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IL SOCIALISMO E L’ANOMALIA ITALIANA

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riceviamo e pubblichiamo volentieri

di Antonino Di Stefano* 

E’ del tutto evidente l’anomalia italiana, nata con la cosiddetta “Seconda Repubblica“, dell’assenza nel sistema politico italiano di una forza di ispirazione socialista.

E, così, il mondo del lavoro e i ceti sociali più deboli, lo stesso sindacato, non hanno da tempo adeguata rappresentanza politica, con lo svuotamento dei diritti sociali e del Welfare State, a fronte di un Partito democratico, nato dall’incontro tra quelli che si definivano “cattolici democratici” con i post-comunisti. Una forza politica senza storia né riferimenti culturali, impegnata in un vago cosmopolitismo e per i diritti civili.

Serve al Paese una forza coerentemente legata alla storia del socialismo democratico in Italia e in Europa e l’importante accordo tra il Movimento Unità Socialista guidato da Enrico Giuliano – esponente di una storica tradizione socialista, figlio di Carlo Giuliano, che fu presidente della Regione Siciliana dopo l’assassinio di Piersanti Mattarella, continuandone la battaglia contro la mafia e per la legalità e i Liberalsocialisti per l’Italia costituisce un primo passo per la costruzione di un soggetto politico ispirato alla tradizione del socialismo liberale e delle socialdemocrazie europee nel nostro Paese.

Così, a Palazzolo Acreide, è nata la Federazione provinciale di Siracusa dei Liberalsocialisti per l’Italia, intitolata a Carlo Giuliano, un vero e proprio laboratorio politico e culturale per l’unità dei socialisti, come dimostrano i messaggi del Partito del Socialismo del XXI Secolo e della Cgil e gli interventi di storici esponenti del socialismo siciliano come gli ex deputati regionali Maurizio Ballistreri, ordinario di diritto del lavoro nell’Università di Messina, e Raffaele Gentile.

“I socialisti con i socialisti” diceva Pietro Nenni ed è necessario lanciare una Costituente socialista, alla quale partecipino con eguale dignità, senza pretese egemoniche che ricordano la “Fattoria degli animali” di George Orwell, in cui qualcuno pretende di essere più eguale degli altri, tutti i soggetti politici che in Italia si richiamano alla storia ed alla cultura socialista, per costruire in autonomia una presenza nella politica italiana, libera da vocazioni subalterne, con speranze di spazi elettorali frutto di concessioni interstiziali.

L’accordo tra Liberalsocialisti per l’Italia e Il Movimento Unità Socialista è un passo importante per realizzare gli “Stati Generali del Socialismo italiano” e realizzare quel “socialismo largo” di cui, opportunamente, parla da tempo Rino Formica e lanciare una sfida per (ri)costruire una sinistra italiana secondo la tradizione del socialismo democratico, riformista e liberale, unica alternativa al populismo del tecno-capitalismo globale europeo e d’oltreoceano e alla anomia ideologica del Pd.

*Segretario nazionale dei Liberalsocialisti per l’Italia

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  • Redazione

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