta per il ripristino della dignità dell’uomo ovunque fosse nato e collocato, ha sostenuto le lotte per l’autodeterminazione dei popoli contro le dittature, per la libertà di associazione; per la costruzione dello Stato laico e di diritto.
Scrive Ghezzi[2]: La Libera muratoria Universale, in questo processo di formazione democratica del cittadino, ha storicamente svolto, attraverso le proprie Logge, un ruolo educativo fondamentale. Infatti, “Grande peso della massoneria si manifestò […] non solo nell’impegno sociale, umanitario e morale, ma anche nel fatto che nelle logge nacquero forme ed istituzioni democratiche di formazione della volontà e di collaborazione[3]”
Ma l’anti-massoneria è un fenomeno che non conosce soste e avviene in ogni epoca ed in varie parti del mondo, in particolare sotto i regimi totalitari, che oltre a creare un clima negativo nei confronti della massoneria stessa, hanno promulgato leggi contro di essa. Può assumere diverse caratteristiche, spaziando da semplice critica ad opposizione, repressione ed anche persecuzione nei confronti dei massoni.
In tal senso si usano tutti i mezzi. La più propagandata disinformazione è quella che sarebbe una lobby di persone obbligate ad aiuti reciproci di “ favoreggiamento” o di “clientela”. Altra novella è quella di enfatizzare il ruolo di “potere occulto” con funzione, addirittura, di sovvertimento delle Istituzioni, ma più spesso viene descritta come un’associazione dedita semplicemente al “malo affare”, per questo pronta a mille misfatti. Nulla di più falso!
Proprio per questo, spesso, si discute sulla opportunità di iscrizione di alcuni uomini delle istituzioni massoniche a partiti ed in particolare, si evidenzia la loro incompatibilità nello svolgere la propria missione di massoni “obbedienti”, con le scelte che dovrebbero fare da militanti di questi partiti. Per questi cittadini, l’iscrizione alla Massoneria è vista come limitativa della propria autonomia di giudizio e di pensiero, in quanto nelle decisioni politiche sarebbero costretti più dall’obbedienza obbligata alla massoneria ed a vincoli di protezione degli interessi dei fratelli, che da scelte generali nell’interesse di tutti.
Questi pregiudizi sono emersi frequentemente. Ogni qualvolta alcuni uomini politici o rappresentati delle istituzioni vengono accusati soltanto di essere massoni, si scatena una forte campagna denigratoria, per vietare la loro libertà di associazione.
Negli statuti di alcuni partiti o altre rappresentanze, per questo, è previsto il divieto di iscrizione per i massoni che intendessero farlo e di espellere quelli già iscritti, che dichiarassero la loro appartenenza a Logge massoniche. Addirittura nella Pubblica Amministrazione nel codice di comportamento è stata inserita una norma che potrebbe portare al rischio di licenziamento per i dipendenti che non dichiarano l’iscrizione alla Massoneria. Anche se tale norma è molto ambigua[4].
L’opposizione e la diffidenza è spesso dovuta all’esistenza della stessa che viene considerata impropriamente una società segreta e perciò è vista nei regimi totalitari come una struttura parallela al potere dello Stato. Anche le religioni rivelate si sono talvolta opposte alla Massoneria, in virtù del suo carattere laico ed anticlericale. E questo è l’altro motivo per cui esiste l’anti-massoneria, cioè la laicità.
La Massoneria è laica perché non impone nessun dogma ai propri aderenti ed essendo laica, infatti, richiede soltanto che, colui che ne entra a far parte, sia in grado di pensare autonomamente ed anzi vuole che la sua ricerca sia completamente libera tanto da considerare pienamente legittima qualsiasi soggettiva valutazione, anche sui simboli e sui loro significati, aldilà dei testi. Le sue idealità e finalità sono riassunte nel trinomio: “Libertà, Eguaglianza e Fratellanza”.
Ma impone, quasi come dogma, che l’iniziato sia tollerante nei confronti degli altri, sia massoni che profani, proprio perché ognuno deve essere in grado di potersi esprimere anche quando la sua posizione sia minoritaria. Tolleranza che deve essere piena e completa.
Infine, pretende libertà di pensiero, tanto da arrivare a rifiutare le certezze assolute e pertanto la ricerca della verità deve essere sempre suffragata dal dubbio, tanto da mettere in discussione anche le proprie certezze, in quanto il raggiungimento della conoscenza è un continuo cercare che deve sempre impegnare il vero massone.
Questo concetto è ben spiegato da Gennaro Vitalone che così si esprime: “La via muratoria, dunque, addita una visione dell’esistenza fondata su una concezione laica dell’universo, della vita e dell’uomo e, per questo, libera da qualunque vincolo, da qualunque costrizione, da qualunque obbligo nei confronti dei dogmatismi propri delle verità rivelate[5]”.
Viviamo oggi in una società profondamente trasformata dagli interessi di pochi, dalle leggi di uno sviluppo economico senza regole, dall’accentuarsi del consumismo, dell’edonismo, del narcisismo, dalla competizione selvaggia. Una società sempre più caratterizzata dalla graduale sostituzione, nel vivere emozioni e sentimenti, della realtà virtuale alla realtà sui rapporti interpersonali e dalla riduzione, nella mente delle persone, dell’importanza del rapporto con il “sacro” e con il “collettivo. In questo tipo di realtà diventa difficile accettare che esista un sistema di valori come quelli della Massoneria che mette in discussione proprio questo nuovo pensiero.
Proprio per questo, in un mondo inaridito nei sentimenti e privo di valori, la Massoneria può svolgere ancora la sua funzione, proprio facendosi portatrice del patrimonio ideale di solidarietà, coesione, tolleranza, rispetto verso l’altro, libertà, uguaglianza e fratellanza che sono insite nel suo Dna.
[1] Per approfondire questa tematica si consiglia il Libro di Luigi Pruneti – La Sinagoga di Satana, Storia dell’Antimasssoneria – Edit. G. Laterza – Bari 2002
[2] M. L. Ghezzi, 2005, il segno del compasso, cit. pag. 170, edit.Mimesis. Milano
[3] nota dell’autore: H. Reinalter, la massoneria e le forme della sociabilità in Europa, soprattutto in Germania ed Austria, nella seconda metà del XVIII secolo, in Z. Ciuffoletti (a cura di), La Massoneria e le forme di sociabilità nell’europa del settecento, il Vieusseux, Firenze maggio – Agosto 1991, pag. 78
[4] Anton Fox, 2012, Un viaggio nella massoneria , cit. pagg., ed. Datanews, Roma
[5] G. Vitalone, 1992 , Studi muratori, cit. pag. 14, Edit. Atanor, Roma





