
Di Marco Palombi,
Ci sono due guerre: la guerra che vedono le persone che sono sotto i bombardamenti, sia belligeranti che non, e quella che si decide.
Europa
Mentre i dati della Banca Centrale Europea mostrano che le manovre monetarie stanno contenendo l’inflazione, a costo però di una diminuzione degli ordinativi, della produzione, dell’occupazione[i], una nuova guerra si affaccia alle nostre porte, con crimini efferati e conseguenze geopolitiche incerte.
Israele – Hamas
Il conflitto Israele – Hamas (che conferma quanto affermato in nostri precedenti articoli: gli Stati si trovano a doversi confrontare con entità non statali di pari potere – si guardi l’esempio della “war on terror”) porta con sé un potenziale di escalation difficile da calcolare, fondamentalmente legato al ruolo della Russia e dell’Iran.
Anche la scelta della data è simbolica: l’attacco di Hamas è avvenuto durante i festeggiamenti per il 50° anniversario della Guerra dello Yom Kippur.
USA
Stasera, mentre scrivo, Il gruppo d’attacco della portaerei Gerald R. Ford, composto da sei navi da guerra guidate dalla portaerei nucleare più grande e avanzata della Marina degli Stati Uniti, è arrivato nel Mar Mediterraneo Orientale, di fronte alle coste Israeliane.
Il gruppo d’attacco della portaerei Gerald R. Ford può sostenere le forze militari israeliane, trasferendo armi e conducendo operazioni di intelligence. Inoltre, possono fornire avvertimenti precoci di attacchi alle forze israeliane e può anche essere coinvolto nell’evacuazione di cittadini americani da Israele in caso di deterioramento delle condizioni e chiusura degli aeroporti.
Tuttavia, i loro sistemi non sono progettati per proteggere ampie aree di terra da attacchi missilistici come fa il sistema Iron Dome di Israele.
La portaerei Gerald R. Ford è una nave da 13 miliardi di dollari con un equipaggio di 5.000 persone e può trasportare fino a 90 aerei da combattimento e di supporto. Questi includono il F-35 Joint Strike Fighter, l’F/A-18E/F Super Hornet, l’E-2D Advanced Hawkeye, l’EA-18G Growler e gli elicotteri MH-60R/S.
Le altre navi del gruppo d’attacco includono una nave da guerra classe Ticonderoga e quattro cacciatorpedinieri classe Arleigh Burke.
“Questa presenza militare mira a rafforzare la stabilità nella regione e fornire supporto agli alleati, come Israele, in caso di necessità”[ii].

Questo dispiegamento rende ovvia la volontà di deterrenza degli USA nei confronti di eventuali attori terzi, ossia la Russia, attraverso la Siria, e l’Iran.
Iran
Il Presidente israeliano Isaac Herzog, domenica sera, ha puntato il dito contro l’Iran. Herzog ha dichiarato che Hamas ha condotto un attacco ingiustificato contro lo Stato Ebraico, sostenuto e diretto da comandanti proxy in Iran. Ha promesso che Israele prenderà tutte le misure necessarie per eliminare questa chiara e immediata minaccia ai suoi cittadini e ha chiesto alla comunità internazionale di condannare inequivocabilmente Hamas, i suoi alleati e i suoi sostenitori in Iran.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di utilizzare tutta la forza di Israele per distruggere le capacità di Hamas e vendicarsi di questo tragico giorno. Nel frattempo, il Ministero degli Esteri iraniano ha descritto l’attacco di Hamas come un atto di legittima difesa. L’Iran è un acerrimo nemico di Israele. L’attacco di Hamas è avvenuto proprio mentre Israele commemorava il 50° anniversario della guerra del 1973 che aveva portato Tel Aviv sull’orlo di una sconfitta catastrofica.
Sulle orme di “The Atlantic”[iii], notiamo che “l’attacco di Hamas contro Israele rappresenta non solo un massiccio fallimento dell’intelligence e della forza militare israeliana, ma anche un successo drammatico per l’asse di resistenza dell’Iran, che si estende dallo Yemen a Gaza. L’operazione altamente coreografata, complessa e protratta per l’intera giornata, che ha coinvolto l’uso di paracadute motorizzati e droni, nonché la presa di ostaggi, ha richiesto mesi di pianificazione e addestramento che solo l’Iran e Hezbollah avrebbero potuto fornire”.
A Teheran, in effetti, alla notizia degli attacchi e prima che se ne scoprisse la particolare crudeltà, i membri del Parlamento hanno intonato il coro “Morte a Israele”. Il giorno stesso leader di Hamas, Ismail Haniyeh, ha tenuto un discorso televisivo in cui ha messo in guardia i paesi arabi, sostenendo che Israele non può proteggerli, un’apparente minaccia nei confronti dei paesi che hanno firmato gli Accordi di Abramo, come gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, che sta considerando la normalizzazione dei rapporti con Israele.
