
– La Francia ha un esercito numeroso ma poco efficiente, un arsenale nucleare vetusto e una portaerei che naviga meno di quanto stia ferma in cantiere.
– La Germania è in ricostruzione militare. Prima che sia operativa, serviranno almeno 5-10 anni.
– L’Italia presidia il Mediterraneo come può. Le nuove navi sono in cantiere, i reparti speciali ci sono ma manca la massa. Senza arruolamento, niente numeri. Stima: 10 anni per arrivare a un 30% della capacità USA.
– Senza gli USA (e Musk), siamo ciechi. I satelliti sono americani, e la guerra moderna si fa nello spazio. Oggi siamo messi peggio dei russi. Gap stimato: 20 anni.
– Tutti i nostri dati sono nel cloud USA. Ogni software strategico passa da lì. L’Italia aveva Olivetti, era avanti rispetto a IBM. L’abbiamo svenduta. Servono 10-15 anni per tornare a qualcosa di competitivo.
– Le Big Tech USA sono strumenti del potere americano, con una facciata civile. Tassarle è un’illusione: ti spengono in un attimo. Servono 10 anni per avere un cloud europeo, altri 10 per una IA autonoma.
– A livello energetico, importiamo GNL dagli USA. Senza di loro, dopo il taglio russo, sarebbe stato blackout.
– L’ESA è dietro a SpaceX, NASA e Russia. L’Italia ha una filiera satellitare autonoma, ma l’UE la ignora. Gap stimato: 30 anni.
– E tutto questo lo digitiamo da social americani che ci profilano e ci studiano. Paure, emozioni, politica: siamo un esperimento algoritmico permanente.
– Ci raccontiamo favole. E metà della popolazione ci crede, perché ha ancora accesso a tecnologia e verdura fresca sotto casa.
– La UE oggi non è nemmeno in grado di costruire da sola una turbina di pompaggio gas. Manca la filiera, mancano le terre rare, mancano i software. Senza Cina o USA, ci si ferma.
– La Spagna nel frattempo cede informazioni a Huawei, Big Tech cinese con lo stesso ruolo strategico delle americane. Solo più esplicita.
– Trump lo sa. Sa che non abbiamo leve. Né industriali, né militari, né tecnologiche. Servono diplomazia, strategia, e realismo.
Ecco perché serve un cambio.
La Von der Leyen è la rappresentazione plastica di un’Europa regolatoria, lenta, narrante, inefficace.
Oggi serve un’Europa che investe, produce, difende.
Serve Mario Draghi?
Uno dei pochi ad aver capito che il Patto di Stabilità è morto, parla il linguaggio dei mercati e delle cancellerie, non quello delle slide.
Inoltre ha già dimostrato che sa tenere l’Europa in piedi ed il suo piano da 1000 miliardi è perfettibile ma.
Oggettivamente abbiamo altri leader europei spendibili, ci vuole una figura autorevole che convinca Trump a darci il tempo per rimettere in asse il continente dopo anni di danni e visioni ideologiche.
Mario Draghi non piace a tedeschi e francesi, la sua forza potrebbe essere questo…
A me non vengono in mente altri leader, a voi?





