Home Economia e finanza IL CRACK DELL’ORO CARTACEO È IN ARRIVO? NON EST AURUM OMNE QUOD...

IL CRACK DELL’ORO CARTACEO È IN ARRIVO? NON EST AURUM OMNE QUOD RADIAT…

0

di Fabio Oreste*

Non basterebbe tutto l’oro del pianeta…per evitare Il fallimento dell’Oro Cartaceo, ETF e Certificati, acquistati dagli investitori e i piccoli risparmiatori di tutto il mondo, se fossero rotti al rialzo i livelli della resistenza storica del future sull’Oro a 2090 $ l’oncia.

Oggi siamo a 1993…

I compratori di Oro cartaceo, che possono accedere a questo mercato anche con soli 1000-2000 euro, dovrebbero stare in guardia per due motivi.

Innanzitutto, l’Oro è uno dei mercati più manipolati al mondo, ed esiste un cartello di Banche internazionale che ne calmiera il prezzo da anni, eseguendo vendite massicce dei Future per far scendere il prezzo dell’Oro non appena sale troppo.

Infatti, il vero valore dell’Oro dovrebbe essere sopra i 4000 $ l’oncia contro i 1993 $ segnati dal future la settimana scorsa, se lo commisurassimo al valore reale che dovrebbe avere in seguito agli acquisti massicci del metallo giallo dei paesi BRICS, che dura ormai da molti anni.

Agli inizi degli anni 2000, quando operavo in svizzera e a Londra come dealer di Bullion (lingotti d’oro) era ancora possibile comprare a sconto del 3-4% una intera produzione di una nuova miniera in africa, per poi raffinarlo e trasformarlo in Lingotti e rivenderlo a prezzo pieno. Poi arrivarono cinesi e Russi che comprarono tutta la produzione delle miniere pagandolo a premio, cioè con un sovrapprezzo.

Ma il secondo motivo per il quale I compratori di Oro cartaceo dovrebbero stare in guardia è la enorme quantità di future, Certificati di deposito ed ETF di oro cartaceo, emessi dalle Banche internazionali e negoziati dagli exchange di metalli preziosi, pari ad almeno 250 volte tutto l’oro fisico (lingotti ) in circolazione al mondo.

Diffidate anche dei servizi di custodia di lingotti e lingottini presso terzi (vault). Anche qui c’è il bidone dietro l’angolo…
Le società che gestiscono la custodia d’oro fanno come le banche: per ogni cento Milioni di dollari investiti, comprano solo 10-15 Milioni di Lingotti veri da mettere a Riserva. Se tutti corressero a ritirare o vendere il proprio oro, la struttura salterebbe e voi perdereste i vostri soldi.
L’unico modo sicuro di detenere Oro è nella vostra cassetta di sicurezza, o se ne avete molto, nel vostro caveau.

Quando il prezzo si avvicina ai 2000 $ l’oncia le Investment Banks iniziano a vendere future come se non ci fosse un domani per buttare giù il prezzo, come dicevamo prima. Oggi siamo a 1993…

Questo accade perché se l’Oro arrivasse a 3000 3500 $ per oncia, molti investitori correrebbero a vendere il loro oro cartaceo per prendere profitto sulla plusvalenza su acquisti fatti da 1400 a 1700$. Ma visto che le banche hanno emesso certificati per un valore di 250 volte superiore alle loro riserve d’oro, e di quelle di tutto il pianeta, subirebbero perdite colossali e quindi fallirebbero a catena in un effetto domino, una dopo l’altra.

La crisi israeliano palestinese rischia di espandersi a macchia d’olio in tutto il medio oriente, fino alla Siria e all’Iran e questo potrebbe portare a una impennata del prezzo dell’oro, il Black Swan inatteso e non controllabile dalle operazioni delle investment bank, con rischi disastrosi per la tenuta del sistema bancario internazionale…..

Le guerre fanno bene ai governi e ai leader politici che le fanno, se vincono, ma non ai risparmiatori. Già una volta fu richiesto ai cittadini di dare l’oro alla Patria da diverse nazioni….

Benjamin Netanyahu era politicamente finito, il suo governo stava per cadere e lui senza copertura della carica istituzionale di primo ministro, rischiava di essere arrestato ed essere condannato a diversi anni di galera, visti i processi penali in essere che lo vedevano imputato per corruzione a Gerusalemme. Ma adesso la dichiarazione dello stato di Guerra ha salvato il governo Netanyahu, che rimarrà in piedi in virtù della situazione di emergenza.

Il popolo israeliano non ama molto Benjamin e persino le famiglie ebree degli ostaggi israeliani in questi giorni hanno sfilato al grido di “Vattene a Casa Benjamin”.

Loro sanno bene come Netanyahu in passato ha favorito e sostenuto Hamas, attraverso dichiarazione pubbliche (e non solo) per indebolire l’OLP (organizzazione per la liberazione della Palestina) e il suo attuale presidente Abbas ed evitare il riconoscimento di uno stato Palestinese, nel territorio attualmente israeliano.

“Così, in mezzo a questo tentativo di ostacolare Abbas, Hamas è stato promosso da un semplice gruppo terroristico a un’organizzazione con cui Israele ha tenuto negoziati indiretti (attraverso altri paesi), e a cui è stato permesso di ricevere infusioni di denaro dall’estero” secondo il giornale The Time of Israel, e anche secondo quanto ben sanno gli addetti ai lavori di geopolitica.
Io gestisco miliardi di dollari e devo conoscere con precisione in tempo reale riposizionamenti sullo scacchiere geopolitico internazionale. Per questo motivo ho fatto uscire tutti i miei clienti dal mercato Russo a gennaio 2022 e $ con i Fondi Chiusi che gestisco abbiamo comprato future sul petrolio a piene mani nel giugno 2023, quando il crude oil WTI a New York quotava 68. Adesso vale 88 $ dopo 5 mesi.

