di Nino Orlandi
Ieri questo giornali, quasi in solitudine ha ricordato Enzo Torora, ormai una delle icone simbolo dei soggetti che hanno subito una ingistizia giudiziaria e proprio pensando a lui non si può non pensare alla riforma della giustizia.
La riforma della giustizia è un obiettivo che da decenni è scritto nell’agenda del non solo dei partiti, ma dei cittadini di buon senso, che Vogliono semplicemente un funzionamento della giustizia stessa terzo, equilibrato e allineato a quello dei paesi ove non esistono le problematiche conclamate e, in certi casi, impudentemente confessate, senza che nella sostanza accada nulla.
Perchè questo articolo, perchè si ricava l’impressione che la Meloni abbia tirato il freno a mano al povero Nordio. Mi dicono che la consegna sia “nessuno scontro con l’ANM”.
Perciò separazione delle carriere, riforma vera del CSM, in particolare per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari, responsabilità civile vera dei giudici, commissioni d’inchiesta sulle deviazioni emerse, dopo le rivelazioni di Palamara, che sono diventati argomenti tabù per la maggioranza di governo.
Ritengo che la Meloni s’illuda, se crede che la talune frange minoritarie della Magistratura siano disponibili a rinunciare al proprio potere di condizionare, o far cadere i governi, dopo aver per oltre trent’anni occupato uno spazio lasciato libero da una politica mediocre, spaventata e subalterna.
Certo, lei mediocre non è. Anzi, tutt’altro. Ed in questo momento è forte politicamente. Ed inattaccabile, a tal punto che gli scherani di di un editore schierato e non residente, sono costretti a cercare “di prenderla di sponda”, rovistando nella vita di sua madre.
Ma prima o poi I momenti difficili arrivano per tutti. Ed è meglio non dover dipendere dall’inerzia, o dal timore altrui.
Ripeto, ciò che dissi a suo tempo ad altri: se non ripristina l’immunità parlamentare, e magari durante un atterraggio muore Sciarretta (1), rimpiangerà di non aver chiesto a Nordio, quando come ora era possibile, di dare al processo di riforma tutto il gas possibile.
Tutto questo è un atto dovuto, soprattutto perchè è doveroso rispettare la volontà espressa dai cittadini con il famoso referendum sulla responsabilità civile dei giudici che ha avuto l’ottanta per cento dei voti e poi è stato vanificato nei fatti, per non parlare della necessità oggettiva di separare le carriere. Come pure impedire la fuga di notizie, che, per quanto sembra assurdo, viene fatta nei templi della giustizia, che dovrebbero essere i luoghi ove il rispetto delle regole dovrebbe essere un dogma basilare.
(1) vedi su google alla voce “barbiere di Mussolini”