Un attacco limitato o un’azione di sabotaggio contro l’Iran potrebbero figurare tra i desideri del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Libano
In Libano, Hezbollah ha emesso una dichiarazione di sostegno a Hamas, definendo l’attacco una risposta all’occupazione israeliana continua e un messaggio per coloro che cercano la normalizzazione con Israele. Tuttavia, al momento sembra improbabile che Hezbollah si coinvolga ulteriormente, dato il rischio di una rappresaglia devastante da parte di Israele. Hezbollah sa che una reazione israeliana nei confronti del Libano sarebbe ancor più distruttiva della guerra del 2006.
Arabia Saudita
Nel frattempo, la discussione sulla normalizzazione tra Israele e l’Arabia Saudita sarà messa in pausa. Il Regno ha emesso una dichiarazione chiedendo moderazione e sottolineando che aveva messo in guardia sul pericolo e sulla situazione esplosiva dell’occupazione continua. L’Arabia Saudita potrebbe usare questa crisi per ribadire che la normalizzazione con Israele non è possibile senza concessioni da parte di Israele verso i palestinesi.
La situazione, quindi, destabilizzata, è particolarmente complicata.
Russia
La presenza della flotta americana serve anche come monito alla russa Task Force Permanente del Mediterraneo[iv], di stanza a Tartus, Siria, di stare lontana dal conflitto.
Tuttavia qualche nave russa potrebbe schierarsi “per motivi umanitari” di supporto alle popolazioni colpite, per “favorire le evacuazioni sanitarie”. Ma la capacità di disturbo dei sistemi di difesa americani e israeliani da parte delle forze russe ancora è da vedere in azione. Se la guerra informatica è servita a paralizzare per un lasso di tempo da valutare le difese antimissilistiche Israeliane (ed è difficile credere che un tale attacco possa provenire dalla Striscia di Gaza), la guerra elettronica potrebbe essere giocata in acque ancora extraterritoriali tra le due potenze, ufficialmente con azioni di difesa delle proprie comunicazioni ma in realtà con mosse di reciproco disturbo (disrupture) delle stesse. Una partita a scacchi combattuta non a cannonate, ma con onde radio e microonde.
Russia e Iran
Perché la Russia dovrebbe sostenere l’Iran?[v]
Le persone (quelle che vedono il primo tipo di guerra) potrebbero pensare che sia a causa del lungo attrito con gli Stati Uniti, oppure a causa del supporto iraniano alla Russia nel conflitto russo-ucraino.
Secondo gli Stati Uniti, infatti, la Russia ha acquisito droni dall’Iran durante la guerra Russo-Ucraina, con una delegazione russa che ha visitato l’Aeroporto di Kashan, a sud di Teheran, nel giugno e luglio 2022 per osservare i droni lì prodotti. L’Iran ha criticato la valutazione degli Stati Uniti, affermando che non avrebbe fornito equipaggiamenti militari alla Russia o all’Ucraina durante la guerra, chiedendo invece che entrambe le nazioni cercassero una soluzione pacifica.
Nel settembre 2022, le forze armate ucraine hanno affermato di aver incontrato un drone suicida fornito dall’Iran, pubblicando immagini dei rottami del drone. Il 6 ottobre 2022, l’Iran ha accettato di fornire “ulteriori” missili terra-aria e droni alla Russia. Il 24 ottobre 2022, il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha dichiarato che l’Iran “non rimarrà indifferente” se si dimostrerà che i droni iraniani vengono utilizzati nella guerra in Ucraina contro la popolazione, ma ha sostenuto che la cooperazione difensiva tra l’Iran e la Russia continuerà.
Secondo vari media, fino al 2023, l’intelligence americana ha affermato che l’Iran ha aiutato Mosca a costruire una fabbrica di droni all’interno del suo territorio per mantenere la sua macchina bellica in Ucraina.
Nell’agosto 2023, la Casa Bianca avrebbe sollecitato l’Iran a cessare la vendita di droni armati alla Russia come parte di discussioni più ampie in Qatar e Oman, mirate a de-escalare la crisi nucleare. Questo sforzo si affianca ai negoziati per un accordo di scambio prigionieri, che ha recentemente portato al trasferimento di cittadini iraniani negli Stati Uniti dalla prigione al regime di arresti domiciliari. Gli Stati Uniti cercano di impedire all’Iran di fornire droni e pezzi di ricambio alla Russia, attualmente utilizzati nel conflitto ucraino.
