Lo splendido testo di Salvatore Di Bartolo, vincitore dell’ultima edizione del Premio Castello, è disponibile in libreria e nei principali store digitali
Con Eretici, Salvatore Di Bartolo offre al lettore un saggio che unisce rigore storico e acutezza d’analisi, capace di parlare al presente senza perdere di vista le lezioni del passato.
Premio Letterario Castello per la saggistica, il libro si distingue per la chiarezza espositiva e per la capacità di affrontare temi complessi con uno stile diretto e coinvolgente.
Pubblicato da LuoghInteriori Edizioni e introdotto dalla prefazione di Vittorio Sgarbi, con cui l’autore aveva già collaborato, il volume si propone come un intervento lucido nel dibattito sul conformismo culturale contemporaneo.
Il punto di partenza è l’eresia: non più solo un fenomeno storico, ma una lente per osservare i meccanismi di potere che, seppur cambiando forme, restano sorprendentemente coerenti nel tempo.
Giordano Bruno diventa il simbolo di un dissenso che, ieri, veniva represso con la violenza istituzionale, oggi si manifesta attraverso strumenti più sottili ma altrettanto penetranti: l’opinione pubblica, i media e l’autocensura.
Di Bartolo mostra come la pressione sociale possa trasformarsi in una forma di controllo altrettanto efficace di quella che un tempo si serviva del rogo.
Il saggio mette in luce le contraddizioni della società contemporanea: un mondo che si proclama inclusivo ma che tende a escludere ciò che non rientra nei parametri dominanti, delegittimando il dubbio e polarizzando la realtà.
Qui emerge il vero valore del testo: non solo l’analisi di un fenomeno, ma la proposta di riscoprire l’eretico come figura chiave per la vitalità del pensiero critico.
Lo stile asciutto e privo di orpelli accademici rende la lettura scorrevole e incisiva. Di Bartolo non si limita a osservare, ma invita a prendere posizione, a riconoscere il dissenso come risorsa, e a difendere il diritto a un pensiero libero e indipendente.
In tempi di semplificazioni e contrapposizioni nette, Eretici ricorda che una società veramente aperta non teme le voci fuori dal coro: le valorizza.
Un libro controcorrente, necessario, che sprona il lettore a riflettere sul rapporto tra libertà, potere e responsabilità individuale.





