
“Pezo el tacón del buso”, direbbero i veneziani. Peggio il rammendo del buco.
Ed è così anche per la vicenda creata da “Striscia la notizia”, la quale, oltre ad essere indice di un malcostume comunicativo che pur di fare share sfruculia in tutte le cloache possibili, ha un indiscutibile risvolto politico.
Dopo la diffusione dei fuori onda di Andrea Giambruno e la decisione della premier Giorgia Meloni di interrompere la relazione con il giornalista, l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, come anticipato dal sito del Corriere della Sera, avrebbe chiamato la presidente del Consiglio per spiegarle di non essere stato informato dell’iniziativa del programma satirico di Canale 5.
“Non sapevo nulla di Striscia, altrimenti te l’avrei detto”, questo il senso della conversazione secondo la ricostruzione della stampa. Una ricostruzione che confermerebbe che la decisione di trasmettere i fuori onda sarebbe stata presa autonomamente da Antonio Ricci, padre di Striscia.
Se davvero Piersilvio Berlusconi non sapeva nulla di un fatto che ha coinvolto la presidente del Consiglio c’è da preoccuparsi, perché Mediaset, evidentemente instradata sulla corsia di sinistra, sta sbandando.
Che il colosso editoriale creato da Silvio Berlusconi stia viaggiando all’inglese, ossia sulla corsia di sinistra, non è attestato solo da ingressi come quelli di Bianca Berlinguer e di Marta Merlino, ma anche da quello di Luciana Litizzetto a “Tu si che vales”, trasmissione di intrattenimento del sabato sera, assolutamente piacevole, guidata da Maria De Filippi.
Niente da dire sulla professionalità dei singoli ingaggiati, ma come direbbe Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».
Nella puntata dello scorso sabato è stato invitato un signore, presentatosi con mantello verde, il quale ha detto di essere l’inventore di una nuova religione. Il tizio è stato intrattenuto su vari temi, spaziando dal clima al green, per passare a terrapiattismo. Argomento, quest’ultimo, sul quale si è svolto un dialogo a più voci. Dopo essere stato sufficientemente esposto al ridicolo, il di verde vestito, è stato infilato nella corsia dei no vax, per una discussione che inevitabilmente è arrivata ai vaccini e alle modalità con le quali è stata affrontata la pandemia.
Poiché non siamo nati all’ombra e nemmeno sul solaio, ovvero non siamo fessi, prendere un signore di verde vestito in una trasmissione popolare, per ridicolizzarlo quanto basta, facendo una miscela di temi che sono in parte davvero surreali, ma in parte serissimi, significa attuare una scelta politica tesa a screditare chi, molto seriamente, dibatte su questioni che ci hanno investiti, mettendo in discussione la nostra libertà e la nostra salute. Se il Covid sia uscito dal mercato del pesce o da un laboratorio gain of function cinese, finanziato da Anthony Fauci, è discussione in atto nel Congresso americano. Tutta la partita dei vaccini e delle loro conseguenze è questione aperta a livello internazionale. Sull’emergenza climatica ci sono pareri diversi di autorevoli scienziati. Sul green è meglio stendere un velo pietoso, visto cosa sta producendo l’ideologia della sinistra radical chic USA, prona agli investimenti assurdi dei fondi americani, che ha trovato nel burosauro di Bruxelles un esercito di adepti. Qui si siamo a una nuova religione.
Per finire in bellezza, ecco il dialogo con il terrapiattista su vaccini e cure anti Covid. Ovviamente nel mentre un commissione istituita dal Parlamento dovrebbe fare luce su quanto è stato fatto, quanto è stato vietato, quanto non è stato fatto durante la pandemia.
Anche in questo caso i vertici di Mediaset non sapevano nulla?
Rimane il fatto che durante una trasmissione popolare, utilizzando un signore di verde vestito, si è fatto di ogni erba un fascio, ridicolizzando, con il contorno del terrapiattismo, argomenti che sono oggetto di indagini serie da parte di parlamenti e tribunali e sono oggetto di dibattito tra scienziati.
Tutto per lo share? E conseguentemente per la pubblicità?