Ma quelli che la guerra la decidono, vedono un’altra cosa.
La rotta del Mare del Nord

Un elemento fondamentale da prendere in considerazione è la dinamica del cambiamento climatico, che comporta il ritrarsi dei ghiacciai artici. Questo rende la Rotta del Mar del Nord percorribile con minor sforzo per un maggiore lasso di tempo durante l’anno.
I ricercatori ed economisti solitamente confrontano la Rotta del Mare del Nord con la convenzionale Via del Canale di Suez. La prima rotta è più breve, il che consente di risparmiare sul carburante, non vi sono dazi per il passaggio; non vi sono di rischi di attacchi pirata e, di conseguenza, viene meno la necessità di assicurare il carico.
Alcuni studi[vi] raccomandano l’uso congiunto delle due rotte, dove la Rotta del Mare del Nord viene utilizzata durante l’estate quando è quasi priva di ghiacci, mentre la Via del Canale di Suez viene percorsa durante il resto dell’anno. I ricercatori affermano anche che la fattibilità economica della Rotta del Mare del Nord dipende in gran parte dalle condizioni meteorologiche.
Grazie al progressivo scioglimento del ghiaccio artico e l’ampio studio delle rotte polari, il traffico di merci cresce costantemente ogni anno.
In più la navigazione su quel tratto di mare è gestita direttamente dalla Russia.
La State Corporation Rosatom assume la possibilità e le funzioni della Rotta del Mare del Nord e garantisce la sicurezza della navigazione a un livello tecnologico elevato[vii].
Ma con la Guerra in Ucraina, e il conseguente irrigidimento dei Paesi Baltici, nonché’ l’ingresso della Svezia nella NATO, tale supremazia può essere messa in discussione.
Il corridoio Nord-Sud

Il 17 maggio 2023, appariva su “the Moscow times” un articolo significativo dal titolo “Iran e Russia firmano accordo per completare una grande rete di trasporti”
Ad aprile, in effetti, era ormai noto che Mosca aveva iniziato a esportare prodotti petroliferi in Iran per la prima volta dopo che i suoi principali acquirenti hanno smesso di importare carburante russo sulla scia dell’invasione dell’Ucraina. Entrambi soggetti a severe sanzioni occidentali, la Russia e l’Iran hanno sempre più commerciato tra loro al fine di mantenere a galla le loro economie sotto embargo.
Mentre il vice primo ministro russo Alexander Novak ha annunciato che l’Iran avrebbe iniziato a importare petrolio russo in autunno, le prime consegne sono iniziate all’inizio di quest’anno.
A febbraio e marzo, Mosca ha fornito fino a 30.000 tonnellate di benzina e diesel all’Iran per ferrovia attraverso il Kazakistan e il Turkmenistan[viii].
L’Iran e la Russia hanno concordato quindi a maggio di collaborare alla costruzione dell’ultima parte di una rete di trasporto commerciale che collega il Golfo e l’India, evitando le rotte marittime occidentali.
Il Ministro dei Trasporti iraniano Mehrdad Bazrpash, che ha firmato l’accordo con il suo omologo russo a Teheran, ha dichiarato che la ferrovia di 164 chilometri (102 miglia) nel nord dell’Iran sarebbe completata entro tre anni. Si tratta dell’anello mancante nell’International North-South Transport Corridor (INSTC) che collega la Russia nord-orientale attraverso l’Azerbaigian alla costa meridionale dell’Iran e all’India via mare.
La rete intermodale di trasporto merci, che comprende rotte via mare, ferrovia e strada, per una lunghezza complessiva di circa 7.200 chilometri, evita il Canale di Suez tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso, via fino ad allora utilizzabile per le merci russe.
Il Presidente iraniano Ebrahim Raisi, presente alla cerimonia di firma, e il presidente russo Vladimir Putin, che ha parlato tramite videoconferenza, hanno entrambi elogiato le opportunità economiche offerte dall’accordo. La ferrovia pianificata collegherà Rasht, una città nel nord dell’Iran, e il valico di Astara al confine con l’Azerbaigian.
Bazrpash ha dichiarato che il “processo di costruzione” della ferrovia Rasht-Astara “è iniziato e lo completeremo nei prossimi tre anni”.
Raisi ha affermato che, una volta completato, l’INSTC stimolerà il commercio regionale e ha sottolineato il “grande potenziale” nei legami con la Russia.[ix]
“Questo unico asse di trasporto nord-sud, di cui la ferrovia Rasht-Astara farà parte, contribuirà in modo significativo a diversificare flussi di trasporto internazionale”, ha detto Putin.
