

L’attacco di Hamas a Israele è chiarito, nelle intenzioni, da Hezbollah, che lo definisce “un messaggio per popoli arabi”.
Il movimento palestinese Hamas ha annunciato di aver lanciato 5 mia razzi verso Israele, nel quadro dell’operazione “Alluvione al Aqsa“. Dalle prime luci del giorno per due ore le sirene hanno suonato nelle città meridionali di Israele e anche a Tel Aviv.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) confermano che “i terroristi palestinesi della Striscia di Gaza si sono infiltrati in Israele”, senza fornire ulteriori dettagli. Il bilancio è di sei morti e 200 feriti. Hamas ha annunciato anche la cattura di 35 israeliani.
Le operazioni sono in corso in un quadro di guerra che, come ha annunciato il leader israeliano Benyamin Netanyahu, il quale, in un appello ha detto: “Cittadini di Israele siamo in guerra e non è solo un’operazione, è proprio una guerra”.
Benyamin Netanyahu ha dato l’ordine all’esercito di richiamare i riservisti e di “rispondere alla guerra con irruenza e un’ampiezza che il nemico non ha conosciuto finora”. “Il nemico – ha sottolineato – pagherà un prezzo che non ha mai dovuto pagare. Vinceremo”.
Cosa significhi l’attacco a Israele lo ha chiarito, senza mezzi termini Hezbollah, la cui centrale operativa è in Libano e che, così come Hamas, ha legami con l’Iran.
Hezbollah, come riferisce Times of Israel, ha elogiato la massiccia operazione di Hamas contro Israele e ha affermato che è un messaggio ai paesi arabi che si stanno normalizzando con Israele.
Il gruppo terroristico Hezbollah afferma di essere in contatto diretto con la leadership di Hamas a Gaza e all’estero e invita i popoli arabi e musulmani di tutto il mondo a dichiarare il loro sostegno ad Hamas e al popolo palestinese, aggiungendo che la resistenza armata è l’unico modo per affrontare l'”aggressione” israeliana.
E’ ancora presto per capire se l’attacco che giunge dalla Striscia di Gaza avrà un seguito anche sul fronte libanese.
Quello che sembra chiaro è che una parte, a questo punto minoritaria, del mondo arabo si oppone agli Accordi di Abramo, alla normalizzazione in atto tra Israele e l’Arabia Saudita e a quanto deriverà dal corridoio che è stato annunciato al G20 che dall’India, con vari mezzi, attraverserà l’Arabia saudita, Israele e approderà al Pireo, per poi dirigere le merci verso l’Europa. Corridoio che è chiaramente alternativo alle vie della seta cinesi.
Come si svilupperà il conflitto mediorientale lo vedremo nelle prossime ore.





