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LA POLITICA E’ ANCHE MEMORIA STORICA

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di Antonio Foccillo

Senza ricordare il passato con il suo carico di ideali, passioni, esempi e insegnamenti non si può costruire il futuro. Qualsiasi organizzazione politica, sociale, economica ha un suo Dna che non può essere sconosciuto e disconosciuto da chi la governa successivamente.

Oggi si rinnega la memoria storica. Memoria storica che, ricordando i martiri del passato, serve ad affermare principi e valori e soprattutto democrazia e libertà.

Sandro Pertini, sosteneva la libertà senza giustizia sociale non è libertà. Ebbene in questi anni si sono devastate, le nostre certezze, la nostra economia, ma anche il nostro futuro. Sono state limitate le libertà, quella dei singoli, ma anche quella di tutti i cittadini e conseguentemente anche la stessa democrazia.

Carlo Rosselli sosteneva: “La libertà comincia con l’educazione dell’uomo e si conclude con il trionfo di uno Stato di liberi, in parità di diritti e di doveri, in uno Stato in cui la libertà di ciascuno è condizione e limite delle libertà di tutti”.

Ebbene, ma cosa è la libertà? Ignazio Silone, la descrisse così: “La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare di sperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria, artistica, filosofica, religiosa, sociale e anche politica.

La rivoluzione ideologica conservatrice, attraverso varie imposizioni, dalla riduzione della sovranità degli Stati alla criminalizzazione dei partiti e ancora, con l’introduzione di politiche come globalizzazione, deregulation, mercato, competizione, utili ad affermare la politica di finanziarizzazione dell’economia ha privato d’interesse valori cardine come quelli della libertà, della solidarietà, dell’uguaglianza, della democrazia, posti a difesa della pari dignità.

Tutto doveva essere subordinato al “mercato”. Ne è nata una crisi, la più devastante e lunga nella storia dell’occidente.

Questi accadimenti hanno prodotto enormi costi sociali con la conseguenza che il cittadino non si identifica più in questo tipo di società, riscontrandosi così la rottura di un patto sociale, fondamento della precedente società.

La Pandemia e la guerra in Ucraina, essendosi affermato il dogma del  pensiero unico,  hanno fatto venire meno anche il dubbio, la critica ed il confronto democratico. Infatti, chi osa mettere in discussone i precetti imposti dall’autorità politica viene considerato o un untore o un negazionista.

Vengono meno cosi, anche due concetti della cultura laica e socialista, cioè il  “libero pensiero” e l’ “autodeterminazione”. Ma è venuta meno anche la giustizia sociale.

Quante persone vivono in uno stato di povertà ed emarginazione, ma anche, quelle che fino a ieri erano in grado di garantire a sé stessi e alla propria famiglia un tenore di vita decente, per effetto di queste restrizioni, stanno riducendo di molto il loro potere di acquisto.

Allora come può esserci giustizia sociale in una società in cui si sceglie di non curare un anziano, o quando si impone la scelta fra il diritto alla vita e il diritto al lavoro e alla libertà, durante il covid, ma anche oggi è venuta meno anche la possibilità di curarsi per la crisi economica e per la struttura della sanità deficitaria, oppure quando si rischiano migliaia e miglia di disoccupati?  

Tutto questo come si cambia? Una politica, quella di oggi, che rincorre solo il quotidiano, non avendo un progetto per far uscire il Paese da questi drammi. Non c’è una politica industriale, non c’è una politica sociale, non c’è un modello di paese da proporre. Si continua solo a litigare ed affermare solo la propria parte politica. Il governo continua a dimenticarsi di tutte le idee, molto spesso solo demagogiche, che aveva fatto in campagna elettorale e  non è in grado di far uscire il Paese dal guado in cui è bloccato. Il guaio che non c’è o non si vede all’orizzonte neppure un’alternativa.

Allora, bisogna far ricresce l’ideale socialista, laica e riformista, che rappresenta una risorsa che dobbiamo saper sfruttare, impiegare e approfondire.

Bisogna svolgere di nuovo un compito che inizia dal saperci riconoscere e nel saperci incontrare proprio per una comune ragione ideale e politica, facendo di questa, quindi il motivo, non accessorio e non scontato, dell’essere attori politici e sociali, rappresentanti di un nuovo rinnovamento.

Il contributo che ha dato alla maturazione della cultura nel mondo del lavoro e nella società, non può essere disperso. Per farlo vanno ridefiniti i contenuti di una società dove siano salvaguardati la persona e i diritti di cittadinanza in tutti i suoi aspetti: dal diritto al lavoro al diritto alla vita; dalla sicurezza sociale e personale.

Non può essere un’utopia la visione di una società in cui vi sia giustizia sociale, equità, libertà, partecipazione democratica, coesione e solidarietà, etica e morale. Una società in cui si valorizzino “i meriti e dei bisogni”. Una società fondata su nuovo modello di crescita economica, un forte progetto di rinnovamento che riaccenda le speranze sopite con una seria e corretta politica sociale.

Va definito un progetto politico per cambiare profondamente i parametri economici e finanziari, che sono diventati dogmi ed hanno dominato sui diritti.

Proprio per ricordare il passato e costruire il futuro noi tutti laici e socialisti dobbiamo riprendere la nostra filosofia di considerare centrale l’uomo, con i suoi diritti a partire, proprio dalla libertà e dalla giustizia sociale.

Purtroppo, dai tempi della cosiddetta “prima repubblica” che il riformismo socialista e la cultura laica, con la gogna dei suoi uomini e donne, ha perso di forza, e ingiustamente, è stato annullato anche il suo pensiero.

È necessario ripartire, non è questione di chi lo fa, ma è realizzare di nuovo questo processo che ha consentito il rinnovamento istituzionale, democratico e civile. Si deve uscire dall’apatia e risvegliare le coscienze e le intelligenze. In questo non la pseudo sinistra di oggi, ma un nuovo contenitore che racchiude la cultura laica e socialista può fare molto e come ha fatto in passato deve rifarlo oggi.

 

      

Autore

  • Redazione

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