“La consegna di merci da San Pietroburgo (in Russia) a Mumbai (in India) richiederà circa 10 giorni, rispetto al percorso attraverso le rotte commerciali tradizionali che impiega da 30 a 45 giorni.”
Il Vice Primo Ministro russo Alexander Novak ha visitato l’Iran più volte e si è incontrato con il ministro del petrolio della Repubblica Islamica per discutere “nuovi progetti” nell’esplorazione petrolifera e del gas.
Il ministro iraniano, Javad Owji, ha dichiarato che le aziende russe stavano “attualmente investendo in sette campi petroliferi iraniani, e abbiamo concordato con il signor Novak che Mosca investirà nello sviluppo di altri sei campi petroliferi”.
Novak ha anche dichiarato che i due paesi hanno fissato l’obiettivo di aumentare il transito di merci via ferrovia fino a 15 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030.
La seconda banca più grande della Russia, la VTB, ha recentemente aperto un ufficio di rappresentanza in Iran, mentre i due paesi si stanno dirigendo verso la connessione dei loro sistemi bancari per aggirare le sanzioni.
A fronte dell’affermazione di Putin, che Russia e Iran “attribuiscono massima importanza al rafforzamento dei loro legami economici e commerciali”, così come alle loro relazioni bilaterali in generale, Washington ha fatto notare che i due paesi soggetti a sanzioni stavano “espandendo la loro straordinaria partnership di difesa”.
Le interazioni tra l’Iran e la Russia in materia di vendita di armi avanzate, in particolare droni UAV più avanzati, continuano”, ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Kirby.
Che sia un caso?
[i] Economic Bulletin Issue 6, 2023 – the European Central Bank, che fondamentalmente dice che l’inflazione continua a diminuire ma si prevede che rimarrà troppo elevata per troppo tempo. Il Consiglio direttivo ha deciso di aumentare i tre principali tassi di interesse della BCE di 25 punti base. Secondo le previsioni dello staff della BCE, l’inflazione media per il 2023 sarà del 5,6%, nel 2024 sarà del 3,2%, e nel 2025 sarà del 2,1. Tuttavia, le pressioni sottostanti sull’inflazione rimangono elevate. L’attività economica nella zona euro è stata debole nel primo semestre del 2023, con una crescita del PIL prevista all’0,7% per quest’anno. Nonostante il mercato del lavoro sia rimasto stabile, con un tasso di disoccupazione al 6,4%, l’occupazione sta crescendo a un ritmo più lento. Le prospettive di crescita a breve termine sono peggiorate, ma si prevede una graduale ripresa dell’economia nel medio termine, con una crescita prevista dell’1,0% nel 2024 e dell’1,5% nel 2025. Tuttavia, le condizioni di finanziamento più strette e la politica monetaria restrittiva influiranno sulla crescita economica.
[ii] “See how US Navy ships in the Mediterranean are positioned to support Israel” George Petras, Janet Loehrke Usa Today, 12 ottobre 2023
[iii] “A Message From Iran – For Hamas and Iran, yesterday’s violence was a demonstration of newfound power”. By Kim Ghattas, The Atlantic, 8 ottobre 2023
[iv] le forze navali russe conosciute dispiegate con la task force includono:
- Due sottomarini di classe Kilo migliorati (Novorossiysk (B-261) e Krasnodar (B-265)); Novorossiysk è stato riposizionato nel Baltico per manutenzione a partire da settembre 2022.
- Almeno un sottomarino nucleare (successivamente segnalato essere il sottomarino di classe Yasen Severodvinsk) è entrato nel Mediterraneo nell’agosto 2022.
- Due incrociatori di classe Slava (Varyag e Marshal Ustinov; Marshal Ustinov è stato segnalato come lasciato il Mediterraneo nell’agosto 2022, probabilmente tornando alla sua base d’origine nella penisola di Kola, mentre Varyag ha lasciato il Mediterraneo in ottobre attraverso il canale di Suez, probabilmente tornando al Pacifico).
- Due cacciatorpedinieri di classe Udaloy (Admiral Tributs e Vice-Admiral Kulakov – Vice-Admiral Kulakov è partito dal Mediterraneo alla fine di agosto 2022, mentre Admiral Tributs è partito dal Mediterraneo insieme a Varyag in ottobre 2022).
- La fregata Admiral Kasatonov (partita dal Mediterraneo, marzo 2023).
- La fregata Admiral Gorshkov (entrata nel Mediterraneo via il Canale di Suez, aprile 2023).
- La fregata Admiral Grigorovich (partita dal Mediterraneo per il Baltico nell’aprile 2023).
- Le corvette della classe Steregushchiy Soobrazitelny e Stoikiy (entrate nel Mediterraneo nell’ottobre 2022; partite dal Mediterraneo per il Baltico nell’aprile 2023).
