La Russia offrì il suo sostegno ai coloni contro il dominio britannico
Il presidente russo Vladimir Putin ha rivolto un messaggio all’omologo statunitense Donald Trump in occasione della festa dell’Indipendenza USA, di cui ricorrevano ieri i 250 anni.
Un messaggio che ribadisce i buoni rapporti tra lui e il presidente usa, ma che, tra le righe, sottolinea come gli Usa siano altra cosa dagli inglesi e ogni riferimento non è casuale, in rapporto alla guerra in Ucraina.
“La firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti – ha scritto Putin – non solo ha segnato la nascita della vostra nazione, ma ha anche rappresentato un evento epocale nella storia mondiale. Fu allora che la Russia offrì il suo sostegno incondizionato ai coloni nordamericani nella loro lotta per la libertà dal dominio britannico”.
“Nel corso di due secoli e mezzo – prosegue la dichiarazione – molte pagine significative sono state scritte nella storia delle relazioni tra le nostre nazioni. Abbiamo combattuto come alleati in due guerre mondiali, liberando insieme l’umanità dagli orrori del nazismo, e successivamente, abbiamo svolto un ruolo fondamentale nel plasmare le basi dell’ordine mondiale contemporaneo. Oggi la Russia e gli Stati Uniti, in quanto due maggiori potenze nucleari al mondo, hanno una responsabilità speciale nel mantenere la sicurezza e la stabilità internazionali”.
“Sono fiducioso – conclude Putin – che l’instaurazione di relazioni costruttive, eque e reciprocamente vantaggiose tra Mosca e Washington serva gli interessi non solo dei nostri popoli, ma anche dell’intera comunità internazionale. Donald, auguro a te e ai tuoi cari salute, benessere e ogni successo, e auguro a tutti i cittadini degli Stati Uniti felicità e prosperità”.
La Russia diede, come ha ricordato Putin, un appoggio indiretto, ma significativo ai coloni americani soprattutto nel 1780, tramite la politica di neutralità armata di Caterina la Grande.
Non si trattò di un sostegno militare diretto (come quello di Francia o Spagna), ma di un aiuto diplomatico e navale che isolò la Gran Bretagna.
La Gran Bretagna chiese a Caterina II di inviare circa 20.000 soldati russi per reprimere la ribellione americana. L’imperatrice rifiutò, preferendo mantenere la neutralità e non impegnare le sue truppe (reduce da guerre recenti) in un conflitto lontano. Questo costrinse i britannici a rivolgersi ai mercenari assiani.
Il momento chiave arrivò l’11 marzo 1780 (28 febbraio secondo il calendario giuliano), quando Caterina proclamò la Prima Lega della Neutralità Armata.
Questa coalizione (Russia, Danimarca, Svezia e altri Paesi) difendeva il diritto delle navi neutrali a commerciare liberamente con i belligeranti (inclusi i coloni americani), limitando il diritto britannico di perquisire e sequestrare carichi in alto mare.
Questa politica indebolì il blocco navale britannico, facilitò il commercio (anche indiretto) con gli americani e isolò diplomaticamente Londra. Francia e Stati Uniti aderirono ai principi della Lega, che durò fino al 1783 (Trattato di Parigi).
La Russia, pertanto, non inviò truppe o armi direttamente ai coloni, ma il suo rifiuto di appoggiare attivamente la Gran Bretagna e la Lega ebbero un impatto strategico positivo per la causa americana.
Caterina era influenzata anche dalle idee illuministe e vedeva con una certa simpatia la lotta per l’indipendenza, pur restando una sovrana autocratica.





