Home Economia e finanza POTERE D’ACQUISTO, COSA RESTERA’ DI QUEGLI ANNI ‘80

POTERE D’ACQUISTO, COSA RESTERA’ DI QUEGLI ANNI ‘80

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di Alberto Frau


La banconota da 100.000 lire e il valore dei soldi del passato
 
Primi anni Ottanta. Tanto per posizionare la memoria: in quel periodo lo stipendio di un operaio è pari a circa 600.000 lire. Il costo di un giornale è di 650 £, il biglietto del tram di 500 £, di una tazzina di caffè di 400 £. Il pane costa 1.200 lire al kg, il latte circa 800, la pasta circa 1.000, la carne di manzo circa 11.000. Un litro di benzina costa in media 1.300 lire ed 1 grammo di oro è quotato circa 12.000 lire.

In Italia c’è il primo governo a guida socialista: il “pentapartito DC-PSI-PSDI-PRI-PLI”. L’esecutivo –  retto dal socialista Bettino Craxi (Ministro del Tesoro il democristiano Giovanni Goria) con il placet del Governatore della banca d’Italia (Carlo Azeglio Ciampi) – decide di rinnovare tutte le banconote circolanti nel Paese. Il progetto è quello di inserire nei biglietti da 1.000, 5.000 e 10.000 e 50.000 i ritratti di Marco Polo, Vincenzo Bellini, Gian Lorenzo Bernini introducendo una grafica molto più accattivante e moderna e con dei rimandi a personaggi chiave della storia dell’Italia e del mondo intero.
 
E’, inoltre, emessa la nuova banconota da 100.000 in cui sul recto e raffigurato Caravaggio con alle spalle il suo dipinto “Buona ventura”, mentre sul verso è riportata la sua opera “Canestra di frutta” a simboleggiare abbondanza e ricchezza. La nuova banconota sostituisce quella precedente (la prima banconota da 100 000 lire in assoluto), quella dedicata allo scrittore Alessandro Manzoni.
 
Il resto è storia.
 
Il fenomeno inflazionistico che caratterizzerà il primo quinquennio raggiungerà un tasso del 20% e così la nuova banconota da 100.000 lire, emessa nell’ottobre del 1983, equivarrà, in potere d’acquisto, a quella di 15.000 lire del 1967. La banconota costituirà fino al 1993, e poi in una versione leggermente differente dal punto di vista grafico, dal 1994 fino al 1998, il formato monetario più in vista del nostro Paese. Sarà poi sostituita dalla banconota da 500.000 lire.
 
Le dinamiche di prezzi e salari, dunque, incideranno sempre più sul consumatore italiano, dividendo schiere di economisti, politici, opinionisti e non solo in riflessioni argute sull’inflazione. Ciò nonostante, la svalutazione non accennerà a rallentare e nel 1990 le banconote da 50 000 e 100 000 lire arriveranno ad un valore d’acquisto pari a quelle da 5 000 e 10 000 lire nel 1967!
 
Per chi avesse voglia di ritornare indietro nel tempo, senza farsi ingannare dalla memoria, suggerisco l’utile “calcolatore” de “Il Sole 24ore”, di cui riporto il link: https://lnkd.in/dB_sE448

Potrete così verificare come le dinamiche di prezzi e salari abbiano finora inciso sulle nostre vite e quanto incideranno sul nostro futuro.

Autore

  • Redazione

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