- La corvetta di classe Buyan-M Orekhovo-Zuyevo.
- Unità aggiuntive per la posa (o individuazione) delle mine e varie navi ausiliarie.
[v] Russia e Iran
Perché la Russia dovrebbe sostenere l’Iran?
Le relazioni russo-iraniane durano da secoli. In tempi recenti, l’Unione Sovietica è stata il primo Stato a riconoscere la Repubblica Islamica dell’Iran, nel febbraio 1979. Tuttavia, durante la guerra Iran-Iraq, ha fornito a Saddam Hussein grandi quantità di armi convenzionali. Il leader supremo Ayatollah Khomeini riteneva che l’Islam fosse incompatibile con gli ideali comunisti (come l’ateismo) dell’Unione Sovietica, lasciando il secolare Saddam come alleato di Mosca. Durante la guerra, gli Stati Uniti hanno imposto un embargo sulle armi all’Iran, e l’Unione Sovietica ha fornito armi all’Iran tramite la Corea del Nord.
Dopo la guerra, nel 1989, l’Iran ha concluso un accordo militare con l’Unione Sovietica. Con la caduta dell’URSS, le relazioni tra Teheran e Mosca hanno subito un improvviso aumento nei rapporti diplomatici e commerciali, e la Russia ha ereditato gli accordi di fornitura di armi tra l’Unione Sovietica e l’Iran. Alla metà degli anni ’90, la Russia aveva già accettato di continuare il lavoro per lo sviluppo del programma nucleare dell’Iran, con piani per completare la costruzione dell’impianto nucleare di Bushehr, che era stato ritardato per quasi 20 anni.
Durante il conflitto dell’Ossezia orientale e il conflitto tra Georgia e Ossezia, l’Iran ha segretamente sostenuto il separatismo osseto contro la Georgia e si è schierato con gli osseti contro gli ingusci e i ceceni nel conflitto.
Con l’escalation delle tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, il paese si trova sempre più spinto verso un’alleanza con la Russia, nonché con la Cina. L’Iran, come la Russia, “guarda con sospetto le ambizioni regionali della Turchia e la possibile diffusione di una sorta di ideologia pan-turca”. Durante il XXI secolo, la flotta aerea dell’Iran è diventata sempre più di produzione russa e nazionale, a causa del mantenimento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Europa contro l’Iran.
Nel maggio 2007, l’Iran è stato invitato a unirsi all’Organizzazione del Trattato sulla Sicurezza Collettiva, l’organizzazione internazionale con sede in Russia che fa da parallelo alla NATO. L’invito è stato esteso dal segretario generale dell’OTSC, Nikolai Bordyuzha, che ha dichiarato che “l’OTSC è un’organizzazione aperta. Se l’Iran presenta una domanda in conformità con la nostra carta, la esamineremo”. È stato affermato da un osservatore occidentale che l’adesione è fallita “essenzialmente a causa dell’opposizione degli ayatollah a unirsi a un blocco militare chiaramente dominato da una potenza tradizionalmente rivale dell’Iran come la Russia”. Un altro osservatore occidentale sottolinea che, come la NATO, l’OTSC ha una clausola di trattato di difesa reciproca secondo cui un attacco contro uno viene considerato un attacco contro tutti, ed era preoccupato dalla difficoltà posta da una possibile conflagrazione di tipo Iran-Israele.
Dal 2010, il rifiuto dell’Iran di interrompere l’arricchimento dell’uranio ha portato le Nazioni Unite a emanare una nuova risoluzione, la numero 1929, per votare nuove sanzioni contro l’Iran che vietano la vendita di tutti i tipi di armi pesanti (compresi missili) all’Iran. Ciò ha comportato l’annullamento della consegna del sistema S-300 all’Iran: nel settembre 2010 il presidente russo Dmitry Medvedev ha firmato un decreto che vieta la consegna di sistemi missilistici S-300, veicoli corazzati, aerei da guerra, elicotteri e navi all’Iran. Mahmoud Ahmadinejad[v] ha criticato la Russia per sottomettersi agli Stati Uniti. Di conseguenza, l’Iran ha intentato una causa contro la Russia in tribunale svizzero e in risposta alla causa la Russia ha minacciato di ritirare il supporto diplomatico all’Iran nella controversia nucleare.
Da quando è scoppiata la guerra civile in Siria nel 2011, l’Iran e la Russia sono diventati i principali alleati del governo siriano nel conflitto, fornendo apertamente supporto armato. Nel frattempo, le relazioni della Russia con l’Occidente sono crollate a causa della guerra Russo-Ucraina, dell’incidente dell’avvelenamento di Skripal del 2018 in Gran Bretagna e delle presunte interferenze russe nella politica occidentale, spingendo gli Stati Uniti e l’Europa a rispondere con sanzioni contro la Russia. Di conseguenza, la Russia ha mostrato una certa volontà di allearsi militarmente con l’Iran.
