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MATTARELLA FA UNA SUA POLITICA ESTERA?

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Dopo avere qualche settimana fa demonizzato la Russia equiparandola al Terzo Reich, (meritandosi così da Mosca la definizione di russofobo) giovedì scorso Mattarella ha accusato Israele di mostrare a Gaza “un’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”.
Ha detto che nella lunga catena di vittime a Gaza “è difficile vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”.
La sua accusa è gravissima in quanto, pur non parlando di “genocidio”,  presuppone in Israele una deliberata e massiva intenzione criminale (che è una condizione per accusarlo di genocidio). Un’accusa non provata da inchieste indipendenti, ma anzi basata soprattutto su approssimative notizie di stampa che sono anche molto dubbie perché diffuse da fonti tutte riconducibili ad Hamas.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha risposto a Mattarella con molta moderazione dicendosi “rattristato” e assicurando che “Israele non ha alcuna intenzione di uccidere indiscriminatamente”.
L’esercito israeliano ha sempre rivendicato di compiere ogni sforzo per evitare vittime civili a Gaza ed altrove e spesso diffonde con molto ritardo precisazioni e smentite citando fatti e circostanze, che peró vengono, anche perché giungono tardivamente, spesso ignorati dai media e, quindi, anche dall’opinione pubblica.
Ad un capo di stato, nell’esprimere suoi giudizi, specie se in grado di suscitare incidenti diplomatici e imbarazzo nel governo del suo paese, non dovrebbero bastare le informazioni dei giornali e delle Tv (tra l’altro originate da fonti dubbie e unilaterali) di cui si nutre di solito l’uomo comune.
Se sembra trarre ispirazione prevalentemente da quelle fonti, le sue esternazioni possono sembrare anche strumentali agli occhi degli osservatori. Possono cioè apparire come intese a spostare su posizioni radicali anti-israeliane ed anti-russe (più vicine a quelle francesi e inglesi e, per la parte anti-russa, anche a quelle tedesche) la linea moderata e relativamente equilibrata (meno distante dalle posizioni degli Usa di Trump) del governo italiano sia sul conflitto di Gaza, sia su quello russo-ucraìno.

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  • Redazione

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