Home Politica estera IL PRESIDENTE DELL’IRAN A CARLSON: PRONTI A RIPRENDERE I COLLOQUI

IL PRESIDENTE DELL’IRAN A CARLSON: PRONTI A RIPRENDERE I COLLOQUI

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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Israele ha tentato di assassinarlo, parlando in un’intervista di 28 minuti rilasciata ieri al commentatore giornalista conservatore americano Tucker Carlson.

Pezeshkian ha anche detto a Carlson che il suo paese non ha “alcun problema” a riprendere i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, sospesi all’inizio della guerra, a patto che si possa ristabilire la fiducia tra i due paesi.

“Non vediamo alcun problema nel riprendere i negoziati”, ha detto Pezeshkian a Carlson. “C’è una condizione… per la ripresa dei colloqui. Come faremo a fidarci di nuovo degli Stati Uniti?”

Axios ha riferito giovedì che l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi riprenderanno questa settimana i colloqui sul nucleare a Oslo, nel loro primo incontro dopo la guerra. Né Washington né Teheran hanno confermato la notizia.

Pezeshkian, nell’intervista, non ha specificato la data del presunto tentativo di assassinio, né se sia avvenuto durante il conflitto del mese scorso.

Israele afferma che il suo attacco su vasta scala, iniziato 61 giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva fissato una scadenza di 60 giorni per un accordo sul nucleare e che aveva preso di mira i massimi vertici militari dell’Iran, gli scienziati nucleari, i siti di arricchimento dell’uranio e il programma di missili balistici, era necessario per impedire alla Repubblica islamica di realizzare il suo dichiarato piano di distruggere lo Stato ebraico.

Tra i principali leader militari uccisi figurano il generale Hossein Salami, capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche; il generale Amir Ali Hajizadeh, responsabile del programma missilistico balistico delle Guardie; e Mohammad Bagheri, generale di divisione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e secondo in comando delle forze armate dopo il leader iraniano.

I leader politici furono risparmiati dagli attacchi e non vi erano precedenti segnalazioni di un attentato alla vita di Pezeshkian.

In un briefing con i giornalisti tenutosi ieri, il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che “un cambio di regime non era uno degli obiettivi” della guerra. “Volevamo – ha detto – solo sfidarli e convincerli a porre fine allo scambio di colpi”.

Il principale ostacolo a un accordo è stata l’insistenza dell’Iran nel voler arricchire l’uranio, mentre Washington ha chiesto a Teheran di rinunciare completamente al suo programma. Pezeshkian ha insistito nell’intervista con Carlson sul fatto che l’Iran non stava cercando di dotarsi di armi nucleari, affermando: “È stato Netanyahu, dal 1984, [a] creare questa falsa mentalità secondo cui l’Iran vorrebbe una bomba nucleare”, e che Israele “l’ha messo nella mente di ogni presidente degli Stati Uniti da allora”.

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  • Redazione

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