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GUARDARE AL FUTURO PER AGIRE NEL PRESENTE

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di Sergio Restelli

Siamo alle fasi iniziali di una sfida decisiva per il futuro umano, tra due visioni di futuro interne ad un umanità ora violentata da un conflitto dai connotati impensabili e imprevedibili scatenato da contendenti dimostratisi incapaci di governare la loro conflittualità e dotati di esperienza in sopraffazione di altri popoli o in nome della democrazia o di un diritto di difesa presunto e anticipatorio!

Come rapaci ora vomitano morte e distruzione utilizzando tutte le loro capacità di “progresso” a cui scienza e tecnologia si erano piegate. In questo clima all’interno delle società avviene un altro confronto reale e decisivo,tra chi sostiene l’avanzamento tecnologico illimitato, chiamato progresso e chi è convinto che servano limiti morali, politici, e materiali e che la barriera invalicabile sia il rispetto della natura e della persona umana.

Vi è da notare che mentre il governo degli Stati Uniti annaspi in termini di influenza e credibilità nella comunità mondiale più l’oligopolio statunitense formato dalle cinque corporation lo sostituisce penetrando ,condizionando e orientando le società dei social e del “progresso”dalla scienza alla tecnologia.Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft altrimenti dette le Big tech dominano nel mondo questo settore strategico va sottolineato però che sono strumento letteralmente nelle mani di tre attori finanziari americani: BlackRock, Vanguard e State Street.

Le “Big Three” che sono i veri ispiratori di un futuro che stiamo vivendo nell’incoscienza del pensiero,una rivoluzione radicale che potrebbe cambiare senso e destino all’umanità,un processo in marcia verso la neutralizzazione delle identità e delle differenze originarie, la rimozione della memoria trasferita nei server di stoccaggio, la vanificazione degli assetti, di ruoli e rapporti su cui si fonda l’umanità: la famiglia, i sessi, la procreazione.

Alla radice c’è il rigetto di ciò che siamo per natura.La lotta contro il destino non risparmia alcuno: donna o uomo si diventa, la scelta è soggettiva, revocabile,siamo nomadi in un perenne transito,anche senza muoverci,naviganti nell’oceano virtuale,uno, nessuno,centomila, mutanti e trans perfetti. Non ci si chiede più se qualcosa sia bene o male, giusto o sbagliato, ma se è “tecnicamente” possibile, fattibile e profittevole.

L’alchimista postmoderno non tramuta più la pietra in oro, trasforma, modifica, trascende la materia per ricrearla virtualmente in emozioni Conta solo il viaggio, l’origine fa arrabbiare perché non l’abbiamo scelta “liberamente” La negazione della natura, della verità e della realtà, l’odio per il destino e i limiti, la preferenza per l’artificiale, l’intronizzazione dei desideri, dei capricci, delle utopie, hanno un obiettivo terribile: la fuoriuscita dell’uomo da sé stesso.

L’uomo affida se stesso alla tecnica e alla tecnologia non per migliorare ma per diventare altro da sé.Un uomo ottiene di diventare donna per legge semplicemente perché così vuole. Il suo corpo è un mero accessorio. Ciò che è tecnicamente fattibile non è un’opportunità da esplorare e da sottoporre al tribunale dell’etica, della prudenza,del bene e del male, ma un’ obbligazione da sperimentare ad ogni costo.

La sfida che si presenta è biopolitica, il controllo della vita, del corpo, del pensiero. Il cambiamento è diventato una costante accelerata nella nostra vita, ci troviamo in un perenne transito verso un futuro sempre più tecnologico e artificiale. La nostra cultura attuale premia l’ibridazione con l’artificiale,stiamo procedendo verso una svolta epocale che ci porterebbe oltre l’umanità per come l’abbiamo sempre conosciuta.

Questo cambiamento epocale ci potrebbe portare a una transumanza e infine a una post-umanità, dove l’uomo si trasforma in una specie nuova, ibridata con la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale. L’uomo, spinto da una volontà di potenza e superamento di ogni limite, sta trasformando la propria essenza. Il proprio concetto di dignità umana è messo in discussione, e la fede in Dio e il rispetto per la natura sembrano essere superati dalla corsa verso una tecnologizzazione totale.

La nostra società si sta decomponendo,mentre il mercato si focalizza su tecnologia e profitto. La scuola stessa incoraggia l’identificazione secondo desideri individuali , senza considerare le caratteristiche naturali e reali delle persone.Il conflitto tra culture umaniste e deliri post e transumanisti è l’ultimo confronto, la posta in gioco è la persistenza della creatura umana, la specie homo sapiens. La biocrazia e il controllo della vita potrebbero sfuggire al controllo umano, portando a una situazione pericolosa.

