Home editoriali ALIENATI D’EUROPA, MEGALOMANI, BUGIARDI, PERICOLOSI

ALIENATI D’EUROPA, MEGALOMANI, BUGIARDI, PERICOLOSI

0

Il capo dello Stato italiano Sergio Mattarella, al forum di Cernobbio, ha detto che dovremmo andare avanti verso un’Europa più completa, dato che questa Europa, nonostante i suoi limiti, ha dato prova di scelte lucide. “Ricordiamo -ha detto – solo le recenti lucide scelte operate dalla Commissione Von der Leyen a seguito della pandemia: sono apparse un segno incoraggiante di discernimento”.

Peccato che a maggio alla von der Leyen sia arrivato uno schiaffo del Tribunale dell’Ue in merito al cosiddetto Pfizergate. I giudici di Lussemburgo hanno dato ragione al New York Times e hanno annullato la decisione con cui la Commissione europea aveva respinto l’accesso agli sms scambiati tra la presidente e l’amministratore delegato di Pzifer, Albert Bourla, per l’acquisto di milioni di dosi di vaccini durante la pandemia di Covid-19. Non basta affermare di non essere in possesso dei documenti richiesti, si legge nella sentenza. L’esecutivo Ue avrebbe dovuto “fornire spiegazioni credibili” per dimostrare perché tali documenti siano irreperibili. E non l’ha fatto.

A novembre 2020, la Commissione e la sua presidente von der Leyen avevano identificato i sieri di Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Novavax, per dare il via all’imponente campagna vaccinale anti Covid. 

A gennaio c’è stato l’acquisto per 300 milioni di dosi Pfizer, a cui si aggiungono acquisti per ulteriori 100 milioni di dosi ad aprile. Pochi giorni dopo l’annuncio di un altro contratto.

Matina Stevis-Gridness, giornalista del New York Times, ha chiesto di visionare la corrispondenza tra i principali protagonisti di questa storia, la presidente della Commissione e l’amministratore delegato di Pfizer. Un accesso negato perché, ha sostenuto Bruxelles, i messaggi di testo non sono disponibili.

La Commissione europea non ha negato lo scambio di messaggini tra von der Leyen e Bourla, sottolineando che si trattava di una “situazione senza precedenti” e che non esisteva al tempo alcuna legislazione per contratti di quel tipo con le industrie farmaceutiche. Ma i messaggini “servivano solo per velocizzare la comunicazione“, hanno detto a Bruxelles. Non sono stati archiviati perché non contenevano nulla di rilevante.

Nella sentenza emessa oggi (15 maggio), i giudici di Lussemburgo hanno osservato che le risposte fornite dalla Commissione nel corso dell’intero procedimento in merito ai messaggi di testo richiesti si sono basate “o su ipotesi, oppure su informazioni mutevoli o imprecise“. D’altra parte, il quotidiano newyorkese ha presentato “elementi pertinenti e concordanti che descrivono l’esistenza di scambi, in particolare sotto forma di messaggi di testo, tra la presidente della Commissione e l’amministratore delegato di Pfizer nell’ambito dell’acquisto di vaccini durante la pandemia di Covid-19″.

Sono queste le scelte lucide della Von der Leyen?

Prendiamo, a proposito di Ursula von der Leyen, la pietosa sceneggiata dell’aereo atterrato con il pilota con in mano le carte per capire dove era l’aeroporto.

IMG 4647

 Secondo Flightradar24, il volo avrebbe dovuto durare 1 ora e 48 minuti. La durata è stata di 1 ora e 57 minuti. Il transponder dell’aereo ha segnalato una buona qualità del segnale GPS dal decollo all’atterraggio.

Flightradar24 è un sito web di proprietà dell’editore svedese Svenska Resenätverket AB che offre servizi di tracciamento di voli in tempo reale ed ha un archivio dei voli eseguiti in passato.

Con clamore mediatico si è parlato di attacco al Gps da parte della Russia, per fare della von der Leyen una vittima e per darle visibilità. Dopo poche analisi di esperti, il pallone si è sgonfiato, facendo fare alla Commissione e ai soliti pifferai una figura di palta.

