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CHIESA, TRA MODERNISMO E TRADIZIONE

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di Martino Mora

Se fossi Jorge Mario Bergoglio o un esponente del suo cerchio magico (la celeberrima “mafia di San Gallo”) e dovessi per forza scegliermi degli oppositori (gli oppositori di Sua Maestà) non avrei dubbi nel puntare sulla coppia Cionci-Minutella.
Il non credente Andrea Cionci (vedi qui sotto, su questa pagina, il video del suo confronto col sottoscritto) e il credente don Minutella fingono un radicalismo assoluto (“magna questio”, non “una cum”, eccetera) che nasconde, come uno specchietto per le allodole, la completa complicità con la deriva bergogliana su ciò che più conta: i principi.
I principi neomodernisti e vaticansecondisti della “libertà religiosa” (invece della legittima tolleranza), della separazione radicale tra Stato e Chiesa (invece che della loro legittima distinzione), dell’ecumenismo folle (a partire dallo scandalo di Assisi fino alla dichiarazione di Abu Dhabi, che ne è la figlia), e naturalmente quelli del liberalismo e dell’antropocentrismo radicale che li sottondono, non vengono MAI messi in discussione nè dal non credente Cionci, nè dal credente Minutella. Mai. Essi non difendono Mai l’autentica Tradizione.
Lo dimostra la loro strenua e grottesca difesa di papi vaticansecondisti che, prima che lo facesse Bergoglio, hanno pregato con politeisti e stregoni ed esaltato il mondo moderno, da Lutero all’Onu passando per Porta Pia, fino ad auspicare persino (vedi la Caritas in Veritate) la creazione di “un’unica autorità mondiale” (mondialista).
E quindi perchè scandalizzarsi di Bergoglio, se è solo colui che porta tutto questo all’estremo? Come scandalizzarsi della Pachamama difendendo Assisi 1986 e seguenti, che ne furono la necessaria premessa? Forse per convogliare la legittima indignazione dei cattolici verso una “magna questio” che per quanto importante non è davvero “magna”? Magari attaccando anche, come fa Cionci con pesanti insinuazioni, monsignor Viganò, La FSSPX e il mondo tradizionalista?
O per eleggere un nuovo papa (ma senza rivolgersi mai direttamente ai cardinali, unici che potrebbero farlo)che sarebbe comunque un modernista (per adesione falsi principi del Vaticano II) appena un po’ più moderato dell’argentino?
O semplicemente per ricompattare, alla Antonio Socci, nel grande calderone del modernismo “conservatore” quei semplici che potrebbero finalmente capire la crisi della Chiesa, cioè il grande inganno vaticansecondista, papolatrico e santosubistista che la condanna, almeno per ciò che umano, alla morte?
Finchè Cionci e Minutella non riconosceranno i falsi principi del vaticansecondismo saranno soltanto l’opposizione di Sua Maesta, che, fingendo di morderla, fa solo il solletico alla “mafia di San Gallo”.
Se non ci fossero, Bergoglio avrebbe dovuto inventarli.

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  • Redazione

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