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ELEZIONI, CON AGGRAZIONI CONCRETE, NON SUBORDINATE AL PD, COME A BRESCIA, IL RISULTATO ARRIVA

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Gianna Pieragostini ha pubblicato sul suo post un articolo di Claudio Celata contenente una proposta di politica economica che giudico di immenso interesse. Ancor più se, come Gianna ha fatto, la sua lettura precede quella di un articolo di Luca Roberto sulla vittoria del centro-sinistra a Brescia.
Io vedo un legame tra queste due riflessioni.
In sintesi, Celata ricorda che da cinque anni Macron indice una sua “Davon” a Versailles, riunendo tutti i possibili investitori e offrendo loro una panoramica delle opportunità che si avrebbero investendo in Francia. Una iniziativa coronata da successi.
In cinque anni sono stati raccolti 6.910 progetti d’investimento dall’estero, creando e mantenendo 182.900 posti di lavoro. Sono stati realizzati investimenti crescenti, anno per anno, e sino ai 13 miliardi annunciati da Macron nel vertice di lunedì.
La proposta di Macron in pratica è l’offerta agli imprenditori di fare sistema, mettendo a disposizione l’intera Francia. Il giudizio dal mondo industriale è nei numeri.
La motivazione: “La Francia, in questi giorni, vende se stessa, spiega quello che fa, dà conto di quello che ha fatto, mostra la sua visione, chiede alle imprese di cosa hanno bisogno, mette ogni singolo ministro a disposizione di ciascun imprenditore…… ma soprattutto gioca la carta della stabilità“.
Ora, la “disavventura” di avere un Governo stabile, con una maggioranza larga, potrebbe invitare “più che chiedersi cosa potrebbe fare l’Italia per impedire alle imprese italiane di cercare in Francia le opportunità che non trovano in Italia… “ a copiare l’iniziativa. “Una Davos tutta italiana, con lo stesso approccio portato avanti dalla Francia, con le grandi imprese: attrarre, sedurre, rassicurare, convincere. Dimostrando di avere a cuore la difesa di una politica pro crescita.”
L’invito “ad osare” di Celata mi convince. Si può trasformare in opportunità la “spiacevole” (per me e per molti di noi) situazione di una tornata elettorale fallita.
Il presupposto è quello di prendere atto che questo Governo ce lo terremo per molti anni; che la guerriglia in atto non solo non serve allo scopo ma, come dimostrano non poche vicende nei rapporti internazionali, nuoce alla salute dell’Italia: non a quella di Meloni.
Presupposto difficile da crearsi, visto che Schlein si gloria essere il PD il Partito più votato dimenticandosi di far seguire, a questa affermazione, quella che la sinistra è stato la più sconfitta e dunque che c’è qualcosa che stride nella politica delle alleanze. Ma soprattutto che c’è il vuoto lasciato dalla mancata presentazione di un progetto “del fare” e non solo dell’ “essere contro”.
E qui viene Brescia e le riflessioni di Luca Roberto. Non è vero che quel risultato, bellissimo, sia merito del PD e della sua Segreteria, dice Roberto. La sindaca di Brescia eletta al primo scrutinio è Laura Castelletti, di tradizione socialista, riformista da sempre. Cosa che spiega il perché di questa vittoria: “Siamo un esempio vincente su come si costruisce una coalizione allargata al Terzo polo. …. La nostra idea di sviluppo è chiara”. Ed anche “Alle elezioni regionali in Lombardia il centrosinistra ha perso, anche perché non è stato capace di tenere assieme una solida proposta riformista. Noi ce l’abbiamo fatta e possiamo essere un modello cui guardare. Le parole d’ordine sono sempre quelle: visione e concretezza.”
Il riconoscimento al PD di aver consentito che una aggregazione di forze si fosse potuta riconoscere in un progetto, facendo vincere l’unione e non i singoli, è un riconoscimento all’intelligenza di Schlein, qualora quell’esperimento è stato voluto ed è stato quibdi non casuale. Ed è anche un anatema sul ritardo, anzi sul passo del gambero, di un terzo polo che a Brescia invece c’era.
chiaro come il sole.
L’idea di Celata dunque potrebbe essere alla base di un progetto nel quale si può riconoscere un ampio panorama di forze. La stessa comporta l’approfondimento delle cose “da offrire” al mondo industriale, l’individuazione di politiche da chiedere al Governo e persino i casi nei quali si può convergere con le proposte del Governo. Insomma una opposizione diversa da quella attuale. Che incalza sul cosa fare. Che costruisce e da speranze: anzi prospettive.

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  • Redazione

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