In seguito all’accordo sul JCPOA, il presidente Vladimir Putin ha revocato il divieto S-300 nel 2015 e l’accordo per il sistema di difesa missilistica all’Iran è stato ripreso. La consegna è stata completata nel novembre 2016 e doveva essere seguita da un accordo da 10 miliardi di dollari che includeva elicotteri, aerei e sistemi di artiglieria.
Nel gennaio 2021, l’Iran, la Cina e la Russia hanno tenuto il loro terzo esercizio navale congiunto, il terzo esercizio congiunto dei tre paesi, nell’oceano Indiano settentrionale e nell’area del mare di Oman.
Commercio:
L’Iran è un candidato all’Unione Economica Euroasiatica (UEE). La Russia e l’Iran hanno anche un interesse comune a limitare l’influenza politica degli Stati Uniti in Asia centrale. Questo interesse comune ha portato l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a estendere all’Iran lo status di osservatore nel 2005, offrendo la piena adesione nel 2006. I russi e cinesi hanno sostenuto la proposta dell’Iran per l’adesione completa alla SCO.
L’Iran e la Russia hanno co-fondato il Forum dei Paesi Esportatori di Gas insieme al Qatar. Oltre ai loro legami commerciali e alla cooperazione nell’ambito delle risorse energetiche, l’Iran e la Russia hanno ampliato i legami commerciali in molti settori non energetici dell’economia, tra cui un ampio accordo agricolo nel gennaio 2009 e un contratto nel settore delle telecomunicazioni nel dicembre 2008.
Nel luglio 2010, l’Iran e la Russia hanno firmato un accordo per aumentare la cooperazione nello sviluppo dei loro settori energetici. Caratteristiche dell’accordo includono la creazione di uno scambio petrolifero con una produzione combinata di fino a 15 milioni di barili di petrolio al giorno, che potrebbe diventare un mercato leader a livello globale. Gazprom e Lukoil sono sempre più coinvolti nello sviluppo di progetti di petrolio e gas iraniani.
Nel 2014, le relazioni tra Russia e Iran sono aumentate poiché entrambi i paesi sono sotto sanzioni degli Stati Uniti e cercavano nuovi partner commerciali. I due Paesi hanno firmato uno storico accordo da 20 miliardi di dollari per beni petroliferi nell’agosto 2014.
Nel 2021, il commercio tra le nazioni è aumentato del 81% raggiungendo un record di 3,3 miliardi di dollari.
Il presidente Ebrahim Raisi, eletto nel 2021, sembra dare priorità al commercio con la Russia. All’inizio del 2022, Ebrahim Raisi si è recato in Russia su invito del suo omologo russo. Durante il viaggio ha consegnato la bozza proposta dell’Iran per un accordo di cooperazione ventennale tra l’Iran e la Russia.”
Poiché le relazioni economiche e geopolitiche tra Iran e Russia sono migliorate nel corso degli anni, la Russia e l’Eurasian Economic Union (EEU) hanno optato per l’adesione dell’Iran all’EEU. Al momento, solo un paese dell’EEU, l’Armenia, condivide un confine terrestre con l’Iran, ma il Mar Caspio offre un collegamento diretto tra l’Iran e la Russia.
Nel maggio 2015, l’Unione ha dato il via libera iniziale alla firma di un accordo di libero scambio con l’Iran. L’ambasciatore russo presso la Commissione Economica Eurasiatica, Andrey Slepnev, ha descritto l’Iran come “il principale partner dell’EEU nel Medio Oriente” in un incontro dell’EEU a livello di esperti a Erevan. Viktor Khristenko ha inoltre sottolineato che l’Iran è un partner importante per tutti gli Stati membri dell’EEU. Ha dichiarato che “la cooperazione tra l’EEU e l’Iran è un settore importante del nostro lavoro per rafforzare la stabilità economica della regione”.
Aggiungo una spigolatura. Chi mi conosce sa che ho conosciuto personalmente sia Putin, in tempi non sospetti, che Ahmadinejad, il primo a Mosca, quando vivevo e lavoravo li’, il secondo in un’isola africana insospettabile, quando vivevo e lavoravo sotto la linea dell’Equatore. A. Era in incognito venuto a parlare con degli emissari omaniti, finanzieri. Ambedue, P e A mi hanno fatto un’impressione fortissima, diversa ovviamente per l’uno e per l’altro, ma inesprimibile a parole.