In questo scenario di cambiamento accelerato, è determinante mantenere una consapevolezza critica e una riflessione etica. La spinta verso transumanza e post-umanità deve essere attentamente valutata considerando le implicazioni sociali, etiche e morali. Il confronto tra queste visioni opposte tra le motivazioni della conservazione e quelle cambiamento determineranno il destino della nostra specie e del nostro pianeta. Affrontare questo confronto richiede un profondo esame di coscienza come individui e come società.

La discussione deve procedere oltre i meri interessi economici e tecnologici. Dobbiamo impegnarci a riflettere su come i progressi scientifici e tecnologici influenzino la nostra cultura, la nostra etica e il nostro concetto di umanità. Solo attraverso una visione ampia e inclusiva possiamo sperare di affrontare questa fase di transizione in modo consapevole.La scienza e la tecnologia sono strumenti potenti, ma devono essere guidati dalla saggezza e dalla responsabilità umana.

Dobbiamo adottare un approccio olistico che integri il progresso tecnologico con una visione etica, ecologica e sociale.Non possiamo permettere che la ricerca del profitto e del potere distolga la nostra attenzione da ciò che è veramente importante: la protezione della nostra umanità, della nostra diversità e della nostra casa comune, il pianeta Terra.In questo confronto tra una visione umanistica e una tecnologica, dobbiamo promuovere un dialogo aperto e inclusivo che coinvolga scienziati, filosofi, leader religiosi, politici e i cittadini .

Solo attraverso un’ampia partecipazione possiamo sperare di trovare un equilibrio sostenibile per il futuro.La consapevolezza del cambiamento epocale che stiamo vivendo ci impone di agire con responsabilità e cura, fare scelte informate e ponderate, riconoscendo che ogni passo in avanti ha implicazioni profonde per noi e per le generazioni future invece di abbracciare acriticamente ogni nuova tecnologia, dobbiamo essere capaci di chiederci se ciò che è tecnicamente fattibile è anche eticamente desiderabile.

Questo richiede una maggiore alfabetizzazione scientifica ed etica dei cittadini nella società.Il futuro della nostra umanità dipende dalla nostra capacità di adattarci ai cambiamenti in corso e di orientare il progresso tecnologico verso il bene comune. Siamo i custodi della nostra essenza umana, guidati da una profonda compassione per gli altri eper noi stessi e per la nostra casa condivisa.Il confronto tra progresso tecnologico illimitato e limiti etici e morali è la sfida più importante che l’umanità affronti oggi.

Abbracciare il cambiamento con saggezza e riflessione, cercando un equilibrio tra il desiderio di innovazione e il rispetto per ciò che ci rende umani. Solo così potremo sperare di costruire un futuro sostenibile e prospero per tutti.Coltivare una nuova visione dell’umanità, una visione che riconosca l’interconnessione tra tutte le forme di vita sulla Terra. Dobbiamo comprendere che siamo parte di un grande ecosistema, in cui ogni azione ha ripercussioni su tutto il sistema.

La promozione di un’etica della cura e del rispetto per la vita in tutte le sue forme diventa cruciale. Dobbiamo superare l’idea di dominio sulla natura con un approccio di collaborazione e armonia con essa. Educhiamo le nuove generazioni a sviluppare un pensiero critico e riflessivo, capace di valutare i complessi mutamenti in essere alla luce dei valori umani fondamentali. Una educazione incentrata sulla formazione di cittadini consapevoli, capaci di prendere autonomamente decisioni etiche e sostenibili.

In parallelo, si responsabilizzino le figure di leadership, politici, religiosi imprenditori sindacati e scienziati, affinché si assumano la responsabilità di condividere una visione di progresso tecnologico nella giusta direzione. Questo implica un cambiamento di mentalità, in cui il bene comune prevale sugli interessi individuali o di gruppo.

Si investa nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che rispettino l’ambiente e promuovano il benessere umano. L’innovazione deve essere orientata verso soluzioni sostenibili per i problemi globali, come il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali e le malattie.La regolamentazione e la supervisione sono fondamentali per garantire che il progresso tecnologico sia guidato da valori etici la cui riflessione sia accompagnata da azioni concrete.

Si agisca in modo solidale per promuovere un cambiamento di paradigma, in cui l’essere umano si riconnette con la natura e riscopra il senso di appartenenza a una comunità globale.Il confronto tra la visione tecnocratica dell’uomo e quella umanistica è un’opportunità per riappropriarci del nostro destino scegliendo di abbracciare un futuro in cui la tecnologia ci assista nel migliorare la nostra vita, preservando allo stesso tempo i valori fondamentali dell’umanità.

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  • Redazione

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