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MILANO, POLITICA E GIUSTIZIA

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Siamo davvero singolari,: al tempo di Tangentopoli la Procura di Milano era il verbo della verità. Oggi viene “censurata” perché non si deve occupare di…scelte politiche. Vero forse, ma quanta ipocrisia e quanto silenzio sul giustizialismo passato E quanto ridicolo appello ad un garantismo, cui non crede davvero nessuno, specie coloro che si riempiono la bocca. Non penso che la giunta di Milano abbia commesso chissà quali infamie, ma mi pare di capire che ha seguito il corso di eventi che hanno trasformato la sinistra da riformista ad élite, dove sarebbero più di casa le ragioni di clan salottieri ed autoreferenziali.

Se così fosse si tratterebbe di nuova destra, non post fascista ma destra si e pure mediocre. Ma dove si andrà a parare? Difficile a dirsi ma c’e’ aria di fumo in giro. Con buone percentuali di sgonfiamento in futuro del caso, ma anche di potenziali veleni, come se non ce ne fossero già abbastanza. Ma che denota comunque un uso della politica che andrebbe superato. Mentre si dovrebbe cogliere l’occasione per seppellire quel giustizialismo che ha avvelenato il Paese impedendo la formazione di nuove classi dirigenti e al tempo stesso capire che la classe dirigente del Pd si avvia ad apparire sempre più come una esperienza politica datata, irrisolta, per giunta che puzza di vuote aspirazioni di potere da tempo immemorabile e quindi non più capace di rappresentare al meglio alcun riferimento credibile per un riformismo reale di sx, oltre ad essere impermeabile ad ogni critica ed insensibile alla lezione degli errori compiuti.

Ma si andrà avanti così…con la Meloni da mandare a casa e i Ministri di destra da dimissionare. C’è solo un eventuale intralcio: la golosità dei 5stelle a tampinare il Pd con la prospettiva di un Conte nuovamente a Palazzo Chigi. Miserie.

Per rimanere in tema poi, Sala va avanti a quanto si dice, si sacrifica l’assessore… Inevitabile, il Pd a Milano deve far finta di niente, altrimenti i rischi sarebbero grandi e forse non solo a Milano. E far finta di niente è un must del Pd, finora l’unica risposta “vera” alle critiche. Dice: non è così, d’ora in avanti si penserà anche alla parte più povera della Milano…europea.

Ah, ecco, mentre si sostiene che la magistratura non deve occupare il terreno della politica (osservazione condivisibile), ci voleva …un magistrato per spingere il Pd a fare i conti con quel modo di fare caratterizzato da scelte che privilegiavano percorsi ”diversi” dalla tradizione riformista, ove ne facevano le spese i ceti sociali meno abbienti. Ma senza colpe, solo disattenzione e difficoltà’ oggettive (dicono).

Tanto è vero che anche a Roma, gestita da sindaco PD, da un po’ di tempo si torna a parlare di periferie. “Sfangarla” o cambiare? Singolare caso nel quale è forse buona la prima. Ma la questione politica resta: questo Pd cosa diavolo rappresenta? E perché non si libera mai di logiche che ricordano i clan e di figure che ricordano poco la sostanza politica e più la ricerca di immagine, per essere un finalmente un soggetto che porta avanti politiche credibili sul piano riformista e di sinistra? Domanda oziosa, certo, ma andiamo verso i 40 gradi all’ombra, è quindi permesso chiedere anche questo. Tanto al Pd sono sempre nel giusto e le critiche, si sa, aiutano so,tanto la destra. Ma la gente la berra‘ all’infinito?

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