In ogni caso, gli israeliani più arguti, come i giornalisti di Haaretz, giornale progressista locale, non si bevono la storia che il Mossad, il loro servizio segreto tra i migliori al mondo, non si sia accorto del movimento di migliaia di missili verso la striscia di Gaza, visto che l’attentato imminente era stato segnalato anche dai servizi egiziani al governo Israeliano, il quale ha fatto spallucce.

Quindi state pur certi che l’operazione di pulizia della striscia di Gaza non si fermerà li e il conflitto si estenderà prima in libano dove entrerà in gioco Hezbollah e poi in Siria, dove ci sono sia interessi Russi che diversi giacimenti di petrolio. Questo è lo scenario più probabile, voluto dagli USA nonostante il teatrino di Biden e Blinken che fanno finta di convincere Netanyahu a non dare il via all’operazione di terra che farebbe morire centinaia di migliaia di civili, donne e bambini innocenti palestinesi.

Se fossero stati in buona fede, non gli avrebbero mandate due delle portaerei americane, dotate del più potente arsenale nucleare, con cui potrebbero attaccare l’IRAN.
Infatti, l’unica domanda sensata da parte un leader di un paese Nato come la Turchia, Mr. Erdogan, è stata. “Volete spiegarci qual è il vero scopo di schierare portaerei armate fino ai denti con testate nucleari davanti le coste di Israele?”

Nel frattempo, la Cina ha schierato 6 navi da Guerra nel Medioriente, notizia dell’ultim’ora non riportata dai media del mainstream, perché intende lanciare il messaggio che è pronta a intervenire in caso di attacco all’IRAN.

Questo perché la Cina non si vuol veder distruggere la Persia, suo maggior fornitore di petrolio, e finire per stracci come accadde al Giappone nel 1990, dopo che gli USA commissionarono a Saddam la guerra in Kuwait.

All’epoca questo paese della penisola araba, era il maggior fornitore di petrolio dei giapponesi, che avevano avuto l’ardire di avere troppo successo con le esportazioni di automobili e strumenti elettronici in America e si erano comprati gli immobili di mezza New York, San Francisco e Los Angeles. Dopo la guerra li rivendettero a chi glieli aveva venduti (società americane) alla metà del prezzo di acquisto…

Il vero obiettivo di Netanyahu, (e degli USA) che ha dichiarato pubblicamente più volte, è la distruzione dell’Iran, nemico storico, il quale caso strano galleggia anche lui su petrolio e gas.

E la signora Clinton, esponente del clan che supporta il povero Biden affetto da demenza senile che stinge mani nel vuoto, in campagna elettorale aveva giurato ai sionisti che se gli avessero dato il voto per diventare presidente avrebbe appoggiato in pieno l’attacco militare e la distruzione dell’Iran.

La ragione di stato ha sempre dominato le scene politiche internazionale, per carità…
ma da qui a chiamarle operazioni volte a esportare la democrazia in luogo di operazioni volte a espropriare petrolio, ce ne passa.

Le guerre degli ultimi 70 anni sono sempre state fatte solo per il petrolio….

…e quindi ritengo che siamo solo agli inizi di un conflitto che nel 2024 sfocerà in una sanguinosa esplosione di tutto il Medioriente mai vista prima.

Tutto questo potrebbe portare a un aumento esponenziale del prezzo dell’oro, ben sopra quota 2000 e al fallimento di molte banche primarie internazionali, laddove gli investitori richiedessero in massa di monetizzare i profitti dell’Oro di carta che avevano acquistato negli anni precedenti.

E allora una bella Guerra di grandi dimensioni, dove venissero invocate misure straordinarie, potrebbe congelare qualsiasi legittima pretesa degli investitori e risparmiatori, in attesa che il prezzo dell’Oro tornasse su livelli gestibili dalle grandi banche d’affari.

Sic transeat gloria mundi.

Ma nel frattempo esistono opportunità migliori degli investimenti in Oro, per guadagnare in modo costante e realizzare importanti profitti, indipendentemente dal fatto che i mercati azionari salgano o scendano, come stanno facendo adesso. Come avevo predetto pubblicamente a fine luglio 2023, grazie agli algoritmi previsionali quantici da me sviluppati in 30 anni di studio e ricerca, che indicavano che avremo avuto un massimo sulle borse americane a fine luglio e poi una bella discesa.

Tuttavia, ancora pochi investitori, anche dotati di capitali rilevanti, conoscono le enormi opportunità di guadagno che offrono alternative asset class come i mercati delle commodity, composti dalle merci agricole, petrolio e Gas, gestite in una ottica di trading.  

Infatti queste straordinarie alternative asset class, consentono di ottenere rendimenti medi ben superiori al 50% l’anno, anche quando le borse scendono, perché seguono cicli sia stagionali che ricorrenti, cicli prevedibili per chi conosca i 3 pilastri del commodity Trading.

Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

*Gestore ed esperto di Finanza Internazionale, autore di libri pubblicati da il Sole 24 ore editore in Italia, e in Inglese da J. Wiley & Sons, primario editore negli USA.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui