
Il problema non è relativo agli avvisi di garanzia in base ai quali alcuni chiedono le dimissioni al sindaco.
La questione di fondo riguarda il merito di una macchina istituzionale sulla strategica gestione dell’urbanistica che funziona con una forma di strabismo, dove le regole sono interpretate con continuità usando il metro dell’autocertificazione, dove viene a mancare ogni tipo di verifica.
E così che, come da un serio esame di realtà, si può ben costatare che agli amici la regola si interpreta con il criterio dell’autocertificazione fiduciaria e/o interessata e ai comuni mortali le norme burocratiche trovano occhiali meno appannati.
Su questo terreno è oramai visibile a tutti che le clientele politiche, quanto quelle professionali dei vari archistar, trovano un incontro di interessi con il mondo della finanza o degli immobiliaristi d’assalto.
Nei fatti non si può non costatare che su Milano, ma vale anche per altre città, costruire un castello sicuro e molto redditizio al centro della città trova un attenzione molto diversa che affrontare i complessi problemi urbanistici di periferie degradate e troppe volte con grandi problemi di sicurezza.
La stampa, tv e giornaloni vari, se ne guarda bene nel mettere a fuoco il tema delle autocertificazioni come criterio che contiene aspetti anche di responsabilità penale seria.
Il racconto prevalente si svolge con uno schema folcloristico e tutto con percorsi d’immagine superficiale che, certo, alla fine va anche ad azzoppare il povero Beppe Sala o il piangente assessore all’urbanistica .
Resta il fatto che dalla macchina carsica dell’amministrazione non emerge in tutta la sua portata e visibilità, ossia la portata di un fenomeno come “l’autocertificazione”, teorizzato e giustificato per anni come un percorso di efficienza burocratica. Peccato che fosse solo un gioco di prestigio da circo equestre.
Ora il problema che si pone è il seguente e va affermato in modo politicamente chiaro: la magistratura dovrebbe legittimare autocertificazioni dalle istituzione volutamente non verificate ?
E se un cittadino comune denuncia lo strabismo tragico di una clientela affaristica che si deve fare ?
Metterla sul piano sociologico, rivolgersi ad un bravo psichiatra. Leggendo i giornali e tv , questa traccia viene decantata anche da molti presunti intellettuali della giustificazione.
La trasparenza in politica ha un alto valore morale e burocratico e se questo assunto di base viene tradito mette fortemente in discussione anche il sistema elettorale, così come i programmi proposti ai cittadini .
Gli avvisi di garanzia hanno un peso significativo, ma molto inferiore delle furbizie di manipolazione carsica attuate per tradire i diritti e il rispetto anche formale dei cittadini.





