
La Fed americana pensa di ridurre a breve i tassi di interesse e la Bce di continuare ad aumentarli. Nel contempo l’Ucraina viene nella sostanza scaricata da tutti, dopo che la Nato ha sostenuto in ogni dove che la linea sulla guerra e i suoi tempi “la dava Zelenski”.
La follia è pensare di unificare la finanza con la politica senza passare da un satrapo che pretende di salvare il pianeta controllando l’Oms e progettando di oscurare il sole .
Bill Gates è tra i finanziatori di un progetto di ricerca per frenare il riscaldamento globale attraverso la riduzione delle radiazioni solari.
Bill Gates è il nuovo Dio di internet e della finanza o più semplicemente un esaltato che si propone di stare al centro, coordinando un gruppo di narcisisti insensati, che hanno fatto molti prigionieri nel mondo della politica e, quel che è peggio, nel variegato mondo delle istituzioni?
L’Europa è usata come uno strumento dove la pazzia prevale e il fine corsa e gestito da “ottimati adultoidi cooptati” .
Nel quadro della guerra in Ucraina è quasi naturale che l’unico sbocco sarà seguire la filosofia di “chi avuto ha avuto”. Come conseguenza prevedibile ci saranno dimissioni e suicidi politici e istituzionali più o meno spintanei .
È veniamo al punto: dove si pensa di coprirsi usando una copertina corta, ovvero di continuare a costruire illusione e propaganda?
Industriali e finanzieri pensano giornalmente di difendersi essendo proprietari di giornali, strumenti utili – ma nella sostanza inutili – per continuare a barare al gioco della politica, ma sarà questa la più eclatante o forse l’ultima delle un illusioni.
Il tempo impone con la crisi e dopo il rifiuto di un serio confronto con la scienza, un serio “esame di realtà”.
La caduta dell’autorevolezza dei capi di stato è un segnale palese e un fenomeno da non sottovalutare, perché deriva da un rifiuto del confronto preventivo con i più autorevoli uomini della scienza.
Per riannodare il percorso verso un atteggiamento propositivo e un ottimismo non di maniera serve il rilancio di una politica della bilateralità. Sarà quello l’orizzonte strategico possibile.