Sono questi i lucidi esempi della struttura burocratica e mediatica dell’Unione Europea che riesce a raccontare panzane smentite e sbeffeggiate in tempo reale.

Nemmeno i bambini beccati a rubare la marmellata riescono a mentire cosi pacchianamente.

Mattarella ha poi detto che bisogna “completare il mercato dei capitali, le transizioni verde e digitale, affrontare le questioni della pace e della difesa, rispondere alle domande di competitività, dettare regole per gli OTT affinché i cittadini non siano oggetti nelle loro mani, nonché il tema della Intelligenza artificiale, sono tutti capitoli necessari se non indispensabili”.

Qui il link del discorso integrale di Mattarella: https://www.lastampa.it/economia/2024/09/06/news/forum_cernobbio_discorso_presidente_mattarella-14610879/

Peccato che questa descritta da Mattarella sia un’Europa immaginaria, mentre la realtà è ben diversa e ci si presenta densa di presagi negativi, per non dire autoritari e che la transizione verde sia la causa dello sfascio del Vecchio Continente.

Volete un esempio di cialtroneria megalomane e bugiarda? La Francia si scaglia contro Israele e dice che riconoscerà lo Stato di Palestina.

Nel frattempo, nel 2024 gli ordini di armi ad aziende francesi da parte di Israele hanno raggiunto 27,1 milioni di euro, il livello più alto dal 2017, secondo un rapporto del ministero della difesa francese a cui ha avuto accesso Mediapart.

Questo dato si inserisce in un anno record per le esportazioni di armi francesi, con 21,6 miliardi di euro di ordini globali.

Le consegne effettive a Israele ammontano a 16,1 milioni di euro, in linea con la media degli ultimi dieci anni. Nonostante una diminuzione delle licenze di esportazione (da 75 nel 2023 a 50 nel 2024), il valore autorizzato è più che raddoppiato, passando da 176,2 a 387,8 milioni di euro. Le licenze includono componenti per munizioni (122 milioni di euro), equipaggiamenti di controllo del fuoco (6,4 milioni) e dispositivi di imaging (5 milioni). La Francia giustifica queste esportazioni sottolineando che i componenti sono destinati a sistemi difensivi o per riesportazione.

L’Europa della realtà è guidata da alienati, megalomani, bugiardi e pericolosi.

Dopo che Trump ha preso a pesci in faccia i Volonterosi, dicendo loro di comperare meno petrolio dalla Russia, se andiamo a vedere cosa fanno gli euroepei notiamo come le bugie siano all’ordine del giorno.

Secondo Crea – Centre for Research on Energy and Clean Air – (https://energyandcleanair.org/june-2025-monthly-analysis-of-russian-fossil-fuel-exports-and-sanctions/) i maggiori importatori di energia russa sono i seguenti:

Carbone: dal 5 dicembre 2022 alla fine di giugno 2025, la Cina ha acquistato il 44% di tutte le esportazioni di carbone della Russia. India (19%), Turchia (11%), Corea del Sud (9%) e Taiwan (4%) completano la lista dei primi cinque acquirenti. 

Petrolio greggio: la Cina ha acquistato il 47% delle esportazioni di greggio della Russia, seguita dall’India (38%), dall’UE (6%) e dalla Turchia (6%). 

Prodotti petroliferi: la Turchia, il maggiore acquirente, ha acquistato il 26% delle esportazioni di prodotti petroliferi della Russia, seguita dalla Cina (13%) e dal Brasile (12%). 

GNL: l’UE è stata il principale acquirente, acquistando il 51% delle esportazioni di GNL della Russia, seguita dalla Cina (21%) e dal Giappone (18%). 

Gas da gasdotto: l’UE è stata il principale acquirente, acquistando il 37% del gas da gasdotto russo, seguita dalla Cina (30%) e dalla Turchia (27%). 

