Home Politica GOVERNO DEL PAESE, NON C’E’ PIU’ TEMPO

GOVERNO DEL PAESE, NON C’E’ PIU’ TEMPO

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di Giuseppe Augieri

“Il giudizio sul primo anno di Italia sovranista è stato molto condizionato dalla divaricazione evidente tra ciò che poteva essere (il disastro) e ciò che è stato (il non disastro)… Ora la sfida di Meloni è più complessa: provare a declinare la politica del “sarò” senza mettere a repentaglio la fragile narrazione, finora fatta, del “non sarò” (non sarò come Salvini, non sarò come Le Pen, non sarò come Orbán, non sarò come Trump, non sarò come Truss). Lo scrive Cerasa e io sottoscrivo. Convintissimo.
La fase quasi morettiana del “Meloni, pensavo peggio” insomma non può cedere il passo ora all’ “accontentiamoci di quello che abbiamo” per valutare i contenuti. Quello che c’è sul tappeto rappresenta un insieme di dossier difficilissimi, complessi, incancreniti. Non un’accusa al lavoro svolto dai “precedenti”: la foto di una realtà. Un banco di prova per Meloni e soci? Si, certo. Ma un banco di prova per l’opposizione, della stessa rilevanza.
Abbandonare la richiesta di “un bollino in più per poter dimostrare di essere davvero antifascista” per pretendere che il Governo sia capace di sfruttare i propri numeri, la propria maggioranza e la propria stabilità “non per vivacchiare o costruire marchette ma per mettere la propria forza al servizio della crescita”: questo dovrebbe fare l’opposizione. Sfidando la maggioranza sulla qualità politica dovrebbe puntare a correggere, migliorare e se necessario invertire alcune proposte: perché si riescano a vedere con maggiore chiarezza sia il “come governeremmo noi” e sia le pecche dell’attuale Governo. Ma sintetizzando il tutto in un buon servizio al Paese: chi debba vincere la sfida fra quattro anni, lo si vedrà tra quattro anni.
Il dramma è che le controproposte che sono sul tappeto, almeno a me, fanno pensare – nel loro complessivo – che è meglio tenersi lontani. Di più di un palmo. Mi viene la pelle d’oca ascoltare Conte, Schlein E Fratorianni. Lo più squallido sciacallaggio sulla immigrazione, voli (e neanche alati) sulle proposte di welfare, strafalcioni sulle politiche economiche: tutto l’armamentario dell’opposizione si traduce nella completa ignoranza di cosa significa e cosa è possibile nei tempi brevi, rispetto a quelli medi e quelli lunghi. Di fatto demagogia, la più spinta.
E poi. Una politica internazionale assente dal dibattito (c’è un mondo che si prepara ad una nuova guerra fredda globale, sperando si fermi lì, ma non vedo discussioni); una interferenza pesante dei potentati della guerra armata e della finanza speculativa su tutto; un’Europa matrigna che non aspetta altro che un passo falso dell’Italia che – e lo voglio dire chiaro – per me sta svolgendo un compito più che accettabile di collaborazione ma non di genuflessione. Se qualcuno immagina che la recente posizione franco-tedesca sugli immigrati non dipenda dalla voce grossa e dalle alleanze che l’Italia sta costruendo per dire no ai rigoristi (oltretutto bari) dei deficit di bilancio, mi dica cosa prende per avere un sonno così profondo con annessa apnea.
E se qualcuno mi spiega poi cosa c’è di buono per l’Italia nell’andare in giro in Europa a chiedere di non fidarsi di Meloni, e magari suggerendo di non pagare le rate del PNRR ……… Gli studenti CGIL vengono buon ultimi in questa prassi.
Questa opposizione è impresentabile. Inaccettabili per metodo, contenuti, forme e sostanza, prospettive delle loro “proposte”. Eppure nella sinistra lo spazio e le idee riformiste ci sono. Devono uscire ora allo scoperto. Ritrosia e timidezza che stanno dimostrando sono già un pessimo viatico.
E poiché per me è inaccettabile pensare ad astenersi da una qualsiasi votazione (che io considero, nel mio intimo, una forma di “vigliaccheria” e di fuga dalle responsabilità) chiedo a tanti compagni che la pensano come me di non aspettare oltre.
Il tempo è venuto e non si può farlo scadere.

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  • Redazione

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