Il liberismo è il nuovo credo
Tra un ‘rutto’ artistico di Fedez e la Toccata e Fuga in re minore BWV 565 per organo di Bach, dovremmo ancora cogliere la differenza. Forse.
Tatuaggi e orecchini al naso non ci rendono più esclusivi e liberi, ma solo più convenzionali vista la diffusione. Rinunciamo a perseguire una superiorità ed un rigore. Corpi illustrati e chincaglierie metalliche inserite nella pelle, erano appannaggio di galeotti e pirati.
Adottando questi “stili” da interdetti assumiamo anche un modello di vita retta dal caos. Atto di libertà? Vocazione?
Mah, io non giudico una persona dall’aspetto esteriore, non sono così ottuso. Tuttavia, ci vedo un abbassamento di stile.
Fare ciò che ci piace non vuol dire cedere ad ogni stimolo o moda. Oggi fare quello che ‘devo’ diventa sempre più difficile. Sembra sempre più palese la voglia matta di fuggire dal proprio destino.
Da adolescenti sentiamo e crediamo di poter fare qualunque cosa, di avere di fronte infinite possibilità. Crescendo, comprendiamo che questa vertigine del possibile è illusoria.
Migliaia di ragazze e ragazzi fanno la fila per accedere ai programmi di Talent, col sogno di sfondare nel canto e nello spettacolo, magari senza studio e preparazione. Insomma, ci scopriamo tutti artisti. Sarà.
Scegliere il facile anziché l’arduo, la vacanza anziché l’autenticità. La gioventù è orientata dai media verso il piacere, cosa diversa dalla felicità. Il piacere sovente è lo sballo, l’oblio temporaneo attraverso alcol e droga.
I vascorossi et similia ci sovrastano di fesserie sul genere “esprimi te stesso”, “fai che ti pare”, “liberi, liberi”.
Dimenticare sé stessi è l’unica cosa salvifica oggi; è fare quel che si deve senza proiettare i propri demoni interiori.
Colpa della nostra generazione se alcuni ragazzi tagliano la gola agli insegnanti? Forse.
Non siamo stati capaci a tenere la barra dritta. Abbiamo ascoltato le sirene psicanalitiche e sociologiche. In mancanza di padri e di guide, i nostri ragazzi son rimasti infervorati dai rapper, delinquenti a piede libero, alla ricerca di virilità posticcia attraverso la violenza e tenuta in nessun conto la vita.
La politica è cieca e sorda. Incapace di indicare un senso, una visione.
Il liberismo è il nuovo credo. Cosa volete che interessi dei problemi della Nazione a questa sottoclasse di cialtroni, con i loro culi al caldo e sostenuti da stipendi grassi, magari scortati per fare spesa nelle boutique, pieni di privilegi immeritati?
Cosa volete che interessi a costoro se in molti quartieri metropolitani vige la legge della giungla con bande di criminali, in buona parte clandestini?
Troppi di noi adulti, abbandonano la prima linea, stanchi di combattere. Tutto è scombinato, il provvisorio diventa regola.
L’Italia – ma gli altri non sono messi meglio – è in uno stato d’agonia da tempo, ma le liturgie di Stato credono di compensarlo con le parate, gli omaggi ai morti, le ricorrenze per le stragi.
Le istituzioni sono stipendifici di inetti e fannulloni e noi cittadini-sudditi tiriamo a campare. Non c’è domani, se non seguire la scia degli psicopatici che governano ‘sta parte di mondo.
Gli indo-europei che fondarono l’Occidente, sono solo un ricordo. La barbarie è tornata. Abbiamo perduto i sapienti, i cavalieri, i grandi condottieri. Lo spirito è tramontato.
Il caso e la necessità orientano il mondo e non saranno sussulti nostalgici a far riprendere la rotta. I contemplativi sono spariti, l’azione pura è sostituita da impulsi meccanici.
Carattere e fedeltà ad un’idea superiore sono aspetti dimenticati. Non evoco il bel tempo che fu se mai ci fu. Il passatismo non mi incanta, ma è pur vero che la Fonte Originaria Luce attraversò la Terra.
La nobiltà d’animo rese grandi i popoli. La Tradizione non è monolitica ma muta forma in base ai tempi, ci vogliono però esseri in grado di incarnarla e non guide cieche.
Le crisi rendono necessarie le idee-forza. La coscienza dovrebbe tuffarsi nel sacro. Basterà un manipolo di risvegliati ad opporsi alle dissipazioni terrene?





