
La mossa del presidente ucraino, che invia un documento segreto agli alleati: “Più di 600 raid sulle nostre città di aerei senza piloti contenenti tecnologia occidentale”.
I droni iraniani utilizzati in attacchi recenti alle città ucraine sono pieni di componenti europei. È quanto sostenuto in un documento segreto inviato agli alleati da Kiev, chiedendo missili a lungo raggio per attaccare i siti di produzione in Russia, Iran e Siria.
Nel rapporto, rilanciato dal Guardian e risalente allo scorso agosto, si sottolinea che nei tre mesi precedenti ci sono stati più di 600 raid sulle città ucraine utilizzando aerei senza pilota contenenti tecnologia occidentale.
Cinque società europee, tra cui una filiale polacca di una multinazionale britannica, vengono nominate come produttori originali dei componenti identificati. “Tra i produttori ci sono aziende con sedi nei Paesi che applicano sanzioni: Usa, Svizzera, Paesi Bassi, Germania, Canada, Giappone e Polonia”.





