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LA FINANZA HA COMPRATO IL BRAND SOCIALCOMUNISTA

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La performance di Elly Schlein, novella segretaria del Pd, con Vogue ci porta con il pensiero a quel fenomeno in atto da tempo per il quale i fondi comprano brand e aziende.

In economia, spiegano gli esperti, sta emergendo una forma di potere: quello dei fondi di private equity. Sono loro ormai a stabilire la geografia economica dei paesi. Sono ricchissimi e di fatto incontrollabili. Comprano tutto e poi decidono che cosa fare. Possono dividere un’azienda o ristrutturarla.

Il private equity può fornire la dotazione necessaria, affiancando all’imprenditore/fondatore una squadra di manager che porti a costruire un percorso di successo.

I fondi private equity sono pieni di soldi. Negli Stati Uniti si calcola che i fondi di private equity abbiano, nel loro insieme, disponibilità liquide per qualcosa come 2500 miliardi di dollari. In Europa siamo partiti dopo, ma si stima che si possa arrivare a 500 miliardi di euro.

Da quando è caduto il muro di Berlino e si è dissolta l’Unione Sovietica la sinistra, in parte sfuggita alla ghigliottina di Mani Pulite, ha venduto l’anima alla finanza, per farsi legittimare in un percorso di affidabilità politica del quale stiamo vedendo ora gli effetti: delocalizzazioni produttive, perdita progressiva di valore del welfare, attacco alla proprietà privata (auto elettriche, casa green), pensiero unico politicamente corretto, ideologia woke (cancel culture, gender fluid, e via discorrendo), riduzione della scienza a ideologia al servizio degli interessi finanziari (clima, vaccini), introduzione di logiche transumaniste.

Il wokismo è il prodotto malsano della sinistra radicale democratica americana e dietro alla quinte di questa ideologia corrosiva per l’Occidente si agitano i poteri finanziari, con fondazioni varie pseudo filantropiche.

I due esponenti di maggiore visibilità sono Bill Gates e George Soros.

Bill Gates, con le sue fondazioni, di fatto controlla l’Organizzazione mondiale della sanità, ossia quell’organismo che dovrebbe essere super partes e che ha dato il peggio di sé durante la pandemia. Inoltre Bill Gates, che si sta accaparrando terreni in quantità, sta operando nel settore della carne coltivata e guarda caso, a fare da apripista alla bistecca in provetta c’è il socialista Timmermans, in buona compagnia con la signora Ursula Von Der Leyen, la quale non ci ha ancora resi edotti delle clausole dei contratti vaccinali con Pfizer.

Soros (anagramma di Rosso), oltre ad essere un interventista nelle faccende politiche Usa, ha, in un elenco predisposto per la sua Open Society da Kinquat Consult, ben 226 parlamentari europei, dei quali 82 dei Socialisti & Democratici e 30 del Ppe. Tra questi ci sono 13 italiani, dei quali 12 del gruppo Socialisti & Democratici, compresa la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.

Ovviamente non è un reato essere in una lista di esponenti politici ritenuti affidabili da Soros, ma è il segno di una logica politica.

Soros finanzia una quantità di organizzazioni che gravitano nella galassia woke e si è occupato di condizionare governi o, addirittura di crearli, come dimostra l’esempio ucraino.

Le politiche green dell’Unione Europea sono decise ascoltando i suggerimenti di gruppi di pressione Usa appartenenti all’area del Partito Democratico, come la Transport & Environment, finanziata da fondazioni dove compaiono i nomi dei Rockefeller e di Schwab, l’ideatore del World Economic Forum.

Un quadretto di famiglia lo si può ricavare da una tabella pubblicata da La Verità.

Tabella finanziatori

Guarda caso a guidare l’esercito marciante degli interessi green in Europa troviamo il solito Frans Timmermans.

Se analizziamo i vari provvedimenti dell’Unione Europea, vediamo sempre schierati i Socialisti & Democratici su tutti i fronti che interessano alle logiche finanziarie e a quelle dei sedicenti filantropi.

In buona sostanza si può ben dire che il comunismo finanziario ha acquistato il brand e la ditta socialcomunista e, progressivamente, ha imposto i suoi amministratori delegati, attuando una ristrutturazione ideologica che ha portato i partiti socialisti, socialdemocratici e comunisti a diventare propugnatori del wokismo in tutte le sue espressioni.

Se veniamo all’Italia, è del tutto evidente che il Partito Democratico si è perfettamente inserito nella trasformazione che ha portato la sinistra a diventare woke, radical chic, asservita al comunismo finanziario.

Dopo un percorso di trasformazione progressiva ora si è giunti all’ultima puntata, ossia quella in cui, eliminati i vecchi proprietari della “Ditta”, inviati a “pettinare le bambole” o, se si preferisce “ad asciugare gli scogli”, i veri proprietari della sinistra Rosso-Soros, ossia del Pd, hanno nominato il loro amministratore delegato, armocromico, in perfetto stile Vogue.

Il percorso è compiuto, ma tra i Socialisti & Democratici di sinistra non c’è più nulla; c’è solo un brand venduto alla finanza assieme all’anima.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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