
Cessate il fuoco immediato e totale tra Israele e Siria. Ad annunciarlo il presidente siriano Ahmed al-Sharaa in seguito ai sanguinosi scontri degli ultimi giorni nella provincia a maggioranza drusa di Suwayda.
La decisione arriva nel tentativo di fermare l’escalation di violenza che ha sconvolto la regione.
L’ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, che ricopre anche il ruolo di inviato speciale in Siria, ha annunciato che Israele e Siria hanno concordato un cessate il fuoco sabato mattina. Sharaa non ha fatto alcun riferimento diretto all’accordo nel suo discorso, ma ha affermato che “sono intervenute mediazioni americane e arabe” per ristabilire la calma.
In una nota ufficiale, la presidenza siriana ha invitato tutte le parti coinvolte a rispettare pienamente la tregua e a porre fine alle ostilità in ogni zona del Paese. “Qualsiasi violazione del cessate il fuoco sarà considerata una chiara violazione della sovranità”, si legge nel comunicato.
Al-Sharaa ha ribadito l’impegno del governo a difendere le minoranze religiose e comunitarie del Paese, all’indomani dei violenti scontri settari. “Lo Stato siriano si impegna a proteggere tutte le minoranze e comunità del Paese. Condanniamo ogni crimine commesso a Suwayda”, ha dichiarato al-Sharaa in un discorso trasmesso in diretta televisiva, poche ore dopo l’annuncio di un “cessate il fuoco immediato” nella regione.
Secondo un nuovo bilancio diffuso dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, le violenze settarie nella provincia drusa di Suwayda, nel sud della Siria, hanno causato 940 morti in una settimana. I combattimenti, scoppiati tra forze governative e gruppi drusi locali, sono degenerati in esecuzioni sommarie e gravi abusi da entrambe le parti.
Come riporta The Times of Israel, ieri il presidente ad interim della Siria, Ahmad al-Sharaa, ha esortato le tribù beduine sunnite a “impegnarsi pienamente” in un cessate il fuoco volto a porre fine agli scontri con le milizie legate ai drusi.
Le dichiarazioni sono state rilasciate mentre le forze governative, inizialmente inviate per ristabilire l’ordine ma di fatto schierate con i beduini contro i drusi, venivano ridispiegate per fermare i nuovi scontri scoppiati giovedì sera nella provincia meridionale di Sweida. Le violenze hanno anche provocato attacchi aerei contro le forze siriane da parte del vicino Israele prima che fosse raggiunta una tregua.
Nel suo secondo discorso televisivo dall’inizio dei combattimenti, Sharaa ha accusato “i gruppi armati di Sweida” di aver riaccenso il conflitto “lanciando attacchi di rappresaglia contro i beduini e le loro famiglie”. Ha anche affermato che l’intervento israeliano “ha spinto il Paese in una fase pericolosa”.
Rivolgendosi ai beduini, Sharaa ha affermato che “non possono sostituire il ruolo dello Stato nella gestione degli affari interni e nel ripristino della sicurezza”. Ha inoltre aggiunto: “Ringraziamo i beduini per il loro eroico comportamento, ma chiediamo loro di impegnarsi pienamente per il cessate il fuoco e di rispettare gli ordini dello Stato”.
Sharaa ha ribadito che Sweida “rimane parte integrante dello Stato siriano e che i drusi costituiscono un pilastro fondamentale del tessuto nazionale siriano”, promettendo di proteggere tutte le minoranze in Siria. Ha inoltre ringraziato gli Stati Uniti per il loro “ruolo significativo nell’affermare il loro sostegno alla Siria in questi tempi difficili”, oltre a ringraziare i paesi arabi e la Turchia, che hanno mediato la tregua di mercoledì.





