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LE “OVVIETÀ” DI GIORGIA

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Giorgia Meloni, richiesta di un commento sull’intervista rilasciata da Marina Berlusconi a difesa dell’onorabilità di suo padre, aveva espresso un’ovvietà, ossia che la figlia di Silvio Berlusconi non è un soggetto politico.

A quanto ci risulta Silvio Berlusconi era un senatore della Repubblica ed era il presidente politico di Forza Italia, mentre Marina Berlusconi non ha incarichi politici di alcun genere.

Tuttavia, di fronte ad un’ovvietà si sono aperte le cateratte del cielo. Immediatamente i guerriglieri mediatici hanno messo l’elmetto, il giubbotto antiproiettile e si sono recati in trincea, lasciando sguarnito il fronte dell’allarme calura, per stabilire che dopo lo sgarbo di Giorgia Meloni a Marina Berlusconi, la seconda, adirata con la prima, avrebbe messo in crisi il governo, ossia avrebbe realizzato il sogno nel quale vivono ormai da tempo i media di sinistra, sempre più lontani da una dura realtà e cioè che, piaccia o non piaccia, il Governo Meloni sembra davvero destinato a durare fino a fine legislatura.

Ieri Marina Berlusconi ha chiuso la fase dei temporali mediatici dicendo che tra lei e Giorgia Meloni va tutto bene e che nei confronti del presidente del Consiglio nutre stima e rispetto.

La frenesia militante di alcuni media li ha a tal punto accecati da non capire che cosa ha voluto dire, con un’ovvietà, Giorgia Meloni.

Il presidente del Consiglio ha detto che Marina Berlusconi non è un soggetto politico e con ciò ha evidenziato, salvaguardato ed esaltato, il grido di dolore privatissimo della figlia di Silvio Berlusconi per il trattamento post mortem che gli viene riservato.

Questo grido di dolore, che è anche denuncia pubblica, di un privato cittadino non è manipolabile politicamente, non è ascrivibile a posizioni politiche e rimane quello che è, in tutta la sua autenticità e in tutta la sua valenza.

Giorgia Meloni, dicendo un’ovvietà, ha riconosciuto il peso morale della denuncia di Marina Berlusconi, evitando che tale indubbio peso morale venisse pasticciato colorandolo di connotati politici e, al contempo, ha fatto capire che la politica riguarda i soggetti politici e, in questo caso, Forza Italia, il cui segretario è Antonio Tajani.

Stima e rispetto, come ha sottolineato Marina Berlusconi, significa anche rispettare le volontà dei singoli.

Marina Berlusconi non ha dichiarato di mettersi in politica, di voler guidare Forza Italia, di entrare nel dibattito politico. Che la famiglia Berlusconi abbia fatto sapere di essere vicina e sostenitrice di Forza Italia è cosa ben diversa dal considerare i suoi membri soggetti politici.

In un mondo mediatico ormai privo dei fondamentali siamo ormai nella notte della ragione, dove tutti i gatti sono grigi, ma fa davvero impressione vedere come la militanza superi ogni senso del pudore e ogni capacità raziocinante.

Mala tempora currunt.

Autore

  • Redazione

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