
di Marco Sarli
È veramente sorprendente la vivacità culturale unità ad un acume senza pari, tratti distintivi di un uomo, Henry Kissinger, che, oramai lo possiamo dire perché sono trascorsi due mesi dal genetliaco, a cento anni suonati riesce, a differenza di eminenti donne e uomini al vertice dell’amministrazione Biden, a colloquiare a quattrocchi con Xi Ping, a non farsi avvelenare da funghi tossici come è purtroppo accaduto di recente alla Segretaria al Tesoro, Janet Allen, o a fare la trottola spesso a vuoto come il potente capo di turno della Central Intelligence Agency, per non parlare di un Segretario di Stato che non ha nemmeno le informazioni atte a fargli sapere che il suo omologo cinese.
Nonostante la veneranda età la sua agenda, che poi coincide con quella della sua creatura (Kissinger & Associates), è fitta da far paura e lui trova il tempo anche per farsi fotografare con la nostra presidentessa del Consiglio sulla quale forse nutre qualche perplessità di genere a causa dell’ostinazione con la quale pretende di essere chiamata con titoli declinati al maschile!
Repetita iuvant e forse l’anziano uomo di sottile ragionamento avrà pensato che alla giovane donna, la più a destra tra i leader dell’alquanto ammaccato Gruppo dei sette grandi del Pianeta, nonché prossima presidente di turno dello stesso organismo, servissero davvero delle rapide, quanto efficaci, lezioni di ripetizione.





