Al Carnevale dopo la Quaresima ogni scherzo vale
Ho scommesso con Elena Tempestini, ottima firma del nostro giornale, che prima o poi, dopo le notizie propalate con tempistica sospetta (due mesi dopo) dal Corriere della Sera, sull’hackeraggio al sistema di protezione degli Uffizi, sarebbe saltato fuori Matteo Renzi.
È andata esattamente così.
Un ackeraggio avviene il primo febbraio. Nessuno ne dà notizia. Poi, guarda caso dopo i risultati del referendum e l’attacco costante a esponenti del Governo Meloni, con l’intento di toglierlo di mezzo per dare vita a un governicchio tecnico, il molto British e quirinalizio Corriere della Sera spara la notizia vecchia di due mesi.
Dico a Elena Tempestini, che è sbalordita dal tempismo del giornale che fu di Luigi Albertini, allievo dell’amministratore del Times Moberly Bell: “Vuoi scommettere che salta fuori Renzi?”.
Bingo.
Eccolo Renzi, il 3 aprile: “Abbiamo gli hacker dentro gli Uffizi che minacciano il nostro patrimonio culturale e il ministro che fa? Alessandro Giuli se ne è accorto o è troppo impegnato a suonare il flauto in onore del dio Pan o a far polemiche con Buttafuoco?”.
Il presidente di Italia Viva al “Corriere della Sera” annuncia un’interrogazione sul caso hacker agli Uffizi. “L’Agenzia nazionale per la Cybersicurezza che cosa sta facendo? Oppure i soldi degli italiani finiscono solo nei software come Paragon che spiano i giornalisti? Sono curioso di capire se qualcuno avrà il coraggio di rispondere” conclude Renzi.
Che facciamo? Ridiamo?
Renzi, che mise le trappole al Governo gialloverde Conte uno, per passare al Governo giallorosso Conte due e per poi dimettersi dal PD per dare vita al suo partito che non raggiunge il 2 per cento, è un esperto di trappole dimissionarie.
Fece lo sgambetto al Conte due per dare il via al Governo Draghi. Ora vorrebbe fare lo sgambetto a Giorgia Meloni. Triste storia quella di un giornale che si presta a manovrette di bassa lega come questa.
Il furto di dati, secondo una nota delle Gallerie Uffizi, non avrebbe comunque portato a nessun danno, avendo recuperato tutto tramite back-up. Gli hacker avrebbe ‘ricattato’ il museo chiedendo soldi in cambio della restituzione dei dati che sono già stati recuperati.
Quelle degli Uffizi è un’altra carnevalata come quella di Sigonella. Coriandoli di notizie giocate per pura propaganda, così come le interrogazioni parlamentari che non vanno da nessuna parte.
Bisogna avvisare l’opposizione al Governo Meloni che il carnevale è passato da tempo.
Guarda caso, l’inizio ufficiale del periodo carnevalesco è stato domenica 1° febbraio 2026, giusto il giorno dell’hackeraggio.
A carnevale ogni scherzo vale.