Secondo Crea, nel secondo trimestre del 2025, le esportazioni russe di gas fossile verso l’Europa, inclusi GNL e gas trasportato tramite il gasdotto TurkStream, hanno continuato a diminuire, aggravando la recessione iniziata nel primo trimestre a seguito della fine del transito del gas attraverso l’Ucraina. Le esportazioni mensili totali sono scese da 3,32 miliardi di metri cubi ad aprile a soli 3,01 miliardi di metri cubi a giugno, con un ulteriore calo del 9,4% rispetto al trimestre precedente. I dati confermano che la Russia sta faticando a reindirizzare i flussi in modo efficiente attraverso rotte alternative e che gli acquirenti europei stanno accelerando gli sforzi di diversificazione.

Le esportazioni di GNL sono rimaste relativamente stabili durante il trimestre, attestandosi intorno a 1,81 miliardi di metri cubi ad aprile e chiudendo a 1,81 miliardi di metri cubi a giugno, con fluttuazioni solo marginali. Ciò suggerisce che la Russia sta mantenendo la capacità di esportazione via mare nonostante i vincoli logistici e legati alle sanzioni. Tuttavia, i flussi del gasdotto TurkStream sono diminuiti significativamente, passando da 1,51 miliardi di metri cubi ad aprile a 1,19 miliardi di metri cubi a giugno, con un netto calo del 21%. I flussi tramite Turkstream hanno registrato un calo del 16% su base trimestrale nella prima metà del 2025. Questa forte contrazione è particolarmente evidente in quanto Turkstream rimane l’unica importante rotta diretta di gasdotto ancora operativa tra Russia e UE.
Nel complesso, le esportazioni di gas russo verso l’Unione Europea sono chiaramente in calo, con il secondo trimestre che segna una continuazione della recessione strutturale iniziata alla fine del 2024. Le importazioni UE dalla Russia tramite gasdotto si stanno riducendo e i volumi di GNL, pur essendo più resilienti, non stanno aumentando abbastanza rapidamente da compensare la perdita.

Tutto vero, fino ad un certo punto. Infatti il petrolio russo starebbe continuando ad arrivare (quasi) indisturbato in Europa, tramite la Turchia.

Gli idrocarburi di Mosca sono fatti transitare nei porti della Turchia, dove sono trasferiti su navi locali per poi essere rivenduti come se fossero turchi. Vladimir

Con la complicità del Paese governato da Recep Tayyip Erdogan gli europei fanno i furbi.

La denuncia arriva da una ricerca condotta dal Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea) e dal Center for the Study of Democracy (Csd), secondo cui Ankara starebbe aiutando il Cremlino a proteggere il suo commercio di combustibili fossili, che costituisce quasi la metà del suo bilancio ed è fondamentale per sostenere i costi dell’invasione dell’Ucraina.

https://energyandcleanair.org/wp/wp-content/uploads/2024/05/CREA_CSD_A-Kremlin-pit-stop_The-EU-imported-EUR-3-bn-of-oil-products-from-Turkish-ports-handling-Russian-oil.pdf

Crea 2

Le menzogne non finiscono mai.

Sempre più benzina e diesel prodotti dall’India raggiungono l’Europa e gli Stati Uniti, in sostituzione di quelli russi, su cui gravano le sanzioni occidentali. Peccato che il greggio usato dalle raffinerie indiane provenga in buona da parte da Mosca. Un commercio che, in sostanza, consente ai giganti del petrolio controllati dal Cremlino di aggirare l’embargo imposto dall’Ue.

A Bruxelles lo sanno benissimo, ma così va il mondo.

Veniamo alla parte più stridente tra la realtà e il sogno di Mattarella.

“Il progetto europeo interessa – ha detto il capo dello Stato italiano – , riguarda, l’intero pianeta: un progetto inclusivo, basato sul riconoscimento della pari dignità delle persone, dei popoli, dei Paesi”.

È così davvero? Che ne pensano i greci del massacro voluto da Germania e Francia?

Che ne pensano i francesi che hanno visto mettere fuori gioco con il solito giochetto della magistrature che entra a gamba tesa nella politica il possibile candidato alla presidenza della Repubblica non gradito ai vertici di Bruxelles?