[vi] “Nonostante il progressivo scioglimento del ghiaccio artico e lo studio intensivo delle rotte polari, la quantità di merci trasportate attraverso la Rotta del Mare del Nord (NSR) rimane bassa. Utilizzando dati attuali sull’operatività della NSR forniti dalla China Ocean Shipping Company, questo articolo esamina la redditività annuale dell’uso combinato della NSR-SCR, quando una nave naviga attraverso la NSR in estate e la SCR in inverno. Viene utilizzata una nave cargo generale di classe Handysize come modello, poiché permette di raggiungere una quasi massima capacità di carico ed è in grado di navigare nelle aree meno profonde della NSR.
Questo articolo propone di includere lo spessore del ghiaccio e le condizioni di ghiaccio nel tradizionale confronto dei costi. Il primo parametro influisce direttamente sulla velocità di navigazione della nave e, di conseguenza, su altre variabili di costo, mentre il secondo è incluso nelle regole ufficiali di navigazione della NSR ed è correlato alla tariffa di scorta del rompighiaccio. Questo articolo contribuisce anche alla letteratura esistente considerando il costo totale di trasporto come una funzione della classe di ghiaccio della nave con relativi premi di costruzione e incrementi di consumo di carburante. L’approccio proposto è facilmente replicabile, in modo che le compagnie di navigazione possano utilizzarlo per rivalutare la loro posizione sulla navigazione attraverso la NSR.
Il confronto complessivo rivela che il sistema di trasporto combinato NSR-SCR può essere più competitivo solo se la compagnia di navigazione garantisce un carico sufficiente nella tratta NSR e utilizza una nave di classe di ghiaccio affidabile per la navigazione durante l’estate. Il sistema di trasporto combinato NSR-SCR diventa attraente se la tratta NSR è breve e il prezzo del petrolio greggio è alto.
A causa del riscaldamento globale, la quantità di ghiaccio nell’Artico è notevolmente diminuita di recente. Ci si aspetta che il suo declino continui, aumentando la navigazione estiva (senza ghiaccio) (Smith and Stephenson, 2013, Bekkers et al., 2016, Melia et al., 2017). Questo ha suscitato l’interesse nel settore della navigazione artica e ha scatenato un dibattito tra il pubblico, giornalisti, ricercatori, politici e rappresentanti delle compagnie di navigazione. Molti media e alcuni articoli scientifici (principalmente russi) concludono che rotte artiche come la Rotta del Mare del Nord (NSR) attireranno flussi di traffico aggiuntivi solo in base al fatto che sono più brevi della rotta marittima convenzionale tra l’Europa e l’Asia (la Via del Canale di Suez (SCR)). Tuttavia, queste pubblicazioni sono per lo più politicamente motivate e non contengono un’analisi approfondita (Lasserre, 2014).
Attualmente, la navigazione di transito lungo la NSR è considerata dalle compagnie di navigazione come esplorativa e impegnativa per numerose ragioni. Sono sfide ambientali, la stagionalità della rotta, l’imprevedibilità e i ritardi, la necessità di garantire contratti a lungo termine, limitazioni delle dimensioni delle navi, difficoltà di negoziato con l’amministrazione della NSR, mancanza di esperienza nella navigazione artica, costi operativi più elevati (Lasserre et al., 2016). Di conseguenza, l’uso della Rotta del Mare del Nord (NSR) è insignificante rispetto alla Via del Canale di Suez convenzionale (SCR). I risultati del 2019, così come quelli degli anni precedenti, lo confermano. Il traffico totale di merci sulla NSR ha raggiunto circa 26 milioni di tonnellate, che è trascurabile rispetto a quasi 1,2 miliardi di tonnellate per la SCR nello stesso periodo (Port News: Northern Sea Route cargo traffic, 2019, Suez Canal Traffic Statistics Annual Report, 2019). La quota di merci in transito sulla NSR rimane relativamente bassa, e il valore medio era di circa il 12% del volume totale di merci trasportate (incluse quelle domestiche) tra il 2010 e il 2018 (Grigoryev, 2019).
Tuttavia, nonostante tutte le difficoltà, alcune compagnie di navigazione, come la China Ocean Shipping Company Limited (COSCO), sembrano aumentare la loro influenza sulla NSR. Il numero di viaggi in transito effettuati da navi cinesi è aumentato da tre nel 2013 a 18 nel 2019 (Fig. 5), dove COSCO possedeva la maggior parte delle navi. La maggior parte delle navi in transito erano navi non portacontainer. Questo è probabilmente dovuto all’incapacità di garantire un alto tasso di carico, poiché i porti artici sono relativamente sottosviluppati e mancano di collegamenti con il continente. Inoltre, la maggior parte dei viaggi si è svolti durante il periodo di navigazione estiva (tra luglio e novembre), quando le condizioni del ghiaccio sono più morbide e la tariffa della NSR è significativamente ridotta. Pertanto, possiamo concludere che c’è ancora un vero interesse nell’uso della NSR.
