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LA NOTIZIA COME CALUNNIA

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Ignoranza? Malafede? Comunque sia, vale quanto si sente cantare nel Barbiere di Siviglia.

Don Basilio, il maestro di musica di Rosina, arriva in casa di Don Bartolo e si affretta ad avvisarlo che il conte di Almaviva, che loro sanno essere lo spasimante segreto di Rosina, è arrivato in città. Don Bartolo è preoccupato perché vuole al più presto sposare Rosina, e il conte per lui è una minaccia troppo grande. Ma Don Basilio lo rassicura: quel che ci vuole è una bella calunnia; qualcosa creato ad arte per metterlo il pessima luce agli occhi della gente, in modo che sia costretto a scappare dalla città. Don Basilio spiega a Don Bartolo cosa sia la calunnia in questa celebre aria, assumendo un tono quasi da sermone; descrive come la calunnia nasca piano piano e come via via acquisti sempre più forza, insinuandosi nella mente delle persone.

Tale è la storia dei Protocolli dei Savi di Sion, usata (per ignoranza? malafede?) al fine di screditare il mondo ebraico e Israele.

Si può argomentare contro la politica di Netanyahu senza usare la storica menzogna dei Protocolli.

https://semprelibera.altervista.org/gioachino-rossini/barbiere-di-siviglia/la-calunnia-e-un-venticello-cavatina-di-don-basilio-il-barbiere-di-siviglia/

La calunnia è un venticello
Un’auretta assai gentile
Che insensibile, sottile,
Leggermente, dolcemente,
Incomincia, incomincia a sussurrar.
Piano, piano, terra terra,
Sottovoce, sibilando,
Va scorrendo, va scorrendo
Va ronzando, va ronzando
Nell’orecchie della gente
S’introduce, s’introduce destramente
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo,
Prende forza a poco a poco,
Vola già di loco in loco,
Sembra il tuono, la tempesta
Che nel sen della foresta
Va fischiando, brontolando,
E ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia,
E produce un’esplosione
Come un colpo di cannone,
Come un colpo di cannone,
Un tremuoto, un temporale,
Un tumulto generale
Che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
Avvilito, calpestato,
Sotto il pubblico flagello,
Per gran sorte va a crepar.

I Protocolli dei Savi di Sion (o Protocolli degli Anziani di Sion), come è ormai acclarato, sono un falso storico antisemita, creato alla fine del XIX secolo, probabilmente da agenti della polizia segreta zarista (Ochrana) a Parigi, con lo scopo di diffondere odio contro gli ebrei e screditare movimenti liberali e progressisti.

Il testo, pubblicato per la prima volta in Russia nel 1903 sul giornale Znamya di Pavel Kruševan, si presenta come il verbale di presunte riunioni segrete di leader ebraici (i cosiddetti “Savi di Sion”) che pianificano la conquista del mondo attraverso il controllo di finanza, media e politica.

In realtà, è stato dimostrato già nel 1921 dal Times di Londra che il documento è un plagio, in gran parte tratto da un libello satirico del 1864 di Maurice Joly, “Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu”, che non faceva alcun riferimento agli ebrei.

Machiavelli e Protocolli

In Russia i protocolli furono usati per giustificare i pogrom e le persecuzioni contro gli ebrei, associandoli alla rivoluzione bolscevica. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre (1917), esuli russi diffusero il testo in Europa occidentale. In Germania, i nazisti lo utilizzarono come strumento di propaganda, nonostante sapessero della sua falsità (come ammesso da Joseph Goebbels). Adolf Hitler ne fece riferimento in Mein Kampf.

I Protocolli sono stati pubblicati in vari paesi, come l’Egitto, la Siria e l’Iran, e usati per alimentare teorie cospirative antisioniste.

La Carta di Hamas (Statuto di Hamas) del 1988 li citava come prova di un complotto sionista, riferimento poi rimosso nel 2017.

La Carta di Hamas, pubblicata il 18 agosto, è un manifesto di 36 articoli che riflette l’ideologia islamista di Hamas, legata alla Fratellanza Musulmana. I punti salienti includono la distruzione dello Stato di Israele e la creazione di uno Stato islamico in tutta la Palestina storica (dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo), considerata un waqf islamico (terra sacra inalienabile).

Il documento contiene un linguaggio antisemita, descrivendo il conflitto come una lotta tra musulmani ed ebrei. Inoltre, fa riferimento a teorie cospirative come i Protocolli dei Savi di Sion (Articolo 32), accusando gli ebrei di controllare media, finanza e di essere responsabili di guerre mondiali.

Se si citano i Protocolli a proposito della situazione odierna del conflitto tra Israele e Hamas sarebbe anche serio dire che si è d’accordo con una banda di terroristi e con i suoi obiettivi.

Il testo dei Protocolli circola ancora in ambienti complottisti e antisemiti, soprattutto online, nonostante sia stato screditato ripetutamente.

Nel 1921, il giornalista Philip Graves del Times dimostrò che i Protocolli erano un plagio del testo di Joly, con interi passaggi copiati. Nel 1938, Vladimir Burcev, un emigrato russo, pubblicò un libro (The Protocols of the Elders of Zion: A Proved Forgery) che confermava la loro origine fraudolenta. Tribunali, giornalisti e governi hanno ripetutamente confermato la falsità del documento.

In Italia, i Protocolli furono pubblicati per la prima volta nel 1921 e raggiunsero ampia diffusione nel 1937 grazie a un’edizione curata da Giovanni Preziosi, con un’introduzione di Julius Evola, che, pur riconoscendone la falsità, ne sosteneva una presunta “verità simbolica”.

Recentemente, nel 2021, la ripubblicazione del testo da parte di Edizioni Segno su piattaforme come IBS e Feltrinelli ha suscitato polemiche, con critiche da parte della Comunità ebraica italiana e dell’Ambasciata d’Israele, che ne hanno denunciato la pericolosità senza un’adeguata contestualizzazione.

I Protocolli sono considerati uno dei falsi più influenti e dannosi della storia, avendo contribuito a diffondere l’antisemitismo moderno e a giustificare violenze come i pogrom e l’Olocausto. La loro longevità si basa sulla capacità di adattarsi a nuove teorie cospirative, offrendo spiegazioni semplici a eventi complessi.

Utilizzare un falso storico per condannare la politica di Israele è mestiere indegno e come tale va denunciato.

Ci sono mille argomenti per non essere d’accordo con quanto fa e dice Netanyahu e con quanto fa Israele, ma la menzogna si traduce in calunnia e la calunnia è davvero farina di Satana.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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