
di Giulio Galetti
Si sa, i temi latitano e allora ci si butta in un campo dove un po’ tutti si sentono competenti, sulla base della propria esperienza come nel caso del caro-vacanze, noto sin dai tempi di Giobbe (in ebraico: il perseguitato), probabilmente sconvolto dal prezzo di un ombrellone sul lago di Tiberiade e di un San Pietro (*) all’acqua pazza.
Ebbene sì succede.
Lo squilibrio tra domanda e offerta determina i connotati di una località “esclusiva” piuttosto che quelli di un “carnaio”.
Simple like that.
Nel frattempo i nuovi Eldorado con pesce freschissimo e accoglienza superba si rincorrono da sempre: Loano, Viserba e Viserbella, Costa del Sol, Costa Brava, Canarie, Croazia, Tunisia e ora Albania, ovvero l’ultimo paradiso del turista parsimonioso. Inutile sottolineare che le spiaggie convenienti in capo a un paio di lustri raggiungono la maturità e perdono attrattiva in ragione dell’adeguamento fisiologico dei prezzi che non sono mai insensibili quando la domanda si fa incalzante.
Si tratta della stranota legge della domanda e dell’offerta, quella che determina la presenza o meno di un cliente che paga per i servizi resi. Allego schemino ad uso degli studenti di ragioneria del primo anno, in attesa (fremente) di conoscere dove approderanno i turisti parsimoniosi dopo che, anche in Albania, un fritto misto costerà 25€ e un ombrellone altrettanto.
(*) Lo so é un anacronismo, o meglio un paradosso temporale ma era carino cosí .