Questo articolo cerca di colmare la lacuna nella ricerca dei precedenti studi sulla navigazione artica. Solitamente, l’Artico è considerato una regione con condizioni meteorologiche imprevedibili, in particolare con severe condizioni di ghiaccio. Tuttavia, in quasi tutti i confronti economici, ad eccezione di pochi studi, questo aspetto ambientale non è valutato numericamente. Di conseguenza, questo articolo propone una metodologia deterministica per includere i parametri ambientali legati al ghiaccio. Questa metodologia è compatibile con le normative ufficiali della NSRA (Amministrazione della Rotta del Mare del Nord, che regola la navigazione sulla NSR e fornisce il servizio di scorta dei rompighiaccio). Proponiamo di aggiungere tre parametri: spessore del ghiaccio, condizioni di ghiaccio e classe di ghiaccio. Lo spessore del ghiaccio è direttamente connesso con la velocità di navigazione della nave. Le condizioni di ghiaccio regolano la capacità di una nave di navigare in modo indipendente e quindi influenzano il livello della tariffa della NSR. Abbiamo anche preso in considerazione la classe di ghiaccio delle navi, poiché il fabbisogno di scorta dei rompighiaccio della NSR e la tariffa dipendono dalla classe di ghiaccio della nave. I costi operativi sono stati aumentati di conseguenza per ciascuna classe di ghiaccio. Come in ogni analisi classica dei costi, abbiamo considerato quattro livelli di prezzo del carburante, che riflettono gli eventi politici ed epidemiologici mondiali, tre coppie di origine e destinazione e cinque velocità delle navi.
L’articolo è strutturato come segue. Dopo la revisione della letteratura, viene presentato il quadro metodologico per il confronto economico. Successivamente, vengono esaminate le ipotesi sulle variabili considerate e viene giustificata la scelta dei loro valori. Successivamente, vengono presentati e discussi i risultati della nostra analisi per tutti gli scenari. L’ultima sezione riassume le principali conclusioni.
Conclusione
Sono stati pubblicati numerosi articoli che valutano il potenziale di redditività della NSR negli ultimi tre decenni. I modelli proposti per il confronto economico sono estremamente variabili. La maggior parte di essi conclude che la NSR non è redditizia, principalmente a causa dei costi di capitale più elevati delle navi protette dal ghiaccio, della tariffa dei rompighiaccio della NSR, dei costi assicurativi, dei rischi ambientali elevati, della stagionalità della rotta, della mancanza di esperienza nella navigazione artica e dei possibili ritardi.”
(Evaluating the feasibility of combined use of the Northern Sea Route and the Suez Canal Route considering ice parameters” di Sibul Gleb, Jian Gang Jin)
[vii] Oltre all’organizzazione della navigazione lungo la Rotta del Mare del Nord e dei servizi di rompighiaccio con la flotta di unica al mondo di navi rompighiaccio nucleari, Rosatom sta pianificando di implementare la metodologia del Sistema di Regime del Ghiaccio Artico (Arctic Ice Regime Shipping System – AIRSS). Questo sistema rappresenterà uno spazio digitale che fornirà vari servizi a trasportatori di merci, armatori, capitani, assicuratori e altri partecipanti del mercato logistico sulla Rotta del Mare del Nord. In particolare, questo sistema coinvolge l’emissione di permessi per il passaggio delle navi, il monitoraggio, la gestione e la supervisione del lavoro della flotta. La piattaforma digitale unificata raccoglierà informazioni da tutte le fonti disponibili, come dati idrometeorologici, la posizione delle navi e dei rompighiaccio, e la congestione nei porti. Di conseguenza, gli utenti otterranno un “navigatore del ghiaccio” avanzato che consentirà di tracciare un percorso preciso tenendo conto delle mutevoli condizioni del ghiaccio sulla Rotta del Mare del Nord. In altre parole, lo studio condotto da Sibul et al. ha proposto un algoritmo di ricerca del percorso per la valutazione strategica della Rotta del Mare del Nord. Utilizza dati meteorologici reali come input per trovare il percorso di navigazione ottimale.
[viii] Reuters
[ix] L’ultimo accordo è “un importante passo strategico sulla via della cooperazione tra la Repubblica Islamica dell’Iran e la Federazione Russa”, ha detto.
Putin ha elogiato i “chiari benefici economici” sia per Mosca che per Teheran sotto forma di nuovi posti di lavoro e investimenti.





