di Max Del Papa*
Dicono i miei affezionati lettori: no, io non ci credo che Giorgia va a casa entro Natale, speriamo di no. Rilancio e rincaro: non solo lo immagino ma lo spero, perché un governo che lascia sbarcare oltre centomila clandestini per lo più criminali in sette mesi e mezzo è come minimo un governo di inetti.
Valeva col PD e vale a maggior ragione con questi. Ma io non ci credo che sono solo inetti. Per me è una totale sudditanza all’Unione Europea, una manovra per accreditarsi con la casta di Bruxelles sulla pelle, letteralmente, dei cittadini italiani che si pensa di poter sedurre a vita coi proclami a base di patrioti, camerati, nazione.
Non c’è altra spiegazione, un esecutivo che fa sbarcare più di centomila tagliagole può invocare la comprensione che si vuole, le ong coordinate, le sinergie con gli scafisti, le manovre dal fondo degli stati canaglia, ma alla fine è sua responsabilità. Semplicemente, hanno messo una nullità agli Interni e il presidente del Consiglio si è del tutto disinteressata della faccenda, preoccupandosi di farsi ricevere da figuri quali Biden, Zelenky, Ursula la baronessa.
L’attenzione ai patrioti, camerati, cittadini nazione finisce qua. Adesso possono annunciare le misure che vogliono, il vaso di Pandora non glielo richiude più manco il Padreterno. Ma non vogliono. Io non so quanti siano pagati lì dentro, quanti a libro paga del dimissionario Soros, degli altri che spingono per la sostituzione etnica, immagino molti, so però che di idee quali sicurezza, scongiurare la sostituzione, tolleranza zero, blocco degli sbarchi nessuno parla più.
Giusta la regola aurea del compagno Buzzi: “Coi negri si fa più soldi che con la droga”. Il partito dei parvenu della destra sociale sta subendo una mutazione molto simile ai grillini, in meno di un anno si sono corrosi, inzuppati del potere nelle forme più lerce, nelle vanità, nei compromessi, nelle menzogne, nei voltafaccia, il loro moralismo definitivamente scomparso, la loro intransigenza completamente rinnegata.
Forse perché era solo una intransigenza parolaia, la destra le rare volte che è stata messa in condizioni di comandare non ha mai rinunciato al furto sbracato ma in grande stile. Leggiamo ora, dal solitamente informato D’Agostino, informato dai Servizi, che la signora Meloni pensa ad una grande festa a piazza di Siena per celebrare il cambio di pelle, via i sovranisti del blocco orientale, braccia aperte per la nomenklatura piddina ed europiddina nel segno del consociativismo migrante.
Contenti loro. Se sarà così, e ci sono pochi dubbi, ecco la conferma che questi oltre centomila disperati (per ora, ma per fine anno si sfiorerà la cifra-monstre dei duecentomila ufficiali, molti di più nella realtà) sono stati cercati e che dell’interesse degli italiani, tanto sbandierato, nella family meloniana che regge il partito non interessa un beneamato a nessuno.
Questa è gente più orientata al cogli l’attimo e magari qualcuno intorno, i maggiorenti no, tutti persone geneticamente per bene, diciamo i parassiti di complemento, al prendi i soldi e scappa: hanno avuto la loro occasione, mungono finché possono, spariscono. Mi ha scritto qualcuno, incredulo: ma alla perdita di credibilità non pensano?
Ma quando sei riuscito a sistemarti all’ombra della grande cornucopia europea, per molti ma non per tutti, in scia del PD style, sai dove te la metti la credibilità, sai dove te li metti i patrioti, camerati, cittadini nazione.
* https://ilfarodimaxdelpapa.altervista.org/se-centomila-vi-sembran-pochi/