E che possiamo pensare della circolare del ministro della Sanità francese, Catherine Vautrin, che ha fatto sapere agli ospedali civili che entro il 26 marzo devono prepararsi a ricevere per 60 giorni 100 feriti al giorno. Sei mila feriti in sessanta giorni. Si ipotizza una repressione di massa?

E che diciamo della Romania, dove più volte si è rifatta un’elezione perché i risultati non piacevano a Bruxelles?

Su questo stesso numero del giornale, Marco della Luna, a proposito della quantità di decessi che hanno funestato i candidati di Afd in Germania, scrive: “Le probabilità che siano morti senza intervento di qualcuno, in percentuale, sono 4,198 per 10 alla meno 25, cioè nulle. Ebbene, in parallelo, le democratiche autorità tedesche stanno facendo una perizia giuridica per accertare se quel partito sia pericoloso per la democrazia, e quindi discioglierlo e proibirlo”.

Viene sempre in mente quanto ha detto a Monaco J.D.Vance: “La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Quello che mi preoccupa è la minaccia dall’interno: l’arretramento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”.

“Mi ha colpito – ha detto Vance – il fatto che un ex commissario europeo sia andato recentemente in televisione e si sia rallegrato del fatto che il governo rumeno abbia appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non dovessero andare come previsto, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania. Queste affermazioni così disinvolte sono scioccanti per le orecchie degli americani. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è costruito come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo tribunali europei che annullano elezioni e alti funzionari che minacciano di annullarne altre, dovremmo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi perché credo fondamentalmente che siamo nella stessa squadra.  Dobbiamo fare di più che parlare di valori democratici, dobbiamo viverli”.

Nelle stanze del Quirinale sono giunti gli stessi echi che hanno valicato l’Oceano o la barriera delle Alpi impedisce una chiara visione di quanto accade?

Se passiamo alla solidarietà europea c’è solo da mettersi le mani nei capelli.

Il presidente della CSU e primo ministro bavarese Markus Söder, in un’intervista al Rehinische Post ha tranquillamente affermato: “Vogliamo tutti aiutare l’Ucraina. Ma non tutti capiscono perché gli ucraini ricevano il reddito di cittadinanza qui, anche se non hanno ancora potuto contribuire al sistema di previdenza sociale”

Richiesto di un parere sulla guerra in Ucraina, Söder ha bellamente affermato: “La pace al momento non è in vista. È quindi legittimo considerare l’idea di rimandare in patria gli ucraini abili al lavoro per garantire la sicurezza del loro Paese”

Söder passa poi alla politica industriale e dice: “Abbiamo bisogno di un ammodernamento industriale, soprattutto dopo i dazi statunitensi. Questo vale anche per l’ingegneria meccanica e l’industria chimica. Ciò richiede una politica energetica diversa, soprattutto un’espansione delle centrali elettriche a gas, soprattutto per i nostri centri industriali nel sud e nell’ovest. Dobbiamo essere onesti: le energie rinnovabili sono una buona cosa, ma da sole non bastano”.

Siamo lontani mille miglia dalle politiche green. Mattarella dovrebbe chiedere al suo staff di leggere anche i giornali tedeschi, non solo le esternazioni dei soliti commissari del nord Europa, ormai cassa di risonanza delle follie politiche di questi anni di disfacimento delle realtà produttive europee.

Per l’Unione europea ha detto il commissario per l’energia, Dan Jorgensen, all’arrivo al Consiglio Ue informale tenutosi a Copenaghen “l’obiettivo è molto, molto chiaro. Vogliamo interrompere le importazioni” di energia russa “il più rapidamente possibile. E anche in futuro, anche quando ci sarà la pace, ritengo che non dovremmo comunque importare energia russa. Non si tratta di una sanzione temporanea. Una volta raggiunto questo accordo, non importeremo mai più nemmeno una molecola di energia russa”.

E delle molecole che arrivano attraverso le triangolazioni che ne faremo?

Alienati d’Europa, megalomani, bugiardi, pericolosi.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui