
di Massimiliano Marzano
L’intervento del Governo sugli extra-profitti è un “prelievo forzoso” del 40% effettuato una tantum solo nel 2023, per dichiarate esigenze di equità sociale.
Peraltro, il prelievo forzoso non è una misura inedita, in quanto già adottata da altri Stati UE (Spagna, ecc.) e nel ns Paese in situazioni di necessità. È doloroso, ma c’è poco da lagnarsene.
Reputo però opportuno che il Governo chieda analogo “contributo straordinario” a imprese di altri settori (energia, trasporti, alimentari, armi, farmaci, petrolieri) che hanno tratto ingenti extra-profitti dalle emergenze degli ultimi anni, oltre che dalla inflazione, dagli aumenti eccessivi dei prezzi praticati e dalla speculazione (art. 501 bis c.p.).
Quanto alle banche, va ricordata la violazione dell’art. 118, 4 co. TUB che impone che.. le variazioni dei tassi conseguenti a decisioni di Politica Monetaria siano fatte con modalità simmetriche sia per i tassi attivi sia per quelli passivi, cioè “tali da non recare pregiudizio al cliente”.
Ricordiamo infatti che da luglio 2022 la BCE ha aumentato i tassi di interesse ben nove volte, mentre molte banche hanno fatto le furbette aumentando solo i tassi attivi su mutui e prestiti, non anche quelli sui c/correnti e sui depositi. Così hanno potuto generare gran parte dei loro ingenti profitti, che oggi il Governo va a tassare.
Del resto, il principio ribadito dal TUB rispecchia è rafforza i principi civilistici di “tutela del contraente debole”, “tutela del consumatore” e “correttezza e trasparenza nei rapporti”.. anche in un “mercato speciale”, qual è quello del credito e risparmio, in cui manca una vera e propria concorrenza, di fatto registrandosi un oligopolio.
Ritengo altresì che le Autorità di Vigilanza (BI e AGCOM) avrebbero dovuto intervenire prima e sanzionare i comportamenti scorretti.
Non escludo inoltre che i risparmiatori “tosati” o “danneggiati” dalla violazione di legge di cui sopra possano adire le vie legali per chiedere il risarcimento del danno subito, essendo rimasti a lungo fermi al palo “sotto tosatura” tra gli aumenti dei tassi della Bce per ragioni di Politica Monetaria e l’approfittamento delle banche.
Il vizio è comune a tutti i contraenti forti.. che abusano della loro posizione di dominio e forzano le leggi sulla concorrenza, in assenza di efficaci e solleciti interventi delle Autority.
A giugno/luglio scorso sia Lagarde sia il Ministro del Tesoro Giorgetti avevano invitato le banche ad aumentare anche i tassi di interesse sui conti di risparmio, ma queste, salvo poche eccezioni, hanno fatto orecchie da mercante.
E adesso, di cosa si lagnano? Un po’ se la sono andata a cercare.
L’intervento del Governo a questo punto appare legittimo e corretto.





