
Affondare il commercio globale con 20.000 dollari: la guerra asimmetrica dei droni Houthi
Nel Mar Rosso, oggi, con un drone marino costruito con componenti civili e un GPS, si può causare un danno da decine di milioni di dollari. È la nuova asimmetria bellica, brutale nella sua semplicità. Il caso della Eternity C, nave cargo battente bandiera liberiana ma gestita da una compagnia greca, lo dimostra in modo lampante: affondata dopo un attacco multiplo coordinato dagli Houthi, è diventata simbolo di un paradosso strategico che sta sconvolgendo la sicurezza marittima globale.
Secondo le prime ricostruzioni, la nave è stata colpita da un drone aereo suicida, poi da un barchino esplosivo telecomandato. Il costo stimato dell’attacco? Circa 20.000 dollari. Il valore della nave? Tra i 35 e i 50 milioni, a cui vanno aggiunti altri 25-30 milioni di valore del carico perso. Senza contare i costi umani (22 dispersi), i soccorsi, i premi assicurativi impazziti, le rotte deviate e i ritardi per milioni di tonnellate di merci. In totale, il danno economico diretto e indiretto potrebbe facilmente superare gli 80 milioni di dollari.
Gli Houthi non stanno utilizzando armi sofisticate, ma barchini modificati, spesso basati su scafi civili: motori fuoribordo cinesi, guida GPS, qualche telecamera commerciale e una testata esplosiva da 100-200 kg.
Chi si difende, al contrario, deve mettere in campo milioni. Per abbattere un drone aereo, le navi della coalizione internazionale usano missili SM-2 del valore unitario di circa 2 milioni di dollari. In alternativa, razzi guidati APKWS da 35.000 dollari, con minore potenza ma più economici. Per difendersi da barchini marini, ci si affida a cannoncini a tiro rapido come i Phalanx o a mitragliatrici automatiche, ma solo se il drone è visibile e rilevato in tempo. E spesso non lo è. Un drone in vetroresina, basso sull’acqua, verniciato in grigio, è praticamente invisibile ai radar tradizionali navali. Di notte, a velocità ridotta, può avvicinarsi a meno di 500 metri prima di essere individuato.
Ogni nave affondata rappresenta milioni di dollari persi e un segnale ai mercati: nessuna rotta è più sicura. Le assicurazioni navali, come Lloyd’s e Allianz, hanno aumentato i premi fino al 300% per le navi in transito nello stretto di Bab el-Mandeb. Alcune compagnie evitano del tutto la rotta del Mar Rosso, preferendo circumnavigare l’Africa, con settimane di ritardo e milioni di costi aggiuntivi.
La realtà è brutale: con 20.000 dollari, gli Houthi riescono a causare danni per oltre 80 milioni. È una guerra dove chi attacca può fallire cento volte senza perdere nulla, mentre chi si difende non può permettersi un solo errore. E quando il costo della difesa è mille volte superiore a quello dell’attacco, il sistema collassa. Gli Houthi non stanno vincendo una guerra navale. Stanno disintegrando, un colpo alla volta, l’equilibrio economico e strategico di uno dei passaggi più cruciali del commercio mondiale.





