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E’ DOLOROSO SAPERE CHE MICHELA MURGIA NON C’E’ PIU’

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E’ doloroso sapere che Michela Murgia non c’è più

Si farà molta retorica e se ne parlerà per tempo, ma a parte la pietà ed il rammarico per la scomparsa d’un essere umano, come è civile e doveroso che sia, il tentativo di farla passare per un’eroina dell’epoca sarebbe del tutto privo di logica.
Stabilire che i valori positivi, per qual che sia l’orientamento, possano provenire dall’estremismo verbale o dalle intemperanze intellettuali sarebbe un grosso errore.
La democrazia e la libertà per gli esseri umani provengono dalla tolleranza e dalla capacità di rispettare chi ha idee diverse e chi si batte per poterle esprimere alla pari di altri.
Irricevibile, inoltre, sarebbe prendere in considerazione anche il tentativo di trasformare il lessico della lingua italiana, per una furia che, più che femminista, è apparsa contro il genere maschile, introducendo un segno paragrafematico per stabilire la mancanza d’una vocale che ne indichi il genere.
Pietà si, ma un riferimento per includere l’astio e le contraddizioni, insieme ai suoi modi, come l’odio sociale nel pensare che gli altri siano solo un fastidio, sarebbe un errore anche per chi, con grande indifferenza per le questioni sociali e per le trasformazioni epocali, ragiona ancora in termini settari ed esclusivi, come per continuità d’un tempo notoriamente infettato dalle certezze ideologiche.

 

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