
di Giovanni Fasanella
Un lettore, commentando il quarto ed ultimo post sulla fuga di Mussolini, quello sulla profezia di George Orwell, scrive:
Nel Settembre 1943 l’Italia si arrese agli alleati a Cassibile (Sicilia).
Alcuni lo chiamarono armistizio. Altri lo chiamarono resa incondizionata.
1) Chi ha ragione: i primi o i secondi?
2) Se fu una resa incodizionata, quali furono i termini della resa?
3) Dove si trova il documento ufficiale che enumera questi termini?
4) Furono gli inglesi i piu’ duri rispetto agli americani?
Dobbiamo ancora aspettare che i documenti a riguardo vengano desecretati?
Grazie per l’attenzione.»
Carissimo,
le tue domande sono più che pertinenti. Nei due screenshot pubblicati, trovi il testo dell’armistizio di Cassibile, che ho preso dal sito dell’Università di Bari “Aldo Moro”. Basta leggere questo documento per capire che non fu armistizio ma resa incondizionata.
Quelle clausole costituirono la base per il trattato di pace firmato a Parigi nel 1946-‘47, che di fatto considerò l’Italia (post fascista!) una Nazione sconfitta e non cobelligerante, con tutte le conseguenze del caso. Un’umiliazione nei nostri confronti imposta dall’intransigenza di Gran Bretagna, Francia, Urss e Jugoslavia, e solo in parte attenuata dall’atteggiamento americano.
Tra le conseguenze più rilevanti per i loro effetti sul lungo periodo: sistema politico interno bloccato; divieto di dotarsi di una politica estera ed energetica autonoma; dipendenza degli apparati della sicurezza da catene di comando esterne; reintegro negli apparati atlantici dell’Ovra fascista e dei reparti di Salò, e garanzia dell’impunità per i loro uomini.
Ho ragione di pensare che alcune clausole dell’armistizio di Cassibile e del Trattato di Parigi siano ancora oggi secretate. Ed è questo, a mio avviso, il vero, grande segreto della Prima Repubblica: la radice di molte delle patologie esplose a partire dal 1969, durante la strategia della tensione.





